I miei viandanti

lunedì 18 febbraio 2008

Fontainebleau, il castello



Questa è la facciata principale del castello, una costruzione piuttosto articolata, essendo formato da diverse ali disposte attorno a cinque corti, tra cui la Cour de La Fontaine, la Cour Ovale e questa.
Questa corte lastricata con secentesca scalinata a ferro di cavallo si chiamava del Cavallo Bianco per una statua di Marco Aurelio che qui era collocata nel Cinquecento, ma fu in seguito denominata Corte degli Addii, perché fu proprio in questo splendido luogo che Napoleone pronunciò le sue ultime parole, ai piedi della scalinata, prima di partire per l’esilio definitivo, il 20 aprile 1814.

L’entrata ai Grandi Appartamenti è all’inizio del cortile, sulla destra. Il biglietto dà diritto sia a tutto il giro del castello sia ad un audio guida, utilissima. A me hanno chiesto se la volevo in francese, segno che non ho fatto proprio una pessima figura chiedendo il biglietto “en français”.
Non ho voluto strafare, e l’ho chiesta in italiano.





Il percorso inizia dalla splendida galleria François I, in boiserie dipinta e pareti affrescate da manieristi italiani, tra cui il Primaticcio e il Rosso Fiorentino.: si tratta di una delle più belle realizzazioni del manierismo italiano del Cinquecento, di cui Francesco I andava molto fiero.




Gli ambienti sono ricchissimi, stucchi e legni dorati si mescolano a sontuosi lampadari di cristallo, anche se una parte degli arredi originali è andata perduta nel corso dei secoli. Le tappezzerie perdute sono state ritessute secondo i disegni originali.




La lunga Galleria di Diana dalla volta a botte affrescata, con il mappamondo di Napoleone I.




Un magnifico esempio di ebanisteria francese, su enorme tappeto con insegne reali e arazzi alle pareti (una stanzuccia di passaggio, niente di troppo elaborato).



La Camera dell'Imperatrice: l’assetto attuale è del 1807, risale all’ultima imperatrice, Josephine moglie di Napoleone, ma è il risultato di numerosi apporti.


La boiserie dorata risale ad Anna d’Austria (metà Seicento). Il camino di marmo, parte delle lampade e il baldacchino risalgono alla metà del Settecento mentre il letto con magnifica tappezzeria ricamata e baldacchino con coronamento in legno dorato risale a Maria Antonietta, anche se lei non ci dormì mai.




La sala rimase intatta fino al Secondo Impero, la stupenda tappezzeria è stata tessuta secondo di disegni originali.

Particolare dello splendido soffitto in legno dorato e lampadario settecentesco.



Già Camera del Re dal Cinquecento, divenne nel 1808 la sala del Trono di Napoleone, in stile neoclassico: Sotto il baldacchino, trono in velluto blu e oro, aste con la N e l’Aquila Imperiale.




Il resto del racconto

Viaggio a Fontainebleau, come arrivare

Viaggio a Fontainebleau, I giardini

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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