I miei viandanti

lunedì 20 ottobre 2008

Il fascino proibito della censura: il cimitero del Père Lachaise

Avete mai provato il brivido delizioso di essere censurati?
Io mai, e questo la dice lunga sul tipo di vita sovversiva fatta fino ad ora.

Stavolta invece è successo: tempo fa mi ero iscritta ad un noto aggregatore di Blog, Blogghissimo, segnalando la mia candidatura. Si erano iscritte molte mie amiche bloggers, e allora ho pensato, ma sì, iscriviamoci! (Prima lezione: mai fare una cosa perché la fanno tutti gli altri).
Blogghissimo ha varie categorie di blog, dalla Cucina a Sapere e Cultura, Viaggiare, Libri e Dintorni, Tempo Libero etc.., accoglie addirittura dei Blog Senza Categoria.
Io ero indecisa su quale categoria scegliere, ne ho messe alcune che mi sembrava andassero bene, senza starci a pensare troppo.

Credo di avere un blog piuttosto variegato, in cui sì, la cucina è forse la parte prevalente ma, avendo la mia vita un orizzonte più ampio di quello dei fornelli, la vita non è fatta a compartimenti stagni, racconto un po’ di tutto, dalle mie visite ai Musei agli appunti di viaggio, i miei adorati gatti, i libri che leggo, i film che vedo, la musica che ascolto, oltre che chiacchiere in libertà e facezie di vario tipo. Non mi sono mai posta una regola, scrivo di quello che mi piace e di quello che vedo, se qualcuno ha voglia di leggermi bene, altrimenti, come si suol dire, ciccia.

Il team di Blogghissimo mi ha spedito una risposta in cui afferma che, pur non essendo solito censurare le candidature dei blog, ha ritenuto dover censurare La Foresta Incantata per i mie excursus per i vari cimiteri (cito testuali parole), anche perché gli argomenti trattati non rientrano in nessuna della categorie dell’aggregatore.

E’ notorio infatti che Il cimitero di Montmartre e quello di Inglese di Roma non abbiano alcun valore storico, culturale, artistico né tantomeno letterario (Keats, Byron, Shelley, chi erano costoro?), essendo solo un ammasso di ossa e marmo che appassionano persone con evidenti gusti necrofori.

D’altra parte, una persona laureata in questa materia (e se volete ve la snocciolo tutta, Ecologia Preistorica e Archeologia del Paleolitico, che fa già una certa impressione) deve avere gusti strani per forza, sennò non avrebbe passato diverse estati a frugare tra le tombe, vi pare? Con questa foto, presa diversi anni fa allo scavo del Villaggio Neolitico di Masseria Candelaro (Puglia), credo di essermi giocata tutte le candidature agli aggregatori per il resto della vita, anche se spero che le mie amiche di Blog di Cucina non mi buttino fuori dallo staff
:-)))

Il team mi invita a provare di nuovo a candidare il mio blog, quando i miei articoli saranno idonei alle categorie del loro Aggregatore.
Non me ne voglia il team di Blogghissimo, ma l’aneddoto era troppo delizioso per non essere raccontato, mi sto ancora schiantando dalle risate.

E allora, siccome voglio essere sicura di essere radiata per tutto il resto della vita, cari pellegrini che vi aggirate tra le mie lande incantate, beccatevi un altro racconto di cimiteri: stavolta torniamo a Parigi, nel Père Lachaise.

Non state provando un brivido felino all’idea di leggere delle righe che potrebbero essere meritevoli di censura?

Il Père Lachaise occupa un’area di ben 44 ettari ed è talmente grande che per girarlo tutto ci vorrebbe un giorno intero. Quello di Montmartre è più piccolo, più raccolto e, secondo me, più suggestivo, ma anche questo enorme cimitero ottocentesco vale una visita.


Si trova al limite dell’elegante quartiere del Fabourg Saint Antoine, leggermente decentrato rispetto al cuore della città. Il punto di partenza ideale è Place de la Bastille: se volete fare una piacevolissima passeggiata a piedi, partite da qui, prendete la lunghissima Rue de la Roquette e arriverete dritti dritti all’entrata principale del cimitero: la Rue de la Roquette è una strada che comincia con molte pretese, per diventare poi una tranquilla stradina dal gusto quasi suburbano, in un quartiere residenziale. Durante la strada (verso l’inizio), fermatevi ad una delle deliziose patisseries che costellano la strada, e gustatevi un croissant aux amandes, mentre camminate.

Nel Seicento quest’area era occupata da un ospizio per Gesuiti su iniziativa di Padre La Chaise (di qui il nome), e fu trasformato solo nel 1804 in cimitero, per obbedire all’editto di Napoleone che vietava (giustamente) le sepolture entro le mura cittadine. All’inizio non voleva venire nessuno a seppellirsi in questo luogo sperduto, ma i politici di allora fecero una spregiudicata operazione di marketing, si direbbe adesso, edificando una fastosa tomba per il famoso pittore Gericault, quello della Zattera della Medusa. Evidentemente faceva molto vip essere sepolti vicino ad un famoso pittore, per cui il cimitero cominciò a trovare clienti (questo delizioso aneddoto l’ho sentito da Alberto Angela, durante una puntata di Ulisse).

Tra le migliaia di tombe, ce ne sono alcune veramente curiose, come questa stele in puro stile Maya.

Il luogo è estremamente suggestivo, soprattutto in primavera, quando gli alberi si trasformano in nuvole di fiori.


Orientarsi in questo labirinto di tombe non è certo facile, nonostante abbiate in mano la piantina, perché è davvero enorme. Vi indico comunque i punti cruciali: all’entrata non potete perdervi l’ossario con entrata monumentale, opera di Bartholomé, 1895: nell’ossario riposano le ossa senza pace delle tombe abbandonate.

L’altorilievo rappresenta il punto di non ritorno che separa i morti dai vivi, che accompagnano i loro cari fin sulla soglia della tomba e lì, straziati, devono lasciarli andare.



Di primo impatto il monumento, di stile neoclassico, candido, di una bellezza un po' accademica, lascia un po’ freddini poi, guardando meglio, le figure hanno una certa romantica bellezza, in qualche modo simile a quella del Cimitero di Roma, tipo l'Angelo del Dolore.


Quest'argomento dello strazio della morte e del rimpianto dei vivi era molto di moda nell'Ottocento, ce ne sono svariati esempi anche a Montmartre.


Gli ospiti più famosi e visitati sono Jim Morrison e lo spiritista Allan Kardec, meta di appassionati che onorano le tombe con fiori e bigliettini. Devo confessare che non li ho trovati, anche perché non li ho neanche cercati, visto che non mi interessavano: ma, se devo essere sincera, non ho trovato neanche quelli che mi interessavano, come Balzac, Proust, i pittori Delacroix, Gericault, Oscar Wilde e così via.
E’ talmente grande che mi sono subito persa, e ho cominciato a vagabondare a vanvera, spinta dalla bellezza più che dalla curiosità. Ho trovato, casualmente, la tomba di Chopin, piuttosto commovente la fanciulla addolorata in abiti ottocenteschi che lo piange (la fotografia è pessima, lo so, ma non avevo ancora la mia Nikon D80, con la piccola digitale ho fatto quello che potevo).

Ero venuta in questo cimitero anche spinta dal bel libro di Corrado Augias I Segreti di Parigi, che ho citato più volte a proposito di Montmartre, per vedere la famosa tomba di Victor Noir, e alla fine sono riuscita a trovarla, anche se incuneata tra tombe a casa ben più imponenti.


Si tratta di un giovane uomo riverso a terra, con il cilindro rotolato via, i capelli ondulati e delle fattezze molto armoniose, ritratto nel bronzo con un realismo impressionante.

Questo giovanotto venne sparato nel 1870, era giovanissimo, aveva appena 22 anni. Di mestiere faceva il giornalista per una testata di sinistra: fu ucciso in circostanze poco chiare nientemeno che da Pierre Bonaparte, cugino di Napoleone III, che però fu assolto dall’accusa di omicidio. Il giovane fu inumato dapprima al cimitero di Neuilly, poi portato qui nel 1891: la statua, di Dalou, fu pagata grazie ad una sottoscrizione popolare, segno di quanto era rimasta impressa l'ingiustizia dell'omicidio e l'assoluzione del colpevole.


Un altro monumento molto visitato è il cenotafio di Eloisa ed Abelardo, difficile da trovare se non sapete dov'è.
Il baldacchino gotico di marmo bianco risalente al 1817, che contiene quel che resta delle ossa dei due sfortunati amanti, si trova quasi vicino all’entrata principale, sulla destra, sulle terrazze in alto, e non è assolutamente facile da vedere. Essendo metà al sole e metà in ombra, purtroppo la fotografia è venuta con dei chiaroscuri terribili che non sono riuscita a correggere, per cui la fotografia non ce l'ho.

Di primo impatto fa un po’ di tristezza, il finto gotico fiammeggiante, le due statue sdraiate vicine, non so perché ma sa tanto di pastiche finto romantico, qualcosa a metà tra il castello della Bella Addormentata di EuroDisney e le architetture finto messicano-finto arabo degli Outlet che vanno di moda adesso.

Eppure la vicenda di Eloisa ed Abelardo è rimasta nella storia, nella letteratura, come una delle passioni più romantiche e maledette, proprio per la fine ingloriosa che fecero tutte e due, alone romantico supportato anche dal carteggio di lettere che è arrivato sotto il nome di Lettere di Eloisa ed Abelardo: ma, a detta di molti critici e filologi, purtroppo apocrifo, risalente forse al secolo successivo.
Riassumo, per i pochi che non sappiano chi fossero i due sfortunati amanti, la storia: Abelardo fu un insigne studioso, teologo e filosofo, considerato uno dei fondatori dell’Università di Parigi.

Eloisa era una giovinetta di ottima famiglia, nata intorno al 1100, quando conobbe Abelardo aveva appena sedici o diciassette anni, coltissima per il suo tempo e per il suo sesso (raramente le ragazze venivano fatte studiare a quel livello): suo zio, canonico a Notre Dame, le prese come precettore proprio l’eccellente studioso (a quell’epoca aveva già 39 anni) che le impartiva lezioni di greco, filosofia, e non solo, ovviamente.

L’amore proibito scoppiò come un incendio, e i due amanti non riuscirono a mantenerlo segreto a lungo. Ovviamente ci fu un grande scandalo, i due fuggirono in Bretagna ed Eloisa ebbe un figlio di nome Astrolabio.

Si sposarono segretamente per calmare la famiglia di lei, ma il chierico convinse la ragazza a ritirarsi nel monastero di Argentuil.

Lo zio e i parenti della ragazza, furiosi per quello che ritenevano un abbandono, inflissero una esemplare punizione al professore, immaginate quale: lo evirarono, risolvendo in un sol colpo la questione in maniera piuttosto drastica.

Tant’è, Abelardo si ritirò a vita monastica (tanto, ormai…) continuando a scrivere i suoi libri. I due non si incontreranno più per il resto della vita.
Eloisa, ancora innamorata di lui, gli scrisse delle lettere appassionate in cui mai rinnegò l’amore sconfinato di cui lo aveva amato, a cui l’anziano (ormai) professore rispose in maniera pedante, maschilista e supponente.
La differenza tra le lettere dei due amanti è veramente abissale, Eloisa ne esce come un'eroina romantica che non rinnega nulla del suo amore e della sua passione, anzi, non riesce a liberarsene fino alla morte. Abelardo invece dimostra di averla amata solo in maniera superficiale, rimproverandole la loro passione lussuriosa e cercando di convincerla ad una vita di penitenza (mentre lui continuava a condurre una vita spericolata e piena di successo, nonostante un tentativo di avvelenamento e un processo).

Neanche dopo la morte i due amanti ebbero vita fortunata.

Alla morte Abelardo venne seppellito nel convento di Eloisa, ormai badessa, ed ella volle essere sepolta assieme al suo antico amante. Le ossa vennero più volte traslate, divise e quindi riunite, poi i due riposarono insieme fino al 1792, anno in cui il monastero venne distrutto: quel poco che ne restava delle spoglie mortali fu spostato al Père Lachaise nel 1800. Traslati ancora nel 1814 e finalmente collocati in questo cenotafio nel 1817.

Per approfondimenti sulla intricata e romantica liason, vi consiglio:

Corrado Augias, I Segreti di Parigi, Capitolo VI, Meglio amante che moglie, Oscar Mondadori 2004.

Filosofico, La vicenda di Abelardo ed Eloisa

Summa Gallicana, Pietro Abelardo ed Eloisa

Per ora il nostro tour finisce qui.

Vi lascio con un’immagine deliziosa che mi ha inviato tempo fa Luciano, sempre presa da questo luogo.

28 commenti:

  1. non prendertela per l'aggregatore, ultimamente se ne stanno diffondendo anche troppi e non ne capisco l'utilità, sinceramente... penso sia più utile a loro avere più blog possibile che a noi esserci,
    il père lachaise è bellissimo anche se quando sono andata io andavano tutti alla tomba di jim morrison e chopin non se lo filava nessuno, avevo un'amica in rue de la roquette ed è una zona bellissima, al confine con la belleville di pennac... ultimamente ho visto parigi (il film) e nella scena finale passano proprio da lì, che nostalgia...

    RispondiElimina
  2. Infatti non me la sono presa, mi è venuto solo da ridere perchè è ovvio che non sapevano assolutamente di cosa avevo parlato!
    Hai ragione, questa zona è molto bella, e anche Belleville ha un suo fascino, mi è piaciuta molto la passeggiata che ho fatto da queste parti...pensa che Morrison io non l'ho trovato, era mattina presto e non c'era proprio nessuno in giro, che delizia!
    Ho in programma di andare a vedere il film, anche perchè Klapish mi piace molto!

    RispondiElimina
  3. ahahah, hai proprio ragione...Era da tanto che non lasciavo commenti per blog, ma al tuo post non ho saputo resistere. Probabilmente perchè anch'io amo i cimiteri. Non sò, sarà per via della mia formazione "artistica"..
    Certo, il termine amo può risultare macrabro se lo si associa ad un cimitero, o quantomeno surreale.
    Ho visto anche io quella puntata di Ulisse con molto interesse.
    Cos'ha di strano quest'interesse? Se ci si ferma alle prime apparenze è semplice lasciarsi andare agli scongiuri...ma in un cimitero, come per un quadro o una foto, c'è la manifestazione di un epoca, la sua storia e quella degli uomini...Tombe sfarzose, "minimali", lapidi cariche di frasi che riescono a strapparti una lacrima..E ti permettono di studiare la natura dell'uomo al cospetto della morte.
    Nei miei giri cimiteriali non sono mai riuscita a trascinarmi dietro nessuno, e ripensandoci mi vien da ridere.
    La pace e la quiete, e quel senso di profondo pudore e rispetto che si insinuano mentre percorri quei viali difficilmente li puoi trovare altrove. Ti aiuta a riflettere.
    Bè...pazienza, bloghissimo si è perso molto non inserendoti. Ma d'altronde, se non rientri dentro canoni stereotipati spesso sei fuori. Ma ti posso dire una cosa? Chi se ne frega!
    Ho letto sempre con molto interesse i tuoi post...molto di quello che gira altrove, come canterebbe califano, è noia ;)
    Ciao

    RispondiElimina
  4. Grazie Ery!!!
    Io adoro i cimiteri, come te, forse perchè ho studiato archeologia (o forse ho studiato archeologia perchè amo i cimiteri): ce ne sono di bellissimi, di indubbio valore artistico: ma si sa, le conoscenze in questo campo sono sempre più ristrette, di ignoranza ce n'è in giro molta, per fortuna ci sono ancora persone che leggono, viaggiano e si interessano!
    Grazie per l'appoggio morale

    RispondiElimina
  5. ciao cara, mi dispiace molto per quelo che è successo.....
    Comunque non ti preoccupare non ti radieremo mai!!!
    Baci
    Laura

    RispondiElimina
  6. meno male, conto su di voi, ragazze!

    RispondiElimina
  7. E allora dico io, perche' non aprire una nuova sezione ? ;) bacio.

    RispondiElimina
  8. una categoria Cimiteri e Necropoli, che te ne pare?
    :-)))

    RispondiElimina
  9. non ci credo...censurata èerchè ami larte....ma quante fette di salame hanno davanti agli occhi??? bhe non ti meritano! tiè
    p.s. nei prossimi giorni torno per fare con calma questo tuo ultimo giro ;)

    RispondiElimina
  10. Ciao Geillis,
    ho letto tutto d'un fiato qusto post (per Blogghissimo: sai cosa auguro io a queste persone: di incontrare sul loro cammino tutta gente che ragiona come loro, così si troveranno invischiati in un labirinto di categorie che non sapranno più districare ah ah ah!)
    interessantissimo il tuo racconto, quando anni fa ho vissuto due mesi in Inghilterra mi andavo a visitare tutti i cimiteri perchè quelli inglesi sono un pò differenti dai nostri,
    grazie Geillis di queste gocce di cultura!!!
    baci
    dida

    RispondiElimina
  11. Si può essere così coglioni e anche intrinsecamente fascisti da censurare un sì bel blog? La madre dei cretini è sempre incinta.
    Ho provato a scrivere a questi di Blogghissimo; manco una mail hanno. Baci L.

    RispondiElimina
  12. Grazie anche a te per l'appoggio morale, amore mio
    :-)

    RispondiElimina
  13. Solo un grosso: Mha????
    Io ho un profilo su myspace, mi hanno cancellato una foto che secondo loro turbava la psiche adolescenziale intimandomi per giunta che se ripostavo foto simili mi avrebbero cancellato l'account, addirittura???? La foto non aveva niente di scandaloso, per giunta su myspace girano anche le peggio porcate e quelli volevano bannare proprio me! Ma che se ne vadino tutti a cagher, scusa il francesismo...... ^___^

    RispondiElimina
  14. P.s.: per inciso, questo servizio sui cimiteri è bellissimo, ce ne fossero!!! ^___^

    RispondiElimina
  15. ma dai!!!
    Su questi siti c'è di tutto,dovresti leggere poi alcuni blog veramente inquietanti, con simboli di ultradestra e massonici, e vanno a censurare personcine deliziose come me e te, ma certo che è incredibile!!

    Sono contenta che un po' di pillole di cultura vengano apprezzate: non pretendo di essere un'intellettuale, però ci sono alcuni argomenti che mi appassionano, che magari ho scoperto casualmente e che mi fa piacere possano interessare qualcuno: il carteggio di Eloisa ed Abelardo l'ho letto a diciassette anni, è bellissimo, eppure la maggior parte dei giovani non sa nemmeno chi sono, che peccato.
    Se solo riesco a far venire un pizzico di curiosità a qualcuno, sono già felice!

    Grazie anche a te per la solidarietà

    RispondiElimina
  16. Mi sembra incredibile che tu sia censurata per la presenza di post sui cimiteri! Mah! Mi ricordo ancora la giornata di pioggia in cui io, ragazzina, insieme a un'amica, siamo andate in questo cimitero alla ricerca della tomba di Jim Morrison :) Cat

    RispondiElimina
  17. ma che ti devo dire?
    Peccato che l'hai visto sotto la pioggia, io l'ho visto in primavera, col cielo azzurro, di mattina presto, gli alberi erano delle nuvole di fiori...

    RispondiElimina
  18. E' proprio vero non si finisce mai di rendersi conto dell'ignoranza di alcune persone, anche i cimiteri sono delle vere opere d'arte, quando visito una città, faccio una puntatina anche al cimitero, ti dirò di più se incontro un funerale mi fermo ad osservare le usanze.
    ciao buona giornata

    RispondiElimina
  19. lo so, carissima, purtroppo la cultura non è di questo mondo

    RispondiElimina
  20. Eeeh, cara Geillis, l'ho sempre pensato che sei una persona strana.... ^_________^
    Abbella! Ma ci siamo noi che apprezziamo vivamente (uauauauaua che avverbio per un discorso sui cimiteri) e che ti preghiamo di andare avanti. A me i tuoi escursus piacciono, anche perchè quando ho tempo li faccio pure io, ma nei cimiterini di campagna ^__^
    Forse songhe necrofila?
    Al prossimo racconto!

    RispondiElimina
  21. evviva i cimiterini di campagna!! Io li adoro, anche se purtroppo non vivo in campagna, però il cimitero del paese dei miei nonni è estremamente affascinante, da adolescente ci passavo i pomeriggi ( va beh, sono sempre stata un po' particolare, lo ammetto)

    Possiamo creare un'associazione di amanti dei Cimiteri, che ne dici?

    RispondiElimina
  22. Geillis, ho trovato il tuo blog per caso e mi è piaciuto subito moltissimo, per come scrivi e per la varietà di argomenti. Ho voluto lasciarti il mio primo commento qui, perchè anche a me piacciono i cimiteri e trovo assurda la censura ti hanno fatto. I cimiteri, per come li intendiamo noi, penso, sono luoghi di pace, che parlano di cultura e di umanità: di perosne che non ci sono più ma che hanno contato qualcosa per pochi o per molti.
    Quest'estate ho visitato quello di Venezia, sull'isola di San Michele: molto suggestivo e dall'atmosfera romantica. Non c'era nessuno ed io e mio marito abbiamo vagato alla ricerca delle tombe più famose: Stravinski, Ezra Pound, ma anche Helenio Herrera (allenatore dell'Inter anni '70: un colpo x mio marito, acceso interista).
    A presto, su altre pagine.

    RispondiElimina
  23. Benvenuta, sono contenta che i miei racconti di cimiteri ti siano graditi, anch'io credo che siano dei luoghi di pace, peggio per chi non lo capisce

    RispondiElimina
  24. Here's the free 52 pages ebook "Secrets of Winning Online Poker". No ads, just 100% value info, get it here: http://98.130.248.32/poker or here

    RispondiElimina
  25. Molto bello il tuo blog (e la sezione Parigi è davvero interessante). Complimenti!

    RispondiElimina
  26. Ti ringrazio, Edmea!

    RispondiElimina
  27. ciao! sto leggendo il tuo blog con molto interesse e mi sono soffermata su questo post perchè sono stata a visitare il cimitero di Pere Lachaise proprio in agosto. Ho una piccola curiosità che forse non sai:
    la tomba di Victor Noir è a tutt'oggi una delle più visitate perchè la leggenda vuole che se una ragazza tocca la sua statua poi rimane incinta. Infatti se la osservi noterai che alcune zone sono più consumate di altre. Ciao!
    Simona

    RispondiElimina
  28. Ciao Simona, e benvenuta...veramente avevo letto questa notizia nel bel libro di Corrado Augias, e ho notato anche il bronzo scolorito, ma ho pensato di non scrivere il dettaglio, anche per non fomentare l'abitudine...comunque grazie per l'attenzione con cui hai letto il mio post, mi fa davvero piacere

    RispondiElimina

Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails