I miei viandanti

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sabato 16 maggio 2009

Rosa di rose

Non credo ci sia bisogno di tanti commenti...
Domani, domenica 17 maggio, apertura ufficiale dello splendido Roseto Comunale di Roma!


domenica 8 giugno 2008

Un rivoluzionario sull'Aventino

Eccomi con un po' di tempo per ricominciare a scrivere qualche post di argomento che non sia la cucina, finalmente una domenica a casa!
Vi ho postato un po' di foto del roseto, in realtà ne ho molte di più e vorrei cominciare da questo gruppo scultoreo dedicato a Giuseppe Mazzini, che c'entra col Roseto nel senso che è posto accanto ad esso, sull'Aventino, affacciato sul Circo Massimo. E' un posto in cui solitamente ci si passa con la macchina, a piedi ci si deve andare apposta, visto che è una zona residenziale: ogni volta che sono passata davanti a questa enorme macchina scenografica ho pensato: ammazza quant'è brutta!
In realtà ci ho sempre gettato un'occhiata un po' distratta, ma stavolta le ho girato intorno e l'ho osservata meglio, e mi sono dovuta ricredere. A parte i toni un po' enfatici, le statue sono veramente poderose ed espressive.
Il gruppo scultoreo, di Ercole Ferrari, è del 1929, ma fu inaugurato solo nel 1949, per il Centenario della Repubblica Romana (secondo la Guida Touring Club di Roma, 2004).
E' formato da una base quadrangolare a gradini sormontata da statua in bronzo, assisa su scranno, con braciere in bronzo sotto che fa un po' cimitero.
Questo tipo di monumenti commemorativi un po' cimiteriali è abbastanza tipico dell'epoca, basta ricordare Roma o Morte, sul Gianicolo, sempre dedicato alla Repubblica Romana (un giorno vi racconterò del mio trisnonno, che combattè come capitano dell'Esercito nel 1849, ricevendo la Medaglia al Valore per aver difeso la città).
La base è ornata, su tre lati, da gruppi ad altorilievo molto drammatici.
A fronte di un'impressione generale un po' fredda (forse per il tipo di materiale utilizzato, quel travertino bianco che fa un po' freddo neoclassico), i gruppi sculturei sono di una rara plasticità espressiva, ai limiti del virtuosismo, e risentono senza dubbio delle influenze del primo Novecento.
Notate le figure morte sotto il sudario, cosparse di fiori.
Oppure l'uomo sdraiato, quasi scarnificato che ricorda gli studi anatomici di Leonardo.
E la donna in posa mollemente abbandonata su un letto di fiori...
A guardare bene le singole figure, nonchè lo stile in genere, potrei addirittura dire che c'è una singolare mescolanza tra elementi Art Nouveau (notevoli le somiglianze con la statuaria funebre dei cimiteri di Parigi), reminescenze michelangiolesche,
e qualche elemento che ricorda la contemporanea statuaria sovietica (alcune cose che ho visto a Mosca me lo ricordano proprio).
Falce e Martello vi paiono casuali?Non trovate che questo signore con pelata e pizzetto assomigli un po' a Lenin?
:-))
Questo gruppo ebbe, secondo alcune fonti, una vita travagliata fin dalla gestazione.
Sembra infatti che il Vaticano non fosse affatto d'accordo sul bozzetto del Ferrari, che conteneva allegorie anticlericali. Quella messa in opera sarebbe la versione edulcorata, per così dire.
Certo che il Vaticano ancora negli anni Trenta avesse tutto questo potere non mi stupisce certo, ovvio che Mazzini non l'amassero molto, mi pare che non si siano ancora rassegnati all'entrata dei Bersaglieri a Porta Pia, figuriamoci un monumento simil sovietico proprio vicino alle Basiliche dell'Aventino!

(cfr. Claudio Rendina, Articolo su Repubblica "Amarcord Mazzini, Così Nacque il Monumento della Discordia, 5 aprile 2008).
Questo solo per dire che, alcune volte, diamo per scontate molte cose che ci stanno quotidianamente sotto il naso: gli gettiamo niente più che un'occhiata distratta, senza cercare di capirne lo spirito e la storia.
Buona domenica a tutti!

martedì 27 maggio 2008

Roseto Comunale, parte prima



Ed ecco, finalmente, le fotografie del Roseto Comunale!



Purtroppo la pioggia di questi giorni ne ha rovinate parecchie, ma quello che è rimasto è comunque spettacolare.

Le immagini sono talmente tante che postarle tutte è impossibile, anche se dividerò il post in varie parti. Allora ho aperto un album su Flickr con tutti i 167 scatti, e tre set delle migliori: l'indirizzo a cui potete vedere tutto il book rosesco è

questo
(cliccate su Slideshow, a destra), oppure potete accedere a due set (Roseto 1 e 2) cliccando sulle animazioni Flash della barra laterale del blog.

Se qualcuno volesse delle fotografie come Wallpaper, può scrivermi ed io gliele invierò in formato schermo.




Ed ora, una brevissima introduzione a questo splendido fiore: le informazioni le ho tratte da un Supplemento di Gardenia del n.217, le fotografie le abbinate io (spero di non aver toppato clamorosamente).

Non tutti sanno che la rosa classica, quella a gambo lungo, in realtà è il prodotto di ibridazioni moderne, non esiste in natura e non compare fino all'Ottocento.



Le cosiddette Rose antiche sono ad arbusto, per lo più a fiore semplice oppure di forma globosa, del genere Rosa Centifolia o Rosa Gallica. Le ibridazioni erano spontanee, non controllate.



Quelle che chiamiamo Rose Moderne cominciano ad essere ibridate all'inizio dell'Ottocento: si tratta della Rosa Tè (ottenuta nel 1838 con l'ibridazione tra un Ibrido spontaneo Perenne con una Rosa cinese) e degli Ibridi di Tè. Tutte queste rose avevano dei colori pastello, dal rosa chiaro all'albicocca.



Verso la fine dell'Ottocento viene ottenuto il colore Giallo.





Solo negli anni Settanta del Novecento vengono ottenute le cosiddette Hand Painted Roses, cioè le rose screziate.



Le rose si dividono in base al numero di petali, e possono essere

a fiore semplice



semidoppio




doppio



stradoppio



a coppa (che sono le mie preferite)




Sul prossimo post vi illustrerò nel dettaglio il bellissimo Roseto e il luogo in cui si colloca.

martedì 6 maggio 2008

Il Roseto comunale di Roma

L'altro giorno sono andata in spedizione in un luogo magico quanto poco conosciuto di Roma, il Roseto Comunale. Purtroppo era ancora chiuso, per cui ho potuto cogliere solo alcune inquadrature girando attorno alle cancellate: ci ritornerò la prossima settimana, il periodo di apertura è infatti dal 10 maggio al 15 giugno. Se vi capita di passare da queste parti, vi consiglio di farci una passeggiata.

Questo giardino fantastico, sede di un importante concorso di rosicultura, si trova nel cuore della città, sull'Aventino, proprio di fronte a quello che vedete sotto: per chi non l'avesse riconosciuto, si tratta del Circo Massimo: siamo cioè, esattamente a metà tra il Foro Romano, le Terme di Caracalla e la Piramide di Caio Cestio. Nelle due foto sottostanti è la parte verso il Colle Celio.

Questo è il lato verso Piazza Venezia.
Il Palatino, nel Foro Romano: le imponenti rovine del Palazzo di
Settimio Severo Da qui si vede bene una parte del Monumento al Milite Ignoto. Siamo, quindi, esattamente alle spalle del Campidoglio, la torre romanica che si vede appartiene alla Chiesa Santa Maria in Cosmedin, quella con la Bocca della Verità.
Il roseto è diviso in due parti, nella foto sotto si vede la cancellata verso l'Aventino.
Questa è la parte più scenografica, di cui purtroppo ho potuto riprendere una minima parte perchè tutti i pergolati e la parte laterale non si riusciva a fotografare, a cancello chiuso.
Ci sono dei pergolati bellissimi, spero di fotografarli la prossima volta.
Qui vengono a fare i servizi fotografici per i matrimoni (l'ho fatto anch'io, come assistente fotografo).
Questa invece è la parte che da verso il Circo Massimo, è più piccola e più assolata, ma la cancellata che corre tutto intorno è ornata da splendidi roseti dai colori sgargianti.

Da qui parte una stradina bucolica, Via di Santa Sabina, che conduce ad alcune bellissime chiese che ornano questo colle: Sant'Anselmo, Sant'Alessio, Santa Sabina e Santa Prisca (che vi farò vedere prossimamente).
Da questa parte si trova anche il Giardino degli Aranci, da cui si gode una splendida vista su Roma, e la famosa Porta dei Cavalieri di Malta, quella dal cui buco della serratura si vede la Cupola di San Pietro.
Ma tutto questo alla prossima puntata...

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