I miei viandanti

venerdì 14 maggio 2010

Siviglia, una mescolanza affascinante di tradizione e modernità


Ed eccomi, finalmente, di ritorno! Veramente sono tornata domenica, ma ero talmente stanca in questi giorni, che ho preferito lasciar sedimentare l'esperienza del viaggio, lasciarla in revisione per poterla raccontare meglio.

Il viaggio è andato bene, anche se il ritorno è stato piuttosto adrenalinico, per via della nube di cenere del vulcano dal nome impronunciabile.
Diciamo che già il viaggio i andata, causa fortissimo vento nordico, era andato maluccio, a Madrid abbiamo fatto un atterraggio abbastanza movimentato, con scene di panico tra i viaggiatori, e una partenza altrettanto turbolenta alla volta di Siviglia.

Certo, guardando l'immensa  verde ma abbastanza brulla in cui si trova Madrid, si capisce che, se scende il vento da nord, può essere veramente tempestoso. Anche Siviglia, comunque, è piuttosto ventosa: non ho trovato il clima caldissimo che mi aspettavo, diciamo appena pochi gradi più di Roma. Il sole, quando c'è, è bollente, ma spesso anche lì c'erano molte nuvole e soprattutto quelle sferzate di aria gelida, che all'ombra non erano affatto piacevoli.

Però, non ha mai piovuto, almeno: a Roma ha fatto una settimana di pioggia, io comunque dei bei cieli azzurri e luminosi me li sono anche goduti, non mi posso lamentare visto che sono partita da Fiumicino sotto la pioggia e ripartita da Madrid ancora sotto la pioggia.

Che dire della città? Innanzi tutto, quattro giorni pieni (ci ho messo un intero giorno per arrivare e uno per ripartire) sono stati sufficienti a cogliere numerosi aspetti della città, anche se ovviamente viverci sarebbe un'altra cosa.
In quattro giorni ho fatto in tempo a scarpinarla tutta, perchè il centro è grande ma non enorme: ci sono solo 5 musei, tutti piuttosto piccoli, e 4 sono riuscita a vederli, nonostante non l'avessi programmato (Museo Archeologico, di Arti, Costumi e Tradizioni Popolari, Gallerie delle Belle Arti, Museo del Baile Flamenco: l'unico che mi manca è il Museo delle Arti contemporanee che si trova a Cartuja, l'ho visto solo dall'esterno).

Sono stata a Parigi 5 volte, e ancora ho moltissime cose da vedere, soprattutto per quanto riguarda palazzi e musei: Siviglia no, posso dire di aver visto praticamente tutto, ripassando anche più volte per gli stessi luoghi. Siviglia è, come credo altre città spagnole, un luogo in fermento, dove un centro storico bellissimo si unisce ad una periferia modernissima, dagli immensi viali, con condomini di dieci piani, grattacieli e centri commerciali, il tutto senza soluzione di continuità.


Il mio albergo era appunto in uno di questi grandi viali, la Calle de Enramadilla, che confluisce prima nell'Avenida Carlos V, costeggiando il Parque Maria Luisa, e poi nell'antica Calle Fernando, arrivando alla Puerta de Jerez, in pieno centro (vicino i Palazzi reali e la Cattedrale): circa 25 minuti di cammino, in cui si passa da questi palazzi futuristici, dai colori sgargianti e il design geometrico, all'architettura eclettica del primo Novecento del parco, fino a questi palazzi antichi, tipici dell'antica Siviglia, che caratterizzano tutti i quartieri del centro (Santa Cruz, Triana, la Macarena).


Ecco, a Siviglia ho trovato una particolare alchimia di antico e moderno,  paragonabile forse a Parigi e Mosca, ma non ad altre città europee che ho visitato: un'intera città in restauro (palazzi, giardini, chiese), gru e grattacieli in costruzione a costellare l'orizzonte; stradicciole selciate e piene di vita, in cui non si passa neanche con la macchina accanto ad immensi vialoni deserti lunghi chilometri, completi rigorosamente di piste ciclabili; quartieri in cui sono sentite ancora fortissime  tradizioni e relogiosità, e quartieri futuristici assolutamente impersonali, occupati solo da uffici e palazzi vuoti.

Accanto a questo, tutti gli stereotipi che immaginiamo per l'Andalusia: bar de tapas pieni di gente che beve birra e mangia stuzzichini, paella e sangria, folle chiassose e colorate in piena movida serale; il flamenco che occupa, prepotente, vetrine e negozi di souvenirs, spesso nella sua veste più becera e commerciale (brutti vestiti da gitana, scialli e mantiglie, orecchini, ventagli e nacchere di infima manifattura), tori e toreador spalmati su magliette e poster di dubbio gusto, spettacoli e corride fatti apposta per i turisti, che si accontentano di brutte imitazioni di arti antiche e profonde, apprezzando solo gli aspetti più superficiali e folcloristici di tradizioni ben più complesse (lo so, sono assolutamente di parte).


Difficile venire a capo, in poco tempo, di queste contraddizioni, se non meditando sul fatto che la Spagna, e in particolar modo l'Andalusia, è un paese che è rimasto fermo fino agli anni Settanta e che solo negli ultimi decenni (qui a Siviglia dall'Expo mondiale del 1992) ha conosciuto un impulso sociale, economico e turistico che l'ha scossa e modificata profondamente.
In ogni caso si tratta di una città allegra, colorata, piena di vita e di sole, di alberi di arance a costellare le strade, profumando l'aria limpida col loro odore dolce: insomma, una città molto molto spagnola.

Ma avremo modo e tempo di riparlarne con più calma, visto che i racconti e le immagini sono ancora in fase di rielaborazione.

In ogni caso, un ultimo accenno all'alloggio: stavolta mi sono permessa un bell'Hotel a 4 stelle, non lontano dal centro. Un edificio modernissimo, con tutti i confort del caso: non perchè me lo possa tranquillamente permettere ma, essendo della catena in cui lavoro, diciamo che ho un accesso privilegiato rispetto ai normali clienti.

Devo dire che in altri tempi avrei assolutamente disprezzato tale sistemazione: i miei viaggi sono stati, quasi tutti, all'insegna dell'avventura e dell'improvvisazione. Certo, non ho mai raggiunto i livelli della mia amica Pina che in Grecia finì per passare la notte su un tetto, col sacco a pelo steso vicino alle galline, ma devo dire che ci sono andata piuttosto vicino.

Durante il mese in Egitto viaggiavamo con le lenzuola nella valigia perchè è uso, negli alberghi di fascia economica, non cambiare le lenzuola tra un cliente e l'altro. Questo non ci impedì assolutamente di trovare scarafaggi morti nei nostri letti o convivere con gechi appesi sopra il cuscino, oppure viaggiare sul treno tra sciami di insetti che uscivano dalle prese d'aria. A dirla così sembrerebbe un viaggio ai confini dell'inferno, ma paese che vai usanza che trovi...devo dire che alla fine ci sembrava quasi normale, e tornammo in ottima salute.
Per molti viaggi approfittammo degli Ostelli della gioventù, che sovente risultano molto belli e curati, altre volte un po' meno: a Parigi, ad esempio, gli ostelli si trovano nel quartiere Marais, il mio preferito. Si tratta di palazzetti del Seicento, con scale di legno, comode camere a 4 o 6 letti con bagno, graziosissimi cortili con sedie e tavolini in ferro battuto bianco, e una colazione frugale ma appetitosa.

Ad Oslo, invece, l'Ostello consisteva nella palestra di una scuola chiusa, uno stanzone gelido, umido e pieno di spifferi, in cui erano sistemati quaranta o cinquanta materassi per terra, tutti in fila, senza lenzuola nè cuscino il che, per qualcuno come me che non si era portato il sacco a pelo, non risultava proprio una sistemazione comodissima. L'unico rimedio era dormire vestiti (impossibile trovare un'altro ostello, Oslo era piena come un uovo), sotto la giacca a vento, sperando che le scarpe riuscissero ad asciugarsi durante la notte. Nessuna sorpresa che mi sia presa la polmonite, dopo un'estate passata al freddo e alla pioggia.
In quello di Oxford Pina si prese l'orticaria, oltre al fatto che per andare alle docce bisognava uscire nel cortile e lavarsi quasi all'aperto, poi tornare in camera e finire di asciugarsi al chiuso.

In quello di Amsterdam i letti a castello erano talmente tanti che si faceva fatica a riconoscere il proprio, per non parlare dei bagni che erano in comune tra ragazzi e ragazze.
L'entrata della pensioncina di Rennes, invece, era in un bar il che, assieme al tipo di clientela per i corridoi, convinse Pina che avevamo preso alloggio in una pensione ad ore, e che probabilmente usavano anche la nostra camera quando non c'eravamo (supposizione che si rivelò errata, dopo accurati studi investigativi: quella della camera, non della pensione ad ore).

Insomma, le mie esperienze in merito sono piuttosto variegate, ma stavolta sono andata proprio di lusso. Devo dire che c'era una bella soddisfazione a farsi la doccia in un bel bagno di marmo, a dormire in un letto matrimoniale accuratamente rifatto, a fare colazione con un buffet pieno di cose squisite: muffins, croissants, plumcake e ciambelle, frutta esotica tagliata a fettine (cocomero, melone, fragole, kiwi, ananas, pompelmo e le arance più dolci che abbia mai assaggiato), piccoli calici con creme soffici e panna, frutta sciroppata, yogurt, frutta secca e cereali di tutti i tipi, succo di fragole e limone, succo di kiwi, prosciutto iberico, salami, vari tipi di formaggi, tortillas di patate, quiche e churros.
Vi assicuro che non ho risparmiato niente: certo, per i nostri gusti è piuttosto eccentrico cominciare la colazione con una quiche tonno e peperoni assieme al caffè, ma bisogna sempre adeguarsi agli usi locali, per conoscere bene un paese!

Altri racconti di Siviglia su questo Blog:

Arrivo in città

Calle de Las Sierpes, Flamenco, Scarpe e ventagli

Il Barrio di Santa Cruz

Il Barrio gitano di Triana

I Palazzi reali

La Macarena

Lungo le sponde del Guadalquivir

La Cartuja

Il Museo di Bellas Artes

11 commenti:

  1. bentornata !!!!!!!
    Siviglia è una delle mete che mi sono prefissa, non ho letto tutto il tuo post perchè sono di corsissima, ma volevo farti un saluto , domani lo leggerò con calma, e mi gusterò le belle foto, un abbraccio
    ciao Reby

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  2. Bentornata anche da parte mia! SOno stata a Siviglia solo per un giorno l'anno scorso con i miei alunni e mi sono ripromessa di tornaric perché mi è piaciuta tantissimo (ma come tutti gli altri posti che ho visitato in Spagna), però quando ci siamo stati noi, ad Aprile, già faceva un caldo estivo ed essendo di Palermo, la cosa mi ha stupito notevolmente! Da ragazzina ho fatto anche io viaggi diciamo "avventurosi" dormendo in vari ostelli... ma adesso non ci riesco più, non dico 4 stelle, ma mai al di sotto dell 3 sicuramente, d'altronde non si chiamano "ostelli per la gioventù" e io giovane lo fui, ma adesso non lo sono più...
    Baci
    P.s Le colazioni negli alberghi spagnoli, soprattutto al sud, sono mitiche!

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  3. BENTORNATA!!!!...Wow Wow e ancora wow...e dire che avrei potuto vederla anch'io...mannaggia a me e a quando non sono partita!UN ABBRACCIO carissima

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  4. Laura, è molto entusiasmante quello che hai scritto, non vedo l'ora di continuare a leggere del tuo viaggio! Certo che non oserei fare alcune delle tue avventure (tipo Egitto o ospettlo di Oslo), sono piuttosto viziata e mi sento a disagio senza le mie comodità, ma sapere che c'è qualcuno che lo fa mi riempie di curiosità.
    Vorrei tanto sapere qualcosa sul tuo viaggio a Mosca.. C'è nel blog?..
    Un abbraccio

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  5. ciao potresti provare la mail del mio compagno: jack-82@live.it
    oppure: giacomo.pintus@live.it oppure prova all'account delle poste :GIACOMO.PINTUS-8682@POSTE.IT mi dispiace rompere così.....che strano che sia tornata indietro non mi era mai capitato

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  6. Molte cose, come ben sai le ho dimenticate, ma degli ostelli ho un ricordo ancora vivissimo.
    Hai dimenticato però di citare la barca di Stoccolma con annesso losco e molesto figuro anche molto sbronzo che voleva entrare nella nostra cabina!

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  7. @ Rebecca: certo, per chi vive a Roma Siviglia pare piccola, ma è molto graziosa e caratteristica, te la consiglio assolutamente

    @ Stefania: mi sono accorta di non essere tanto giovane neanch'io
    :-(

    @ Marianna: la prossima volta non te la puoi perdere!

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  8. @ Giulia: no, Mosca non c'è, solo qualche accenno in alcuni post, perchè l'ho fatto alcuni anni fa e ho le foto non in digitale...però è stato un viaggio bellissimo, la città è stupenda, se ti capita vai assolutamente perchè merita davvero

    @ Calendula: spero ti sia arrivata!

    @ Pina: perchè mi viene sempre da citarti nei miei post?! Forse perchè abbiamo un sacco di ricordi in comune!!!! Hai ragione, l'ubriaco di oslo non me lo ricordavo, anche se quel tipo strambo che poi abbiamo rivisto a Roma me lo ricordo eccome

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  9. Ciao, mi hai fatto rivivere una Siviglia che avevo dimenticato e hai riportato il mio cuore alla Andalusia. Magnifica terra!

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  10. Bentornata...leggendo il tuo post ho viaggiato per un pò con la fantasia...!
    baci

    Laura

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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