I miei viandanti

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martedì 7 marzo 2017

Giorni che volano, nostalgie preventive e torte primaverili


La svolta intimista del post scorso stenta a volatilizzarsi, un presentimento di malinconia lieve ed evanescente,   come una bruma vaporosa e impalpabile,  che rimane attaccata ai vestiti, difficile da lasciarsi alle spalle: in questo periodo mi sento  pensierosa, riflessiva e un po' nostalgica, non so se per colpa delle prime gemme primaverili sugli alberi, oppure della luce tersa e cristallina delle mattine ancora fredde, quando i passi delle mie scarpe risuonano sul selciato antico di una piazza neoclassica quasi deserta, al centro di una Roma insolitamente silenziosa, ancora addormentata e bellissima.


Quest'anno scolastico sta volando, mi volto indietro e mi sembra ieri, il giorno di fine autunno in cui sono entrata, un po' trepidante e e col cuore gonfio per aver lasciato da un giorno all'altro ragazzi e colleghi dell'altro liceo, attraverso il vecchio portone, piena di apprensione per il cambiamento,  alla scoperta di un universo che avrei scoperto in poco tempo  variegato e coloratissimo.

lunedì 28 novembre 2016

Torta vegan all'arancia




Il lavoro a scuola è entrato a pieno regime, anzi, a regime doppio perché, come succede ai supplenti, dopo un mese e mezzo ho cambiato liceo, lasciando con molto rimpianto i miei alunni, ma anche con molto entusiasmo per una nuova sfida: liceo artistico piuttosto famoso, un ambiente completamente diverso, materie nuove.

domenica 2 ottobre 2016

Muffins al Miele


Sto sistemando le foto di Budapest, sono tante e ci vorrà un po' di tempo per fare i post, ma secondo me vale la pena illustrarvi questa bellissima città.

martedì 20 settembre 2016

sabato 2 luglio 2016

Torta di Pesche in atmosfere marine


Altro periodo convulso, questo concorso mi sta massacrando: è da novembre che studio ininterrottamente, e nelle ultime settimane con ritmi che pensavo di aver abbandonato all'Università, quando un mese prima di un esame mi constringevo a  giornate intere di studio disperatissimo.

sabato 18 giugno 2016

Torta vegan all'Acqua e Cacao




 Avendo molto più tempo, adesso, mi è venuta voglia di accendere il forno e fare qualcosa di buono, visto anche che questa estate tarda ad arrivare, almeno a Roma.

lunedì 11 gennaio 2016

Ciambella alle Mele e Yogurt


Periodo di novità, cambiamenti di cui ancora devo prendere coscienza appieno e di cui vi parlerò in seguito, rinnovato studio in vista di concorsi, insomma, un po' di fermento, benvenuto dopo una fase un po' stagnante, in cui mi sembrava di girare a vuoto.
Ma forse anche questi periodi di transizione incerta, servono a ripartire più carichi e più determinati verso nuove sfide, almeno spero.

lunedì 30 novembre 2015

Ciambella alle Mele e Yogurt di Simona


Era veramente tanto che non postavo un dolce, per tutta una serie di motivi, primo tra i quali stare perennemente a dieta stretta  non è un incentivo a cucinare dolci che poi non puoi mangiare.

Quando poi, una volta ogni tanto, ho provato ad impastare qualcosa, ho combinato una serie di mezzi disastri tipo torte non lievitate bene e poco cotte,  e allora a mangiare si mangiavano, ma evito di postare ricette di cui non sono sicura, perché non so mai se è la ricetta che non funziona oppure io oppure il mio forno.


Stavolta sono andata sul sicuro,  è una ricetta di una mia amica e vicina di casa, Simona,  una ciambella semplice semplice che ci è piaciuta molto, con Yogurt, olio, mele e cannella. Continuo ad avere qualche dubbio sul mio forno elettrico, perché col forno a gas secondo me venivano meglio, più alte e più friabili, però stavolta  il risultato è stato buono.

E' anche una torta piuttosto leggera, non molto dolce e con pochissimi grassi, diciamo che anche per qualcuno che sta a dieta, una fettina a colazione magari la domenica, ce la si può concedere.


Ho messo 3 tuorli invece che due, come nella ricetta originale, perchè erano piccoli e non riuscivo a montarli con 100 grammi di zucchero, e per non alterare troppo il resto delle dosi non ho aggiunto anche l'albume rimasto.

Torta di Mele e Yogurt con Cannella di Simona

Battere tre tuorli aggiungendo poco alla volta 100 grammi di zucchero fino a farli divenire gonfi e spumosi, quindi continuare a montare aggiungendo l'olio e.v.o. e i 2 yogurt bianchi interi.

Aggiungere un cucchiaio alla volta la farina, amalgamandola senza fare grumi.
In ultimo spolverare di cannella, unire il lievito battuto con un dito di latte, quindi affettare a fette sottili due o tre mele (io due perché erano piuttosto grosse) ed unirle al composto.

Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella da 24 centimetri, infornare in forno elettrico statico  sul secondo ripiano dal basso per 10 minuti, quindi spegnere il forno e lasciarla ancora dieci minuti col forno appena aperto.

lunedì 13 ottobre 2014

Torta vegana alle pere



Periodo strano, dopo un'estate incerta e uggiosa, un autunno insolitamente caldo, troppo: non so se vi capita, ma ad un certo punto ho voglia di  nuvole, di umido, di venticello fresco che spazza via quest'afa insopportabile.

giovedì 25 settembre 2014

Plumcake vegano al cioccolato



Sempre alla ricerca di qualche torta dietetica, ho trovato su un gruppo di Facebook questa ricetta di Carlotta, un plumcake vegano senza burro, uova e grassi.

mercoledì 26 giugno 2013

Diete estive


Carissimi

è più di una settimana che non scrivo, ma devo ammettere che in questi giorni l'ultima cosa che mi attira è stare attaccata al pc oppure ai fornelli!

giovedì 10 maggio 2012

Girando su sé stessi


Ci sono periodi in cui, più o meno, sai dove sta andando, dov'è la direzione; poi ce ne stanno altri in cui ti sembra di stare a girare su te stessa, un po' sul filo della sopravvivenza.
Ecco, mi sa che questo è uno di quelli.
Uno di quelli in cui ti chiedi se davvero stai andando in una qualsivoglia direzione, oppure se la speranza che le cose migliorino, o perlomeno non peggiorino troppo (io sono un'inguaribile ottimista, anche se non si direbbe) è una pura illusione.

giovedì 18 marzo 2010

Acciacchi dell'età


Sono a dieta forzata.

D'accordo, mi si potrebbe obiettare che io sarei sempre a dieta, almeno ufficialmente (e chi di noi non lo è?): che poi ci si riesca veramente, questa è tutta un'altra storia, nel mio caso riesco ad evitare danni maggiori, ma il premio per il rigore non me lo daranno mai.

Quando invece si tratta di salute, c'è poco da scegliere: o la segui, più fedelmente possibile, oppure peggiori, per cui speriamo che stavolta ce la faccio.
La sanità pubblica, che negli ultimi anni ho avuto modo di sperimentare su di me e in famiglia, ha dei lati assolutamente positivi, ma solo se sei in fin di vita al Pronto Soccorso oppure con qualche malattia molto grave, e allora speri di non sperimentare mai queste meraviglie della scienza sulla tua pelle.

Altrimenti, come ho sperimentato negli ultimi anni, se stai solo un po' male, ma certo non stai bene sennò non avresti bisogno degli ospedali, allora è una causa persa.
Se sto male, è ovvio che una visita mi serve non dico urgentissima, ma insomma una cosa accettabile. Sorvoliamo su alcuni esami di controllo sui quali il centro prenotazioni si mise a ridere (non c'è posto prima di 18 mesi, della serie nel frattempo potrei essere pure morta), ma altri abbastanza urgenti hanno comunque scadenze di due, tre, quattro mesi...ma se io sto già maluccio adesso, tra tre mesi, come starò?

Alla fine non hai scelta, vai privatamente o intramoenia, con prezzi da infarto (almeno quello te lo curano gratis) pagati cash, come se fosse normale per una visita specialistica tirar fuori un terzo di stipendio senza fiatare.

Capisco che ci sono paesi in cui si sta peggio (vedi Usa), però pure da noi mica fischiamo...insomma, con quanto ho speso negli ultimi due anni, mi facevo un bel viaggio in Polinesia, e sicuramente stavo meglio di adesso...

Insomma, alla fine l'attenzione all'alimentazione incide su tutto, e hai voglia a dire che sei vegetariana, non fumi, non bevi e non ti droghi, tanto gli acciacchi ci stanno lo stesso: ti consola il fatto che se fumi, bevi etc...saresti stato peggio, però forse te la saresti goduta un po' di più, chissà.
Comunque: questa è una ricettina facile facile, assolutamente stupidella, ma adattissima a chi sta acciaccata come me.
Le carote sono ottime crude, nelle insalate, e anche sgranocchiate come spezza fame (anche se un bel cornetto, ma insomma, vuoi mettere...).
Lesse sono un po' tristanzuole, a meno di non mescolarle in una ratatouille con zucchine, broccoli etc...

In questo caso, le ho ripassate in padella con aglio e rosmarino: la ricetta non è mia, le abbiamo assaggiate in Trentino, e ci sono piaciute moltissimo!
Lo so che l'abbinamento aglio-rosmarino con le carote sembrerebbe non azzeccarci molto (di solito si abbinano alla cipolla), ma vi assicuro che prendono un sapore gustoso assai.

E allora, consoliamoci dagli acciacchi con questa verdure semplicissima, il nostro corpo ci ringrazierà!



Carote al Rosmarino

Carote (non troppo grosse)
sale
olio evo
aglio
rosmarino

Pulire e mondare le carote, metterle nell'acqua fredda e lessarle (circa 40 minuti).

Farle freddare, quindi tagliarle a fettine.

Velare con un filo d'olio una padella antiaderente, quindi mettere le carote con aglio, rosmarino, condire con sale e ancora un filo di olio.

Ripassare a fuoco dolce fin quando non saranno ben saporite.

venerdì 5 marzo 2010

Finocchi Gratinati al Forno con Uvetta e Pinoli


Mi aspetta un week end di lavoro, come capita sempre più spesso...è strano, perchè durante la settimana tutti lavorano, invece io sto a casa: ho un sacco di tempo per uscire, andare al cinema, sempre che non piova a dirotto come succede spesso, e comunque per fare tante altre cose.

Durante il week end, mentre tutti si riposano, spesso e volentieri io lavoro...così è tutto invertito, difficile vedere gli amici, difficile uscire il sabato sera, perchè poi la domenica mattina mi devo alzare alle sei, inviti che si accumulano, persone che non si riescono a vedere mai...

Purtroppo è così, ho già la fortuna di lavorare solo part-time, però mi rendo conto di trascurare tante persone, di non riuscire a vedere le mie amiche come prima...

Va beh, non lamentiamoci troppo!

Spero solo che scorra tutto velocemente e senza tanti intoppi, e che si arrivi presto a lunedì sera (certo non ho la sindrome del lunedì, anzi...non vedo l'ora che arrivi!).
Questo piatto l'ho assaggiato per la prima volta la sera di Capodanno, a casa di parenti...non amo in modo particolare i finocchi, che di solito mangio crudi in insalata, qualche volta al forno.

Questa versione gratinata con uvetta e pinoli mi è piaciuta moltissimo ed ho voluto rifarla: tra l'altro è piuttosto semplice e, siccome i finocchi vanno lessati prima, anche piuttosto magra, perchè il condimento non deve essere molto, giusto un filo di olio e, se piace, qualche fiocchetto di burro.

Non chiedetemi che tipo di finocchi bisogna scegliere, se maschio o femmina, perchè per me sono tutti uguali...li scelgo semplicemente non troppo grandi, altrimenti devo eliminare parecchie foglie esterne, e neanche troppo piccoli...insomma, una via di mezzo!

Nella ricetta originale c'erano i capperi ma, siccome non li gradisco molto, non li ho messi, così ho risolto anche il problema del sale, che con i capperi è sempre difficile regolarsi.


Finocchi gratinati al forno con Uvetta e Pinoli

Ingredienti per quattro persone:

Tre o quattro finocchi (dipende dalle dimensioni)

Olio evo

Pangrattato

Uvetta

Pinoli

Burro (facoltativo)

capperi (facoltativi)

Togliere i gambi e le foglie esterne.

Tagliare i finocchi a metà, e ogni metà in tre o quattro spicchi.
Metterli nell'acqua e lessarli, fino a che siano teneri (ma non sfatti).

Oliare il fondo di una teglia pyrex, disporvi i finocchi sopra, piuttosto stretti ma non troppo accavallati, salare.
Cospargere di pangrattato, uvetta e pinoli, un altro giro di olio e qualche fiocchetto di burro.
Infornare a forno già caldo, sul secondo ripiano dal basso a 200 gradi, fino a che non siano ben gratinati.

sabato 30 gennaio 2010

Pasta integrale e verdure, per una ricetta sana e leggera


Archiviate le golosità della Torta della Nonna, veniamo a qualcosa di più leggero.

Ultimamente sto un pochino più attenta alla mia alimentazione (lo so, vista la ricetta precedente non si direbbe, ma vi assicuro che mi sono molto limitata nel mangiarla).
Devo dire che, una volta fatta l'abitudine, si sta decisamente meglio eliminando troppi dolci, biscotti, primi piatti pesanti...tante volte mi basta una scodella di riso in bianco, del formaggio leggero e un po' di frutta per sentirmi bene.

L'unica cosa che non riesco a limitare è il pane, soprattutto adesso che lo faccio quasi sempre io, e come resistere, allora, ad una bella fetta di pane fatto in casa?

L'altro giorno ho avuto la pessima idea, al ritorno dal lavoro (ero stanca, avevo finito tutte le scorte di pane e non avevo il tempo di farlo, visto che era tardo pomeriggio) di comprare al supermercato una confezione di pane di grano duro, di quelli già tagliati e imbustati, una mezza pagnottella dalla crosta scura, mollica gialla e consistenza morbida...durante il viaggio in autobus non ho resistito a mangiarmene un pezzettino, ho aperto la busta e mi ha investito una zaffata di odore forte, alcolico. Ne ho assaggiato un pezzo, il sapore forte, amaro, decisamente sgradevole.
Prima di arrivare a casa la pagnottella è finita nel secchio, tutta intera. Peccato. Gli ingredienti semplici (farina di semola, lievito, acqua e sale) non avrebbero mai fatto pensare ad un esito simile, però è vero che tutti i pani a lunga conservazione, compresi i bauletti, hanno l' alcool tra i conservanti.
Sicuramente non farò più l'errore di comprare quella marca di pane, così invitante, e invece tanto mefitico.

Un'altra cosa di cui non riesco a fare a meno è lo Yogurt, di cui farei indigestione, anche se ultimamente, invece di autoprodurlo, cedo alle tentazioni del marketing e compro quelli già fatti, anche perchè se ne faccio un litro alla volta rischio di mangiarmelo a cucchiaiate, direttamente dal barattolo. Certo, non è la stessa cosa che mangiarsi a cucchiaiate la Nutella (vi ricordate la scena mitica di Nanni Moretti, in Bianca? Ormai non la compro neanche più, altrimenti le faccio la festa in pochi giorni), però alla fine ci si sente in colpa lo stesso, come per qualsiasi eccesso.

Mi consolo pensando a quelli che ingurgitano fritti, salumi, formaggi grassi, magari cartocci di patatine bisunte di McDonald's, e allora veramente mi sembra di avere una alimentazione sanissima, al confronto.

Ho comprato alcune confezioni di pasta integrale, presa da un raptus salutista: prima era più raro trovarla, adesso si trova dappertutto, in questo caso era anche biologica, e non costava che qualche centesimo di più di quella normale di una famosa marca italiana.

L'accostamento che più mi è venuto naturale è stato con le verdure, ed in questo caso avevo un bel cespo di rughetta, biologica pure lei, a cui ho accostato dei pomodorini pachino (la ricetta dell'intingolo non è mia, l'ho mangiata al lavoro e ho cercato di rifarla uguale).
E' una pasta leggera, con i pomodorini saltati in padella con scalogno e aglio, scottati appena per cinque minuti. Sughetto semplice semplice, a cui la rughetta aggiunge un certo saporino amorognolo che non stona affatto, anzi.
Sarà che sono proprio stufa di questo tempo uggioso e delle giornate sempre buie, e di un po' di allegria nel piatto ne sento veramente il bisogno.



Per due persone:

Una ventina di pomodorini pachino
un mazzetto di rughetta
olio evo
un cucchiaino di farina
parmigiano
90 grammi di penne integrali biologiche a testa
uno spicchietto di aglio
uno scalogno piccolo
2 cucchiai di passata di pomodoro


Mettere un fondo di olio in una grossa padella antiaderente (dovrà contenere la pasta) con lo scalogno affettato sottile sottile e l'aglio.

Lavare i pomodori e tagliarli a metà.

Aggiungere i pomodori, mezzo bicchiere di acqua, due cucchiai di passata e un cucchiaino di farina (per addensare il sugo), salare e far saltare cinque minuti, rompendo qualche pomodoro per far uscire il sughetto.

Nel frattempo lavare la rughetta, togliendo la costola finale alle foglie.

Una volta pronto il sugo, buttarci dentro la rughetta, mescolare e tenere al caldo.

Lessare la pasta, scolarla, buttarla nella padella con l'intingolo, aggiungere parmigiano, mantecare bene e servire subito.

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