Mi rendo conto, ogni tanto, di non aver niente da dire, da scrivere, da raccontare.
Sarà perchè, nella vita quotidiana, non succede molto che sia fuori dall'ordinario, soprattutto in periodo freddo e piovoso come questo. Tra la stanchezza del lavoro, la ruotine delle cose da fare, e qualche rara uscita, alla fine le cose che vengono da raccontare sono sempre le stesse: un film visto, uno sceneggiato nuovo che si comincia a seguire, un libro letto (devo dire che ultimamente sono pigra pure in questo), una passeggiata fatta...insomma, nulla di molto avventuroso.
Va beh, meglio nessuna nuova che qualche tragedia o disavventura, verranno tempi migliori. Già il fatto di poter fare una passeggiata senza annegare nelle pozzanghere, in questi giorni, mi è sembrato già un miglioramento.
L'inverno, col fatto che si sta molto di più a casa, alla fine si salta dalla tv al computer, molto più che in altre stagioni. Mi rendo conto, ogni tanto, di sprofondare in un abisso di rimbambimento virtuale: il pc mi attira come una calamita, una specie di richiamo di sirena irresistibile.
Vuoi perchè ormai film e telefilm li vedo principalmente via computer, e così la musica (lo stereo, chi lo accende più? Ormai ho tutto in mp3).
E poi, il blog, i siti preferiti, Facebook...non posso fare a meno, di prima mattina, subito dopo la colazione (quella no, ha la priorità su tutto, anche perchè se non faccio colazione non mi ricordo neanche come mi chiamo), la prima cosa che faccio è accendere il pc, scaricare la posta e dare un'occhiata a Fb.
Devo ammettere che fino a un po' di tempo fa, prima di Fb mi collegavo al mio blog, controllavo le entrate del giorno precedente e i commenti...adesso un po' di meno, come se campassi un po' di rendita...ci sono dei periodo in cui, non impegnandomi che il minimo indispensabile, ho tantissimi visitatori e tanti commenti, per quali reconditi motivi non saprei.
Altre volte, quando sono convinta di aver scritto qualcosa di deliziosamente interessante, il riscontro è meno entusiastico, chissà perchè...mah, i misteri dell'audience!
Ormai ho superato la soglia dei 110 amici, su Fb: di cui, lo ammetto, di persona ne conosco venti, trenta al massimo. Prima o poi mi toccherà sfrondare qualcuno, sperando di non offendere nessuno, perchè davvero non ce la faccio a stare dietro a tutti...alla trentesima notizia o commento desisto, tutto quello che viene prima rimane sommerso da un mare di chiacchiere, aggiornamenti, link e fotografie, di cui alla fine fruisco in minima parte.
D'altronde, leggere tutto e guardare tutto sarebbe un lavoro a tempo pieno, davvero non capisco dove trovino il tempo tutti gli altri!
Insomma, alla fine mi rendo conto di filtrare quello che scrivo, quello che condivido, quello che seguo.
Tante volte non riesco neanche a negare l'amicizia a qualcuno sconosciuto: mi chiede l'amicizia un sacco di gente mai vista e mai coperta. Gli uomini, per principio, li elimino quasi tutti, soprattutto quelli che allegano qualche frase allusiva (ma quanto si deve essere disperati per rimorchiare alla cieca su Fb?).
Tante persone mi scrivono motivando questa richiesta col fatto che seguono la mia Foresta, e quelli li accetto tutti per riconoscenza, anche perchè se comincio a fare la sofistica poi il mio pubblico si disamora e arrivederci, per chi scrivo io?
Altre volte mi arrivano delle richieste senza messaggio, allora vado a vedere chi è la persona in questione: spesso trovo amici in comune, oppure evidenti somiglianze nei gusti, e accetto pure questi.
Tra l'altro, con l'ampliamento del mio parco-amici (devo ammettere che io avrò chiesto l'amicizia a qualcuno al massimo cinque volte, il resto si sono tutti auto-proposti), ogni tanto mi rendo conto di stare attenta a quello che scrivo.
Va beh, che alcuni mi conoscono di persona e più o meno sanno con chi hanno a che fare, ma sproloquiare di cose personali che finiscono sulle bacheche altrui implica comunque una certa responsabilità...
A parte che, rileggendo i miei commenti, spesso sono riferiti ad eventi contingenti, tipo : sono stanca, che giornata di m...a, non mi va di andare a lavorare, ma quanto piove, insomma, di questo genere qui. Francamente, uno sfogo personale di cui agli altri non credo che importi assolutamente nulla.
Forse Fb, e anche Twitter, sono solo un modo per esserci, per non risultare invisibili al resto del mondo. Meglio scrivere cose banali che non scrivere nulla, sparire nel nulla.
So che non vi potrebbe fregare di meno che sono stanca e scoglionata, ma tanto ve lo dico lo stesso e siete quantomeno obbligati ad ospitarmi nella vostra bacheca.
Poi ogni tanto pubblico qualche link di musica, e lì mi rendo conto che i miei gusti possano davvero risultare stravaganti ai più, soprattutto a chi mi conosce bene...è che si vorrebbero condividere le proprie scoperte musicali ma alle volte, anche lì, si opera una scelta, questo no perchè dopo pensano che sia completamente sciroccata, oppure quest'altro non lo metto perchè mi ricoverano alla neuro direttamente...
Insomma, do spesso uno sguardo a Facebook, poi però torno ad occupazioni più produttive...ma quante sono le persone che ci stanno incollate per ore?
Capisco che tutto quello che c'è dentro è coinvolgente, i gruppi, i test, i giochi, le fotografie...
D'accordo, ho partecipato anch'io a Biotronic, World Challenge, Brain Buddies, ma il prossimo che mi invita a Farmville, giuro che lo uccido!
Pandolce lievitato integrale alla semola di grano duro, con miele, noci e uvetta (con la mdp)
Si tratta di un pane morbidissimo e molto lievitato, quasi un pan brioche con appena una punta di dolce, a cui ho aggiunto le noci e l’uvetta, che secondo me legano benissimo con questo tipo di impasto.
A noi è piaciuto moltissimo, davvero una bella riuscita per questo impasto a base di semola rimacinata e farina integrale, insolito ma riuscito davvero!
Ho preso la ricetta dal volume Pane, Pizza e Torte Salate di La Repubblica, però poi ho rielaborato il tutto aggiungendo e togliendo gli ingredienti, quindi alla fine...
Come tutti i lievitati, tende ad indurirsi, conservatelo nella plastica oppure congelatelo a fette. Io l'ho tagliato a fette e conservato in bustine ben chiuse, ha retto benissimo parecchi giorni, senza congelarlo.
270 grammi semola di grano duro rimacinata
100 grammi farina integrale
2 dl acqua calda
4 cucchiai miele liquido
4 cucchiai olio
2 cucchiaini zucchero
1 cucchiaino lievito secco Mastrofornaio
Mezzo cucchiaino sale
100 grammi noci a pezzi
Un pugno di uvetta
Programma impasto 1 ora e mezzo
Sgonfiare sulla spianatoia, mescolare all’uvetta già ammollata e strizzata e le noci spezzettate.
Mettere sulla carta forno nello stampo da plumcake da 30 centimetri, spolverare di zucchero semolato e altra uvetta, mettere a lievitare nel forno per 2 ore, coperto da un panno, fino a che non avrà superato le pareti dello stampo.
Accendere il forno a 200 gradi e farlo riscaldare, tenendo lo stampo coperto sopra, al calduccio, poi scoprire delicatamente il pane (che sarà bello rigonfio, attenzione a non sgonfiarlo).
Cuocere a 180 gradi per 40 minuti sul secondo ripiano dal basso.












Come vi avevo anticipato tempo fa, ho trovato in rete una raccolta di ricette diegli anni 50-60, che va sotto il nome di Le ricette di Nonna Pina: sono foglietti scritti a mano con mano un po' tremolante, con lo stile calligrafico che si usava tanto tempo fa, e inoltre ritagli di giornali ingialliti dal tempo, con ricette, consigli. Ho fatto il
Una pagina di questa spiegava le tecniche di preparazione del pane, ed ho scelto questa treccia al latte. Non si tratta di un pandolce o di una brioche, ma proprio di un pane, anche se morbido e a pasta compatta. Se ne può ricavare una versione salata, aumentando il sale, oppure una versione semidolce, come questa, con un po' di zucchero e l'uvetta.
E' perfetto per la prima colazione, soprattutto con la marmellata od inzuppato nel latte, si è mantenuto fresco, ben involtolato in un panno, per quattro giorni (poi è finito) e vien fuori una treccia di notevoli proporzioni.
Mettere in una ciotola coperta da un panno a lievitare, in forno tiepido e spento, per un’ora.
Nel frattempo mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida per almeno trenta minuti.
quindi tagliarlo in tre parti, formare dei cordoni, posizionarli su una grossa teglia da pizza (io ho preso la più grossa che avevo, dimensioni 36 per 40 centimetri, perchè la treccia viene grossa, lunga un po' meno di 45 centimetri, ci sta di traverso)
spennellatela delicatamente con un gocciolo di latte tiepido.
Visto che sono in tema di Parigi, eccovi una ricetta presa dal delizioso blog di
Mimine fa dei dolci meravigliosi, molto francesi, elaborati, bellissimi da vedere.
Io usato dei pezzi di uovo di cioccolato che avevo in freezer, così li ho tolti di mezzo. Ho inoltre usato dosi doppie, me ne sono venuti dodici, di cui alcuni li ho farciti con un cucchiaio di marmellata di ciliegie.


Siccome mi dispiace sempre quando le mie ricette si rivelano catastrofi, sono corsa ai ripari.


Prendere un gatto e posizionarlo su un tavolo.
Calcolate che le ciambelline, durante la cottura, lieviteranno parecchio.
Infornate nel forno caldo a 190 gradi per circa 30 minuti, sul ripiano centrale (solo le ciambelline, non il gatto, a meno che non vogliate mangiarlo).
Si tratta di ciambelline lievitate molto morbide, non eccessivamente dolci, perfette per la colazione.
Ho visto questa meravigliosa ciambella lievitata sul sito delle
L'esperimento è andato alla grande, la ciambella è risultata buonissima (anche se non sono riuscita chiuderla come Lo).
Per lo stampo, l'ho messo in uno piuttosto alto, come si può vedere dalla foto
Qualche tempo fa, siccome mi piace molto il grano duro, ho fatto il pane senza impasto solo con questo tipo di farina, ma il risultato non mi ha entusiasmato, perchè è rimasto un po' duretto.
Allora sono andata a curiosare nell'interessante sito di Gennarino sul 

Della baguette non ha tantissimo, in verità, anche perchè ho calcolato male le dimensioni e ho fatto due baguette invece di tre, perchè dovrebbero essere molto lunghe ma nel mio forno così lunghe non ci vengono. Insomma, sono venute un po' cicciottelle e irregolari per essere delle vere Baguette, ma buone lo stesso!
Crosta croccante e consistente, mollica morbida, ottime anche per fare crostini, panini o per colazione a fette con la marmellata, con la Nutella spalmata sopra è la morte sua, ve lo assicuro.
Ingredienti per 3 baguette: