I miei viandanti

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giovedì 30 dicembre 2021

Nuovi coinquilini pelosi

 

Fine d'anno sotto tono, un po' come tutti.

Qualche timida passeggiata, una mostra, fotografie alle luminarie, nessun viaggio per il secondo anno di seguito ma, avendo almeno festeggiato il Natale in famiglia, sebbene molto ristretta, rispetto all'anno scorso mi pare già un miglioramento.

Questo post è per presentarvi i nuovi arrivati: propri nuovi nuovi no, visto che già da due mesi infestano la nostra casa, spiritelli impavidi che si aggirano di notte distruggendo ogni cosa sul loro cammino e dormendo pacificamente di giorno.                                                                                                        Non avevo intenzione di prendere altri gatti, sono anni che lo dico e rifiuto ogni tentativo di adozione.  Casa rifatta da poco, mobili nuovi, divano nuovo ancora senza un filo tirato, e poi casa da pulire, peli dappertutto: in realtà, dopo che hai accompagnato due gatti anziani nell'ultima parte della loro vita, fino allo straziante saluto finale, sai che non puoi farcela, a rivivere tutto un'altra volta.


Diciamo che la situazione ci ha un po' forzato la mano, visto che c'erano tanti micetti da sistemare, forse era anche il momento giusto, quando il dolore e il rimpianto cominciano a lasciare il posto per nuove presenze. Non si possono fare confronti tra un affetto un altro, tra un gatto e l'altro, anche perché il confronto con il nostro impareggiabile Koko è perso in partenza per qualunque gatto, tuttavia i nanerottoli che abbiamo accolto si difendono bene: sono completamente diversi, come carattere e personalità, dalla coppia precedente, così come sono diversi di aspetto.

I gattini erano tre, tutti e tre belli, è stata una scelta difficile: abbiamo preso maschio e femmina, il pel di carota e la tricolore, mentre il color cipria è stato adottato da una famiglia affettuosissima e amante degli animali, per fortuna, visto che il trio nelle foto è una vera e propria associazione a delinquere.      Li abbiamo visti piccolissimi e poi più grandini, trio inseparabile e molto pestifero, che è stato ospite in casa nostra  per una settimana, poi il fratellino cipria è emigrato verso altri lidi, in cui si è ambientato subito, come testimoniano foto e video.

Tutti e tre dotati di carattere socievolissimo, perché la mamma Alaska, pur molto attenta e premurosa, è anch'essa socievole e ci ha permesso di prenderli in mano fin da piccolissimi: sono fiduciosi, vivaci e amorevoli ma, essendo ancora cuccioli di quattro mesi, da micetti pucciosi e coccolosi si trasformano in un nanosecondo in macchine da distruzione, come posseduti dal demonio.

Che dire, la nostra casa è decisamente meno scintillante e intonsa di due mesi fa, hanno invaso i nostri letti, i divani, ogni altro angolo della casa (anche quelli apparentemente irraggiungibili, almeno per noi comuni mortali non felini) e devastato buona parte di quello che c'è dentro, ma anche il nostro cuore.


Spero che crescano sani e felici, anzi, spero che crescano presto e passi questa fase bambino-adolescenziale prima che distruggano quello che è rimasto da distruggere! L'albero di Natale ha vissuto momenti pericolosi, invero, ogni volta che torno a casa controllo che sia ancora in piedi e che non abbia cercato di deporre armi, rami e palle, perché davvero non ne può più.

Il povero Ficus Benjamin invece, che cresceva bello e pimpante fino a poco fa, sta tirando le cuoia, ma i due monelli sanno come farsi perdonare qualsiasi devastazione.




Ho più immagini di loro da piccoli che recenti: sono passati da un chilo scarsi a due chili, sono ancora cuccioli ma crescono in fretta ed imparano ogni minuto, soprattutto a commettere malefatte sempre più impegnative e a sentirsi fieri del loro operato. Hanno anche cambiato il colore degli occhi: dal blu sono passati al color ambra per il rosso e al grigio per la femmina. Non sono particolarmente belli, anche se i gatti sono belli tutti, diciamo che sono dei gatti comuni a pelo rasato, ma hanno musetti simpatici e impertinenti. Dicono che i gatti rossi siano particolarmente pestiferi e impuniti, più della media felina: posso testimoniare, con prove inequivocabili, che è assolutamente vero.


Mi sono dimenticata di dirvi che si chiamano Ruby e Spritz, mentre il color cipria, denominato Scottie da noi, è stato chiamato Charlie dalla famiglia adottiva. Abbiamo tanto discusso sui nomi, facendo una lista lunga un chilometro poi, quando il veterinario, a cui li abbiamo fatto visitare appena portati a casa (causa rinite e congiuntivite), ci ha chiesto come si chiamassero, abbiamo tirato fuori i primi che c'erano venuti in mente e ancora non li abbiamo cambiati, ma chissà.



Non ho messo nessuna foto sui social media, finora, forse perché volevamo goderceli tutti interi, senza condividerli con nessuno. Vi aggiornerò sui progressi e le malefatte di questi monelli, visto che ormai sono diventati parte integrante delle nostre giornate e, in definitiva, della nostra vita.


sabato 1 novembre 2014

Associazione a delinquere



Non c'è dubbio, i due piccoli mici graziosi e puffosi arrivati a giugno, si sono rivelati un'associazione a delinquere, due criminali incalliti e senza vergogna sempre alla ricerca di nuove ed entusiasmanti avventure.

lunedì 1 settembre 2014

Resoconti estivi e disastri felini



Cari amici
è davvero tantissimo tempo che non scrivo su questo blog, anche se la mia estate si è srotolata relativamente tranquilla, e forse leggermente inconcludente, visto che il lavoro è finito a giugno e on mi pare di aver combinato nulla di particolarmente utile, da allora. Eppure servono anche questi periodi di riflessione, di transizione da una stagione all'altra.

mercoledì 2 luglio 2014

Piccoli teppisti crescono



Questa settimana sono tornata da mia madre, per fare una gita in Toscana (all'isola del Giglio) di cui vi mostrerò delle belle fotografia, ma nel frattempo godetevi queste immagini: Ombra e Luce crescono vispi, affamatissimi, e hanno preso rapidamente possesso anche del giardino.

martedì 30 agosto 2011

Le sette vite dei gatti

E' stato un mese pesante, in tutti i sensi.


Il ritorno dalle vacanze che risulta sempre un po' traumatico, soprattutto quando sono tutti in ferie e tu no. Dei giorni talmente caldi, afosi e bollenti che mi sembrava di essere tornata indietro all'estate del 2003, quella in cui davvero rischiavi un infarto appena mettevi in naso fuori casa, oppure rischiavi di essere inghiottito dal'asfalto liquefatto dei marciapiedi, tipo sabbie mobili.

giovedì 8 luglio 2010

Ti voglio stare così, vicino vicino



Eccomi di nuovo qui, dopo qualche giorno di presenza silenziosa ma costante nei vostri blog e su Fb, piegata ma non vinta.
Innanzi tutto voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto in questi giorni, tra commenti sul blog, commenti su Fb e e-mail, grazie davvero per le belle parole, gli incoraggiamenti e la solidarietà.


Voglio rassicurarvi che non è stata una cosa grave, solo devastante come operazione per la situazione in cui sono arrivata ad operarmi, e dolorosissima (posso solo dirvi che ho lasciato qualche appendice di intestino decisamente di troppo sul tavolo operatorio, appendici delle quali farò favolosamente a meno) ma priva di conseguenze future: almeno spero visto che, confrontando la mia esperienza con quella di un'altra degente dell'ospedale operatasi della stessa problematica due anni fa, mi ha detto che se dovessero tornare, se le porterà nella tomba piuttosto che operarsi di nuovo, il che la dice lunga sul grado di dolore che il taglia e cuci in oggetto comporta.

Sono già quasi due settimane e la convalescenza è più lenta di quanto sperassi, vuoi per le ferite vuoi per il caldo: i progressi sono lentissimi, i dolori a tratti ancora insopportabili, anche se sto cercando di diminuire il potente antidolorifico che mi aiuta a tollerare la situazione.


Mi sono operata altre volte, tipo appendicite od ernia, e di solito dopo una settimana si torna piuttosto pimpanti in circolazione: come ho avuto occasione di dire, ho l'andatura e la lentezza di un bradipo, cammino tipo vecchietta di novant'anni, ho delle sferzate di energia in cui comincio a trafficare, pulire, sistemare il disordine che regna sovrano in casa, ma sono botte di vita che durano cinque minuti, poi scivolo di nuovo sul divano, sperando solo di morire dolcemente.


Più che altro è la noia, perchè uscire da casa non se ne parla, il massimo che sono riuscita a fare è stato il giro del palazzo a velocità crociera, mettendoci più o meno un'ora e mezzo...per fortuna posso attingere alla mia notevole riserva di libri e dvd solo che, dopo la sesta puntata di fila delle Sorelle Mcleod, comincio ad aver voglia di essere da qualsiasi altra parte, pure in un bollente ranch australiano tra pecore e mucche, piuttosto che sul solito divano.

Per fortuna ho due assistenti impagabili, che prendono decisamente sul serio il loro ruolo di consolatori-infermieri: è raro che stia cinque minuti da sola, vogliono essermi accanto in tutti i momenti topici della giornata: sul divano, sul letto, sulla poltrona, al bagno, mentre tento di cucinare qualcosa, mentre mangio, e ovviamente mentre sono al computer a cercare di scrivere qualcosa di intelligente.

Di solito fanno i turni, uno alla volta, vicino vicino, ma non di rado vogliono starmi accanto ambedue, coi loro corpicini cicciotti, pelosi e caldi, magari soffiandosi e prendendosi a zampate per ottenere il posto più vicino all'oggetto del loro amore.
Questi sono Koko e Titti che allietano amorevolmente le mie (dolenti) sedute davanti al computer, convinti di essermi di grande aiuto, sdraiati sulla tastiera, col musetto appoggiato sul mouse oppure cercando di imparare a scrivere con le zampe allungate sui tasti, o magari convinti di essere fonte di ispirazione coi loro pisoli per i miei racconti.



Chissà che, prima o poi, non lasci il blog alle mercè delle loro zampette curiose...

venerdì 12 settembre 2008

Ciambelline di Vicenza con Gatto

Chi possiede, o meglio, chi ha la fortuna di essere scelto come coinquilino da un gatto, lo sa. Impossibile tenere a freno la sua curiosità, ogni novità deve essere accuratemente ispezionata dal felino curioso.

Al nostro Ispettore Koko piace sovrintendere ai lavori di cucina, specie se si tratta di attività carnali o ittiche. Se si tratta di dolci, la cosa lo lascia più indifferente, però un'occhiatina la butta lo stesso, non si sa mai ci scappasse qualcosa di buono.
Sempre per restare in tema di gatti e dolci, vi ricordo il famoso Paradosso del Gatto imburrato (definizione ripresa da Wikipedia):

Le due leggi alla base di questo paradosso sono:


  • Un gatto cade sempre sulle zampe (e mai sulla schiena);

  • Una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro (derivata dalla
    Legge di Murphy);

Assunte queste due leggi come valide, basterebbe prendere un gatto e legare una fetta di pane imburrato sul suo dorso.
Lasciando il gatto da un'altezza ipoteticamente infinita, il gatto tenderebbe ad atterrare sulle zampe, mentre la fetta di pane imburrato tenderebbe a cadere dalla parte del burro; si creerà quindi un moto perpetuo in cui sia il gatto sia la fetta di pane continueranno a ruotare all'infinito.
Bisognerebbe provare, ma Koko non ama il burro, e neanche essere buttato dalla finestra, per cui non credo che approverebbe l'esperimento.

I puristi penseranno che avere perennemente un gatto in cucina non sia il massimo, dal punto di vista dell'igiene, e hanno sicuramente ragione. Ma stavolta Koko era così immerso in un sonno soporoso e languoroso che non ho avuto cuore di buttarlo già dal tavolo, per cui, ecco le Ciambelline con Gatto.
Se poi sono veramente di Vicenza, sinceramente non lo so, ma la ricetta che ho preso dall'Enciclopedia Milledolci di Fernanda Golosetti (Fabbri Editore) riporta questo nome.

Ingredienti per circa 15 grosse ciambelline (il gatto ha degli ingredienti a parte):

Importante: le mie uova erano medio-piccole (erano cinque), mi è stato segnalato che l'impasto con uova normali era un po' troppo molliccio per essere lavorato. Per essere molliccio, un po' deve esserlo, un po' più morbido di una pastafrolla, tipo pastafrolla all'olio, per intenderci. Se le vostre uova sono grandi, diminuite la dose a quattro, ma tenete comunque presente che l'impasto non è facilmente lavorabile, la manipolazione va ridotta al minimo.

  • 500 grammi Farina bianca 0
  • 150 grammi zucchero semolato
  • 100 grammi burro
  • 5 uova medio-piccole
  • 50 grammi granella di zucchero
  • 1 bicchierino di liquore (grappa, anice, marsala) io ci ho messo del vinsanto
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito per dolci

    Prendere un gatto e posizionarlo su un tavolo.

    A parte far ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
    In una capace terrina mettere la farina, lo zucchero, il lievito, la vanillina e un pizzico di sale.
    Fare la fontana al centro, quindi cominciare ad aggiungere le uova (tranne un poco di albume), il burro morbido e il liquore, fino ad ottenere un impasto morbido: l'impasto non va lavorato a lungo, anche perchè tende a diventare appiccicoso.

    Cominciare a formare velocemente dei salsicciotti, che andranno posti su una grande placca rivestita di carta forno.

    Calcolate che le ciambelline, durante la cottura, lieviteranno parecchio.
    Sbattete l'albume rimasto, spennellatelo sopra le ciambelle e cospargete di grannela di zucchero.

    Infornate nel forno caldo a 190 gradi per circa 30 minuti, sul ripiano centrale (solo le ciambelline, non il gatto, a meno che non vogliate mangiarlo).

    Due ore dopo:

    Si tratta di ciambelline lievitate molto morbide, non eccessivamente dolci, perfette per la colazione.


    Per quanto riguarda il gatto, la ricetta per un'ottima riuscita è: pappa buona, possibilmente ad orari regolari; coccole prima e dopo i pasti, o a richiesta; una bella spazzolata per togliere i peli morti; un vasetto di erba gatta per farlo vomitare (mi dispiace per i vostri pavimenti, ma meglio un gatto vomitoso che un intoppo intestinale); un bel divano su cui esercitarsi con le unghie; una alta postazione in cucina (tipo credenza) da cui seguire attentamente la preparazione dei pasti; letti, divani e poltrone comodi e morbidi su cui pisolare, tutti a sua disposizione, naturalmente, voi arrangiatevi come potete.

    Se seguirete queste semplici regole di base, avrete un gatto in perfetta salute, di buonumore, pelo lucido e pronto alle coccole.

domenica 31 agosto 2008

Titti e Koko in villeggiatura


Ed eccoci rientrati definitivamente alla base, esseri a due e quattro zampe.
Koko e Titti sono partiti nelle loro gabbiette alla fine di luglio, non senza aver protestato con tutte le loro forze e aver messo il muso per ore, come ogni cambiamento di status quo che li riguardi.


Poi, come succede da dodici anni a questa parte, hanno messo il nasino fuori da casa, e sono partiti all'esplorazione del mondo.

Il giardino a terrazze e l'orticello sono un universo sconosciuto e affascinante, pieno di erbe da mangiucchiare, fiori, alberi, insetti, lucertole e altri animali interessanti.



Certo, non è tutto rose e fiori, perchè i rivali sono parecchi, e tutti agguerritissimi:
questo è Nerone, vecchio guerriero di tante battaglie, gran cacciatore di topi, che indossa le sue cicatrici come fossero trofei,

la sua maestà da vecchio leone ha messo subito in fuga Koko, mentre Titti (soprannominata da mamma la Bombardona per via del suo peso piuma) l'ha menato senza tanti scrupoli, mettendolo ko al primo round

Perla, la mamma di Koko, che la ignora quando la incontra, figliolo ingrato: una gattina minuscola, vecchiarella e dolcissima, di apparenza certosina ma, come il figlio (falso siamese) assolutamente bastardina, la sua vita scorre placida tra la poltrona e l'erbetta fresca.

la vecchissima Lola, ultima rimasta di una numerosa famiglia di gatte belle e pelose: lei era l'orfanella, quella mite e timida, ma le arpie della sua famiglia le ha sotterrate tutte.
E' rimasta lei la cocca di casa, un po' sdentata ma ancora arzilla.

Il timidissimo Panda, bruttarello e un po' sfigato, che non si fa avvicinare da nessuno ma ormai da anni è ospite affezionato della Mensa di San Pietro, anche perchè contende a Nerone la palma di cacciatore di topi e questo in campagna è un gran pregio, però poverino viene menato da tutti, non si sa perchè

Questi gatti, tutti vecchi e un po' acciaccati, se ne stanno tutto l'anno belli tranquilli, coccolati e sfamati dai miei genitori, alle ore di colazione-pranzo-cena sembra di stare alla mensa della Caritas, tutti in fila aspettando le ciotole della pappa.

L'estate, invece, arrivano i cuginetti romani, belli e viziati, coccolati e prepotenti, e cominciano i guai: zuffe, soffi, agguati nella notte, un vero inferno.

Bisogna stare sempre all'erta, perchè i nemici sono in agguato ovunque, mai abbassare la guardia.

Titti, la dolce Titti, si trasforma in una virago senza scrupoli, spodestando Lola dal suo trono di reginetta della casa e picchiando tutti quelli che osano attraversarle la strada e mettere in dubbio la sua supremazia, dentro e fuori casa

A Titti piace rotolarsi nell'erbetta fresca, sotto le fronde dei pomodori, e farsi una bella indigestione di fili d'erba, per poi vomitarla in giro.

Un'altra libidine del giardino è andare a bere l'acqua stagnante dei sottovasi vuoti, piena di insetti morti. A causa di questa passione, l'acqua viene cambiata tutti i giorni, ma forse non ha più lo stesso libidinoso sapore, chissà.

Koko invece, di carattere contemplativo, malinconico e inquieto, si aggira senza pace con la coda bassa e il naso a terra, sempre all'erta. Viene messo in fuga da tutti, anche se in realtà sarebbe il gatto più grosso quindi, potenzialmente, il re della colonia.
Ignaro della sua mole e del suo fascino, scappa al primo accenno di baffi e coda, tra gli sghignazzi degli altri gatti.

Le ore trascorrono, così, in questo giardino pieno di ortaggi e fiori, tra una zuffa e un pisolino, una pappa e un pisolino, una corsa dietro alle farfalle ed un altro pisolino.
Sicuramente la loro vacanza è stata più lunga e più rilassante della nostra...

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