I miei viandanti

martedì 4 settembre 2018

Estati noiose e passeggiate solitarie per vicoli antichi


Estate quasi finita.



Estate noiosa e riposante per metà agosto, giorni lunghissimi e piovosi, sulle colline intorno Roma, in cui la mattina si riusciva a strappare qualche ora di sole feroce e polveroso in piscina, e il pomeriggio con la pioggia a rovinare, immancabilmente, qualsiasi progetto di gita o passeggiata.


Villa Adriana, Genazzano, Palestrina i progetti che avevo in mente che, anche se visti e rivisti, potevano costituire un grande stimolo a camminare e a fotografare, ed invece ho camminato su vicoli e stradine del paese: un paese piccolo, dalle origini medievali, con un borgo tutto in discesa (o salita, quando devi tornare su) in cui la polvere dei millenni è palpabile, nei cui vicoli sempre in ombra ogni tanto incontri una o più signore dall'età indefinibile,  sedute fuori dall'uscio, su una sedia, che ti scrutano curiose e ti salutano.
E tu, rispettosamente perché sei a casa loro, risaluti e sorridi, e allora qualcuna azzarda qualcosa e si comincia a dire due parole, e alla fine vengono enumerati e sviscerati parenti e nonni e bisnonni, e c'è sempre qualcuna che si ricorda della tua bisnonna, e poi c'è sempre il cognome tipico del luogo, che comunque ti da sentire parte di una discendenza, anche se sei nata altrove e tuo padre lo stesso.





Quindi, tante passeggiate sulle antiche scale e, pur essendo il paese piuttosto piccolo, ogni volta trovo uno scorcio, un vicolo, un portone che non avevo mai visto.
Ho fatto tante foto di particolari, finestre, porte e portoni, muri, lampioni, cercando di cogliere la bellezza di questo piccolo borgo laziale, di una regione bella come paesaggio e come natura, ma poco turistica o, almeno, fuori dai circuiti del turismo ricco, quello di pregio come quello toscano o umbro.




Forse perché l'urbanistica e l'espansione di questi paese è stata sicuramente più selvaggia e meno controllata, meno rispettosa della storia, rispetto a quella delle regioni più blasonate: villette, condomini e caseggiati piuttosto anonimi sono andati ad affiancarsi ai centri storici, senza mai integrarsi del tutto, come delle periferie comode e moderne mentre le vecchie case del centro storico andavano spopolandosi.




Da qualche anno, queste vecchie case, spesso umide, senza riscaldamenti, magari con le finestre piccole e le travi di legno originali, spesso scomode da raggiungere, sono state in massima parte recuperate, e il piccolo borgo si è arricchito di nuovi abitanti.

Davvero strano il fatto che, pur  passeggiando in quei vicoli angusti e profumati di storia da quando ero piccola, ogni volta ne scopra qualche angolino nuovo, qualche scorcio inaspettato.




La parte più bella è quella in basso, il borgo medievale, tutto arrampicato sul fianco della collina, il cui colpo d'occhio migliore si coglie dal Santuario della Madonna di Compigliano, oppure dalla statale che corre verso i paesi di Bellegra e Olevano, non lontani da qui.



Oltre alle solitarie passeggiate pomeridiane, abbiamo frequentato molto una piscina tra le colline, che non dista più di una ventina chilometri dal paese, che ci ha dato una parvenza di vacanza estiva.



La seconda metà di agosto invece siamo partiti alla volta della bella città di Torino, visitata in lungo e in largo, città che mi è piaciuta davvero molto, e di cui vi parlerò a breve.

1 commento:

  1. Che meraviglia passeggiare in questi paesini dove il tempo sembra essersi fermato :-)
    Non vedo l'ora di legger di Torino :-)

    RispondiElimina

Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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