I miei viandanti

lunedì 21 aprile 2008

L'Art Nouveau a Parigi. I villaggi di Auteuil, Passy e Chaillot

Il quartiere che stiamo per attraversare è considerato un gioiello dell'architettura Art Nouveau: per chi non lo sapesse, si tratta di una corrente artistica che interessò tutta l'Europa, tra la seconda metà dell'Ottocento fino ai primi del Novecento, anni in cui cominciò a cadere rovinosamente in disgrazia.

Uno dei più originali architetti fu il francese Hector Guimard, di cui ricordiamo le famose fermate Metro (come quella di Montmartre, vedi post), numerosi immobili disseminati in tutta la Francia, e alcuni capolavori come la sottostante Gioielleria Fouquet, ora rimontata interamente nell'Hotel Carnavalet (a presto un post specifico su quello bellissimo Museo, nel Marais).
Eravamo rimasti, qualche post fa, alle serre d'Auteuil.

Riprendiamo la nostra passeggiata per il XVI Arrondissement: dopo esserci lasciate alle spalle le Serre, tornare verso la Metro Porte d’Auteuil, e imboccare la Rue d’Auteuil: questa strada, di origine secentesca, presenta alcuni bei palazzi, anche se non c’è nulla di particolare: è molto animata e stretta, con un’atmosfera quasi provinciale, ma in questi palazzi si riuniva il fior fiore dell’intellighenzia del secolo dei Lumi.

Arrivati alla Place Lorrain svoltare a destra, per la lunghissima Rue Michel Ange. Per fare questo giro ho usato la Guida Verde della Michelin: sicuramente è meno particolareggiata delle guide del Touring, che uso abitualmente, ma ha delle cartine dettagliatissime, e per aggirarsi da queste parti è l’ideale. Ho assodato, però, che per farti una vedere una stradina o semplicemente una casa graziosa, ti fa fare dei chilometri: com’è successo in questo caso.
Comunque, anche nella rue Michel Ange non c’è nulla di rilevante, è semplicemente una lunga e bella strada molto elegante, soprattutto nel primo tratto, ed è piacevolissima da passeggiare col naso all’insu.
Ad un certo punto si volta a sinistra, per Rue Molitor: al numero 18 si trova un complesso molto pittoresco che si chiama Villa Boileau. Si tratta di un complesso di cottages e villette molto graziosi di sapore secentesco, coi tetti spioventi e rivestimento in mattoni.
Voltare per rue Boileau, quindi Rue Jouvenet, infilare quindi la Rue Chardon dove, al numero 41, c’è la Villa Jassédé, uno dei primi progetti firmato Guimard nel 1893. Si tratta di una villetta con giardino, dai tetti spioventi di gusto bucolico e rivestimento in mattoni, di sapore molto rustico e vagamente neogotico.
Poi ancora a destra per verso la Rue Claude Lorrain: Anche qui c’è un piccolo complesso caratteristico, Villa Mulhouse, graziosi cottages e giardinetti, riportato sulle guide, ma da fuori non riesce a vedere quasi nulla. Riprendere la Michel Ange e tornare al punto di partenza.
Ritornare alla Place Lorrain ( per favore non odiatemi per avervi fatto camminare così tanto), ed imboccate la famosa Rue La Fontaine. Questa lunga strada presenta svariati capolavori architettonici, tutti firmati Hector Guimard.
Al Numero 60 l’Hotel Mezzara, del 1910: dalle linee più sobrie si nota la differenza cronologica con il più famoso complesso di Castel Bèranger, poco più avanti, dalle decorazioni più fiorite e virtuosistiche: in questo caso Guimard sembra ispirarsi all’architettura francese secentesca, come si più notare dal tetto a spiovente e le mansarde, e anche le decorazioni e le ringhiere in ferro battuto hanno un disigno più lineare rispetto alle sue opere degli anni precedenti.

Si può fare il confronto con due complessi di case dal disegno particolare ai numeri 17-20,che proseguono verso la traversa Rue Agar e Rue Gros: anche questo complesso di sei edifici risale al 1910 circa.
Questo progetto del innovativo e ambizioso per l’epoca, è stato pensato dall’architetto fin nei minimi particolari: addirittura sono opera sua le targhe della strada, le grondaie e i portoni.
Più avanti, sulla sinistra, al numero 14, il famoso Castel Béranger, la sua opera più creativa ed ambiziosa, risalente al 1895, il progetto che lo lanciò definitivamente: l’architetto è riuscito a creare un’opera armonica e originale, con materiali per così dire poveri, cioè mattonelle in grès, maioliche, mattoni, ferro battuto, vetro colorato, in un’esplosione di colori, virtuosismi tecnici e disegni floreali.
Questi tre edifici, che si affacciano sullo stesso cortile, rappresentano la summa dell’Art Nouveau francese, stile che, purtroppo, di lì a breve passerà di moda, per essere sostituito dal più sobrio e rigoroso Art Dèco.

Anche gli interni furono minuziosamente progettati da Guimard, carte da parati e maniglie, mobili e finestre. Non si sa cosa ci sia rimasto di originale: purtroppo il palazzo è abitato e non si può entrare (immagino solo i prezzi di un appartamento, mi accontenterei di un sottoscala): le sole due cancellate (che i detrattori del genere definirono stile tagliatella) e le finestre realizzate con la tecnica Tiffany la dicono lunga sulla preziosità materiale e tecnica degli interni.
Notate i particolari dei vetri a tecnica Tiffany e la preziosità delle ringhiere in ferro battuto.

Proseguendo per la stessa strada si arriva alla Maison de la Radio France, una curiosa costruzione circolare di non particolare bellezza. A questo punto siamo vicino alla Senna.
A destra si vede il retro della piccola Statua della Libertà in bronzo, su una banchina lunghissima chiamata Allée de Cignes (da questa foto si vede, sulla destra, l'imbocco dal ponte): pochi sanno che la gemella, di dimensioni ben più grandi, che sorveglia il porto di New York dal 1885, è opera dello stesso artista francese, Bartholdi. Purtroppo ero contro sole e la foto della piccola Statua è venuta pessima.Io ho proseguito verso la Rue d’Ankara, alla ricerca di una minuscola strada chiamata Rue Berton: dalle descrizioni si tratta di una stradicciola dal sapore ottocentesco, coi lampioni a gas. Ecco, trovarla è quasi impossibile, ho girato invano prima di accorgermi di un pertugio, proprio all’angolo della via, sulla sinistra, accanto ad un garage.

La stradina è questa. Nulla di particolare, ma sono contenta di averla trovata. Ha un'atmosfera molto romantica.
Percorrendo la stradicciola, si arriva ad una piccola scalinata, e si sale sulla Rue Raynouard, la strada più antica di Passy, da dove si vede, dall’alto, la Maison du Balzac, l’ultimo rifugio del famoso scrittore, con un piccolo, grazioso giardino, purtroppo non fotografabile dall'alto.
Da qui una imprevista visione della Tour.
Non mi sono fermata a visitare la Maison, ed ho proseguito per la Rue de l’Anounciation fino a Place de Passy. Anche la Rue de Passy non ha nulla di rilevante, ma anche questa è una strada piacevole da percorrere. Il villaggio di Passy, di cui attualmente rimane ben poco, era meta di villeggiatura a causa delle sue sorgenti termali. Difficile immaginare come poteva essere fino alla metà dell’Ottocento.
Alla fine della passeggiata si arriva nel quartiere di Chaillot, ai sontuosi Jardins du Trocadèro: vi ricordate l’inizio del film The dreamers?
Sì, siamo arrivati alla Tour, finalmente.

24 commenti:

  1. grazie grazissime x quest tour che belle foto buon inizio di settimana

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  2. grazie, anche a te!

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  3. tra un rigurgito e l'altro del piccolino trovo il tempo di viaggiare con te. ma che bello: ma l'ente del turismo francese ti conosce?
    e cmq mi comfermi che Parigi è sempre Parigi: bellissima!

    Marta

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  4. Oh mon dieu, Paris Paris....scusa mi sono lasciata andare, ciao

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  5. io a parigi ci sono stat asola con una gita di classe un milione di anni fa...fortuna che per una serie di casi era quasi come se fossi lì da sola e più di una volta me la sono svignata...ora sogno con il galletto di tornarci...ma vorrei solo lui! Un bacione

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  6. grazie Marta, in effetti dovrei chiedere una sovvenzione, vista la pubblicità gratuita! E' che ho talmente tante fotografie e tante cose scritte che non riesco a farle appassire nel pc...

    Un bacio a VM, ti chiamo oggi

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  7. A parigi, contrariaamente a quanto si pensa, è meglio andarci senza uomini, anzi, senza mariti: ma non per qualcosa di proibito, semplicemente perchè nessuno, tranne un santo, sopporta di scarpinare per ore alla ricerca di un bel palazzo, credimi!!
    Penso che anche per un bambino la città sia divertente, basgti pensare alla Villette

    Ciao Lo, e buona settimana

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  8. Grazie per queste foto bellissime!Un bacione!

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  9. Ho pubblicato quello che ho ottenuto utilizzando la tua ricetta della brioche de rinxent, e ho messo un link di richiamo a te, se ti va vieni a vedere! Elga http://semidipapavero.splinder.com

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  10. uhhh ma allora io ho l'uomo giusto per me...lui scarpina e non si lamenta...uhhhh gallina fortunella sono ;) un bacione

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  11. Sempre affascinanti i tuoi reportages su Parigi!

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  12. cara Lo, beata...mai capitato un uomo così, tutti pigri!!

    @ Elisabetta: spero di essere utile a qualcuno. Anch'io leggo volentieri i tuoi e le tue belle fotografie!

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  13. Grazie per questi preziosi post.
    Adoro l'Art Nouveau!!!!
    Ho letto anche io i libri di Augias e gli ha mandato una e mail invitandolo a scrivere ancora circa i "segreti" di altre città.
    Ho scritto qualche post vegetariano.
    Vienimi a trovare.
    Un bacio
    Grazia

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  14. hai letto i mistrei di parigi di augias,sono sicura che ti piacerà buona giornata

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  15. adoro Augias, ho quasi tutti i suoi libri, però di scrivergli non mi era mai venuto in mente!
    Spero proprio che pubblichi qualche altro Mistero...magari gli scrivo anch'io!

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  16. Cara Geillis
    Ti ringrazio qui sul tuo blog per avermi annoverato tra i preferiti (così ho avuto la scusa di rivedermi per la 3° volto le tue bellissime foto su Parigi)
    Oro anche io devo accingermi a mettere tra i miei preferiti vari blog, tra cui il tuo sperando di ticordarmi come si fa.
    Gli altri me li ha inseriti mia figlia. Sono ancora un pò un cane col pc.
    Baci e divertiti, please fa tante foto!!!!! e altri bellissimi post
    Grazia

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  17. @ Grazia: non c'è bisogno che mi incoraggi, sto cominciando a diventare maniaca!!
    Anch'io voglio vedere altre foto di Berlino, per favore...

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  18. Cara Geillis
    Allora dovrò scrivere un altro post per accontenarti!!!
    Cercherò di accontentarti
    Un bacio
    Grazia

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  19. Arrondissement di Parigi che non conosco affatto (a parte il 7eme in zona torre Eiffel, of course). Mi hai dato un'idea per quando tornerà il sole. Un percorso Guimard. Merci.

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  20. sono contenta di aver dato un'idea di una passeggiata alternativa a qualcuno che ama Parigi come me!!
    Il quartiere è veramente poco turistico, il che non è poi così spiacevole, anzi...

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  21. anche a te, sperando che il sole faccia capolino, in questa domenica buia e uggiosa

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  22. ma quale sole qui il cielo è nerissimo e tra poco ci sarà il diluvio ,i miei scricchioli, una volta il ginocchio ecc..... prenunciano che se voglio uscire mi debbo munire di scafandro buona giornata

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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