I miei viandanti

sabato 23 luglio 2016

Sulle rive del Lago di Scanno



Quest'anno andare in vacanza è stata una vera impresa.
No, in realtà non ci sono ancora andata, manca una settimana e ho prenotato solo ieri, ancora devo realizzare che parto domenica prossima.

giovedì 7 luglio 2016

Il Bosco Incantato di Bomarzo - Seconda parte - Elefanti, Orchi, Furie ed altre creature infernali.



Proseguiamo per il nostro cammino  tra le creature meravigliose e terribile di questa foresta ombrosa e misteriosa: il nostro percorso prosegue davanti  alla lotta tra due animali di sapore medievale, un Drago dalla corazza squamosa  attaccato da  un leone, un lupo e un cane, e davanti a loro un'imponente anfora di pietra con incisa un'altra scritta enigmatica: "Notte et Giorno, Noi siamo vigili  et pronte a guardar d'ogni ingiuria questa fonte", quasi a mettere in guardia il visitore sulla pericolosità del gruppo di animali. Non lontano infatti si legge: "Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi."

sabato 2 luglio 2016

Torta di Pesche in atmosfere marine


Altro periodo convulso, questo concorso mi sta massacrando: è da novembre che studio ininterrottamente, e nelle ultime settimane con ritmi che pensavo di aver abbandonato all'Università, quando un mese prima di un esame mi constringevo a  giornate intere di studio disperatissimo.

Ci stiamo nel frattempo organizzando per le vacanze,  cosa che mi ha fatto perdere non poco tempo. Avevamo pensato, in un primo di tempo, di scendere nel Sud Italia per fare un po' di mare, ci attirava molto la zona del Salento, intorno a Gallipoli.
Dopo qualche ricerca e qualche contatto, abbiamo dovuto rinunciare perché con lo stesso prezzo di un monolocale perso nella campagna a diversi chilometri dal mare, potremmo prendere l'aereo e andare a soggiornare in un bel resort in una località esotica.

Poi abbiamo provato a tornare in Abruzzo, non negli stessi posti dentro il Parco Nazionale perché ormai li conosciamo a memoria, e anche lì abbiamo trovato prezzi spropositati in paesini sperduti tra i monti. Doveva essere una meta di ripiego, per non spendere troppo, e invece  i prezzi sono lievitati in pochi anni, un po' come il Trentino Alto Adige che era tanto conveniente fino ad una decina di anni fa, e adesso sta diventando veramente costoso.

Insomma, alla fine ci siamo fatti due conti e abbiamo scoperto che, con i grossi siti di prenotazione, spendendo meno possiamo prendere l'aereo e andare all'estero a vedere qualche bella capitale, magari sul mare, e quindi si va lontano, in terre sconosciute.




Ho fatto qualche bel dolcetto in questo periodo, uno dei quali è una bella torta di pesche, e per l'occasione ho ricominciato anche a fare qualche fotografia più colorata e meno minimal.
In questo caso mi sentivo mediterranea, e quindi ho tirato fuori tutte le cose blu che avevo, tra cui un servizio da tè di una mia zia, credo degli anni Cinquanta. Fa parte di tutti quei servizi da tè ereditati,  dal gusto retrò,  che affollano le mie credenze, ho perso anche il conto di quanti ne ho, tutti bellissimi e mai usati!



Adoro le ceramiche blu e azzurre, e soprattutto i vetri, li trovo evocativi, sanno di estate, di mare, di cieli azzurri e tersi. L'estate sul mio tavolo c'è sempre un piatto d'argento con portacandele azzurri e blu, conchiglie e sassi colorati, mentre l'inverno su un piatto rosso faccio una composizione con pigne e portacandele rossi.


Sono andata alla ricerca di un'altra ricetta semplice per la mia torta, ormai le ricette vegan o quasi sono quelle che preferisco, soprattutto per ragioni di tempo e velocità.

Ho fatto la Torta di pesche  del Blog Semplici Bontà,  ho solo aumentato di pochissimo i liquidi, diminuendo l'olio a soli 50 ml, e sostituendo l'acqua con il latte Zymil, quello senza lattosio, ma voi potete mettere anche latte di soia o di riso.

Le quattro pesche (due a pezzi dentro, due sopra) hanno ammorbidito moltissimo l'impasto,  ed il risultato non ha niente da invidiare ad una torta tradizionale con burro e uova.



Torta di Pesche (quasi) Vegan

300 grammi di farina 00
150 grammi zucchero di canna
270 ml di Latte senza lattosio
50 ml di olio di semi
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
4 pesche

Teglia da 24 centimetri, a cerniera

Mescolare la farina setacciata con il lievito, lo zucchero e la vanillina.

Mescolare il latte e l'olio, quindi aggiungere a filo i liquidi ai solidi, mescolando accuratamente per non formare grumi, fino ad ottenere un impasto liscio. Aggiungere le due pesche a pezzetti.

Rovesciare l'impasto nella teglia imburrata ed infarinata oppure foderata con carta forno appena unta di olio, rovesciare l'impasto, quindi decorate con le fette delle altre due pesche.

Cuocere per circa 50 minuti a 160 gradi (il mio forno a 180 brucia la torta) forno elettrico già caldo,  non ventilato sul secondo ripianto dal basso.

Lasciare altri cinque minuti nel forno spento, quindi togliere dal forno e far freddare.

Sformare delicatamente (tende a rompersi) quindi spolverare di zucchero a velo.




sabato 18 giugno 2016

Torta vegan all'Acqua e Cacao




 Avendo molto più tempo, adesso, mi è venuta voglia di accendere il forno e fare qualcosa di buono, visto anche che questa estate tarda ad arrivare, almeno a Roma.

Mi piacciono molto le torte vegane, e non per ragioni ideologiche o di allergie, semplicemente perché sono più semplici da fare e di solito più dietetiche, però il rischio di tirare fuori qualcosa di poco appetibile c'è sempre, proprio perché si tratta di impasti poveri, senza uova e con pochi grassi.



Stavolta ho provato questa ricetta,  che ho trovato sul blog CucinafacileconElena: l'aspetto era molto invitante,  e il risultato mi è piaciuto molto, è morbida ed ha un buon sapore di cacao.
Ho apportato minimi cambiamenti, ho solo diminuito la quantità di zucchero.

L'unico difetto che ho trovato a questo dolcetto, è il fatto che essendo di dimensioni piuttosto ridotte, finisce subito! La prossima volta la farò raddoppiando le dosi, oppure aumentandole della metà, così dura più a lungo, perché è davvero buona. Per una colazione golosa ma leggera è davvero l'ideale, ed è perfetta anche per i tanti allergici ad uova e latticini.

Ho usato una teglia da 20 centimetri a cerniera, e l'ho cotta per mezz'ora a 160 gradi nel forno elettrico non ventilato, poi l'ho lasciata altri cinque minuti a forno spento, ed era cotta alla perfezione.

Questo tipo di impasto può essere lasciato bianco e mescolato alla frutta, io ho provato a farlo con l'ananas ed è venuto spettacolare: la prossima volta vi darò la ricetta (ho apportato qualche aggiustamento) perché non ha niente da invidiare ad una normale torta con uova e burro.

Torta all'Acqua e Cacao di Elena

230  grammi farina 00
120 grammi zucchero (nell'originale 160 grammi)
250 grammi acqua
30 grammi olio di semi
2 cucchiai colmi di cacao
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

Sbattere insieme con la frusta a mano acqua e olio.

Setacciare insieme lievito, farina e vanillina (serve per areare la farina e renderla più leggera),  in ultima setacciare il cacao e mescolare bene assieme con lo zucchero.

Aggiungere poco a poco acqua e olio, formate un impasto cremoso senza grumi.

Versare in una teglia da 20 centimetri foderata con carta forno ed infornate nel forno già caldo a 160 gradi, sul secondo ripiano dal basso, Forno elettrico non ventilato per 30 minuti, quindi spegnete e lasciate altri cinque minuti.

Sfornate delicatamente quando è fredda e spolverate abbondantemente con zucchero a velo.



domenica 12 giugno 2016

Il Bosco Incantato di Bomarzo - Prima Parte


E' un anno che le foto di questa bella gita vegetavano nel mio hard disk, anche perché io non mi limito ad una decina di foto, ma vado in giro con la possente Nikon fotografando ogni foglia, agni scorcio, ogni sasso come fossi invasata, e quindi alla fine è sempre difficile fare una scelta e ridurle ad un minimo esaustivo e piacevole, senza però ammorbarvi troppo.

domenica 5 giugno 2016

Fine di un periodo impegnativo e Torta di Mele senza uova


E finalmente un po' di tempo per postare qualcosa!

E' stato veramente un periodo pieno di impegni, lavoro studio inglese concorso, insomma...non ho avuto né il tempo né l'energia per pensare ad altro.
Sono gli ultimi giorni di scuola, da una parte sono piuttosta stanca e non vedo l'ora di finire, d'altra parte è stata un'esperienza bellissima, impegnativa ma davvero piena di soddisfazioni, e quindi mi dispiace moltissimo lasciare quella scuola e tutte le persone con cui ho lavorato quest'anno.


Posso dire che questo è il primo lavoro in cui ho trovato colleghi meravigliosi e  disponibili con cui mi sono trovata davvero bene, ragazzi che valgono tutta la fatica spesa, e un bagaglio di esperienza e  nuove conoscenze  che saranno preziosi per il futuro.

Altre esperienze dell'anno sono state meno positive, ma comunque formative: sono reduce dal famoso concorsone scuola, ho studiato sei mesi in maniera davvero intensiva, una media di tre o quattro ore su materia e collaterali che alla fine sono risultati insufficienti per una prova impegnativa, ai limiti dell'impossibile. Ma anche in questo ho trovato delle cose positive, un bel ripasso approfondito che mi servirà, oltre che alcune materie che non avevo mai affrontato e che invece sono risultate utilissime nonchè molto interessanti. Anche rimettersi sui libri tanti anni dopo permette di studiare in maniera diversa, di cogliere concetti e particolari che nel precedente concorso forse non avevo avuto il tempo o la maturità di acquisire, sono davvero soddisfatta.

Insomma, cerchiamo di trovare il positivo anche nelle esperienze negative!

Mi sono rimessa anche a studiare materie che pensavo aver dimenticato o rimosso per sempre, talvolta senza rimpianti come Matematica, Chimica o Astronomia, perché essendo insegnante di Sostegno al Liceo ho sostenuto un po' di tutto: ed è una bella soddisfazione cogliere i concetti al volo, ripescando dall'oblio quelli che evidentemente avevo archiviato ma  non rimosso, oppure acquisirli di nuovo con una rapidità che al liceo mi avrebbe davvero fatto comodo. E' evidente che anche il cervello cambia, si evolve e quello che sembrava una cosa insormontabile a 15 anni, alla mia età invece  appare così semplice, meno male che la mia mente si è tenuta ben allenata, in questi anni.

Avevo un paio di mele un po' ammaccate in frigo, tutte tristi vicino a frutta colorata e appetitosa come fragole, albicocche e ciliegie e allora ho cercato  la ricetta di  una torta per non buttarle. Avevo anche un uovo solo, e quindi sul sito di Cookaround ho trovato una ricetta senza uova, che poi però ho alterato perché le dosi di zucchero e olio mi sembravano eccessive.

E' una torta che può essere trasformata in vegana sostituendo il Latte senza lattosio (io Zymil) con latte di soia o di riso. E' un dolce davvero facilissimo, perché non serve montare niente, basta mescolare i solidi e i liquidi con una paletta.
Rimane morbidissimo, si può provare anche a diminuire l'olio e aumentare il latte.

Per una teglia da 24 centimetri, a cerniera:

Torta di Mele al latte (senza lattosio)

200 grammi di farina
150 grammi zucchero bianco
200 ml di latte senza lattosio
100 ml di olio di semi
1 bustina di lievito
scorza e succo 1 limone
2 mele grandi (io renette)

Tagliare le mele a fettine sottili e metterle da parte bagnate con succo di limone per non farle annerire.

Mescolare la farina con lo zucchero, aggiungere il lievito setacciato.
Mescolare latte e olio.
Aggiungere poco alla volta i liquidi ai solidi, cercando di rompere i grumi fino ad ottenere una crema liscia, quindi aggiungere il limone.
Aggiungere le mele mescolando bene.
Foderare con carta forno la teglia, versa l'impasto e spianarlo bene.

Secondo ripiano dal basso nel forno elettrinco Non ventilato già caldo, a 160 gradi (nel mio) per 45 minuti, quindi spegnere il forno e lasciarla altri 5 minuti, quindi altri 5 minuti a forno aperto.

Sformare quando fredda, delicatamente, e spolverare con zucchero a velo.


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