I miei viandanti

lunedì 19 maggio 2008

Pane di Altamura

Qualche tempo fa, siccome mi piace molto il grano duro, ho fatto il pane senza impasto solo con questo tipo di farina, ma il risultato non mi ha entusiasmato, perchè è rimasto un po' duretto.Allora sono andata a curiosare nell'interessante sito di Gennarino sul Pane fatto in casa, e ho provato a fare queste due pagnottelle che lui chiama Altamura (anche se pare che siano una libera interpretazione del vero Pane di Altamura).
I n ogni caso sono riuscite meravigliose, uno dei pani migliori che abbia fatto finora.
La pagina con le spiegazioni precise la trovate qui.
La ricetta, comunque, è questa (per due pagnottelle)

600 grammi di farina di semola rimacinata di grano duro
mezzo cubetto di lievito di birra fresco
400 grammi di acqua
1 cucchiaio di malto (io ci ho messo del miele)
15 grammi di sale

Tempi di cottura nel mio forno: 30 minuti sulla teglia da pizza con carta forno, i primi dieci minuti al massimo della Temperatura, poi a 220 gradi, voltandole dopo venti minuti, in tutto 30 minuti.

giovedì 15 maggio 2008

Budino di Pane e Frutta

Proprio questi giorni che ho la macchina fotografica che freme nella borsa, sto impicciatissima col lavoro per cui, purtroppo, la gita programmata per sabato al Roseto va a farsi friggere: mi rifarò domenica, spero, dai miei genitori, e magari riesco ad organizzarmi per le rose per lunedì.
Nel frattempo mi sono resa conto di avere decine di ricette già pronte con le fotografie: alcune magari le rifarò, ma alcune sperimentazioni ve le beccate con le foto racchie, tipo questa.
L’altro giorno ho provato a fare il Babà di Artusi: stupidamente ho seguito la ricetta sull’Enciclopedia della Cucina di Repubblica, senza andare a controllare l’originale.

In alcuni casi ho riscontrato degli errori negli ingredienti, ed anche questa volta, mentre facevo il dolce ( a tripla lievitazione) ho pensato che fosse così: l’impasto, che secondo la ricetta andava lavorato a lungo, era colloso e assolutamente non lavorabile, almeno così pensavo io. Difatti, ero convinta che andasse lavorato con le mani, tipo pasta lievitata o pasta frolla, visto che si tratta, come la brioche, di un tipo di pasta con lievito di birra a lunga lievitazione.


Alla fine, per impastare decentemente, ho dovuto aggiungere per 150 grammi di farina ai 260 della ricetta, e già la cosa mi suonava male. Però ha lievitato benissimo, e alla fine sembrava uguale a quello della foto.

Invece il risultato, al pari del famoso Kugelhupf, è stato abbastanza deludente, anche non se non disastroso come quello: poco dolce e un po’ secco, tipo pan brioche, sembrava più una ricetta salata che dolce.
Per curiosità sono andata a controllare la ricetta originale, mannaggia a me: nelle istruzioni di Artusi, infatti, era specificato che l’impasto andava lavorato sì a lungo, ma non sul piano con le mani, bensì nella ciotola col mestolo, praticamente al pari di un ciambellone o della frolla all’olio.
Per non buttare il tutto, ho deciso di provare, come l’altra volta, ad utilizzare il dolce per fare un budino di pane, sperando di trovare, stavolta, la ricetta giusta.
Ed infatti, per fortuna, ho trasformato un pezzo del babà in qualcosa di morbido e commestibile.
La dizione era Budino di Pane e Frutta, su un vecchio numero di Cucina Moderna, e tale ve lo riporto. Ho cambiato qualcosa negli ingredienti, tre uova forse sono troppe, meglio metterne due, inoltre ho saltato il primo passaggio, cioè la rosolazione dei cubetti di pane in 30 grammi di burro.
Il dolce non è riuscito affatto male, morbidissimo (anzi, attenzione a rovesciarlo perchè si sfascia facilmente).
La seconda sperimentazione del Babà è andata meglio, ma quella ve la posto la prossima volta.
Ricetta, per una teglia da 22 centimetri, meglio se a cerniera (questa nella foto è la versione rovesciata, con uno stampo dal fondo leggermente tondeggiante):

  • 300 grammi di pane briochato (o morbido)
    2 uova grosse
    50 grammi di zucchero (di più se il pane non è dolce, il mio lo era, essendo un babà)
    2,5 dl di latte
    Un pugno di uvetta ammollata (nel mio già c’era)
    1 mela
    1 pera


Fare a pezzi il pane e metterlo in una terrina capiente, versarvi il latte e mescolare bene col mestolo, in maniera da formare una poltiglia.

A parte, montare con la frusta elettrica le uova intere con lo zucchero.

Unire le uova al pane, quindi aggiungere una mela e una pera a dadini, e mescolare bene.
Ungere abbondantemente uno stampo da 20-22 centimetri, cospargerlo di zucchero e versarvi il composto.

Pareggiarlo bene, quindi infornare nel forno caldo a 180 gradi, sul ripiano centrale, per 50 minuti.


Farlo freddare, staccarlo con delicatezza dalle pareti della teglia, quindi capovolgerlo su un piatto e spolverizzarlo con zucchero a velo.

martedì 13 maggio 2008

Un regalo speciale

Ed' arrivato l'ultimo regalo di compleanno, quello più desiderato, a cui ha partecipato in massa tutta la famiglia: no, non sono i pomodori, ovviamente
Ma una macchina fotografica d'eccezione (e non tacciatemi di pubblicità occulta, please)
la meravigliosa Nikon D-80, reflex semi-professionale ad altissime prestazioni

:-))
Questo è il mio corredo completo, con la gloriosa meccanica FM2 a sinistra e la nuova Digitale a destra: ora sì che sono soddisfatta!

Voi non mi potete vedere ma sto saltellando per la stanza in preda ad una gioia incontenibile!
Un grazie cumulativo a tutti quelli che hanno partecipato al mio regalo, graziegraziegraziegrazie!

Comprata ieri e subito sperimentata oggi con una ricetta semplice, ma era solo una scusa per pubblicare le prime fotografie col mostro.
Risultato: colori meravigliosi, il rosso dei pomodori è perfetto, nonostante la luce scarsa (infatti piove)...per non parlare della definizione e la nitidezza, che purtroppo sul blog non si può apprezzare adeguatamente...

Ingredienti:

  • 2 pomodori rossi a persona, tondi e maturi (ma non troppo)
  • 1 cucchiaio abbondantedi pangratto a pomodoro
  • olio evo
  • sale, basilico, aglio
Tagliare la calotta ai pomodori, tenendola da parte, scavare col coltello i pomodori badando a non romperli, e mettere il ricavato in una ciotola, sugo compreso.

Aggiungere il pangrattato, sale, aglio a pezzetti (o in polvere), il basilico tagliati fine e un filo di olio: impastare fino ad avere un composto omogeneo e umido (assaggiare per regolare di sale e odori).

Mettere i pomodori in una padella oliata, riempire i pomodori del composto, un filo di olio su tutti i pomodori e spargere la farcia che avanza sul fondo della padella.

Coprire ogni pomodoro con la sua calotta, salare tutte le calotte, quindi aggiungere un bicchiere di acqua sul fondo della padella.
Cuocere a fuoco dolce, col coperchio semichiuso, per circa 15-20 minuti, fino a quando i pomodori sono ammorbiditi e il sughetto rappreso.

Non vedo l'ora di mettere alla prova la macchina al Roseto Comunale, ovviamente fino a Domenica pioverà, e ti pareva! Comunque ci sarà tempo che imparare ad usarla bene, e rispolverare le mie polverose nozioni di Still Life!

Scusate il post auto-celebrativo ma ero troppo contenta del mio giocattolino, ora mi dovrete sopportare nel mio delirio fotografico anche peggio di prima, sorry!

lunedì 12 maggio 2008

Ancora Pane: Baguette

Ormai sforno pani e pagnotte a tutto spiano, questa casa una volta alla settimana si riempie di un profumo di farina e pane che lo sente tutto il condominio, che bellezza. Mangiarlo caldo e croccante poi, poco dopo uscito dal forno, è una di quelle libidini che avevo dimenticato.
Queste vorrebbero essere Baguette, almeno così c'era scritto nella ricetta dell'Enciclopedia della Cucina Italiana, Volume Pane Pizze e Torte Salate.
Della baguette non ha tantissimo, in verità, anche perchè ho calcolato male le dimensioni e ho fatto due baguette invece di tre, perchè dovrebbero essere molto lunghe ma nel mio forno così lunghe non ci vengono. Insomma, sono venute un po' cicciottelle e irregolari per essere delle vere Baguette, ma buone lo stesso!
Crosta croccante e consistente, mollica morbida, ottime anche per fare crostini, panini o per colazione a fette con la marmellata, con la Nutella spalmata sopra è la morte sua, ve lo assicuro.
Ingredienti per 3 baguette:
  • 500 grammi di farina 0 (io ho usato la Manitoba)
  • semola di gramo duro per spolverare
  • 300 ml di acqua tiepida
  • 15 grammi di lievito di birra fresco

1 albume (facoltativo)

Sciogliere il lievito in o,5 dl di acqua tiepidi tolti all'acqua totale, e lasciatelo riposare 15 minuti.

Mescolare in una ciotola la farina e un cucchiaino abbondante di sale, quindi aggiungere l'acqua col lievito ed il resto dell'acqua tiepida. Rovesciare la pasta sulla spianatoia e lavorarla per una decina di minuti, energicamente, aggiungendo altra farina se il composto rimane troppo appiccicoso.
Mettere in una ciotola infarinata e coperta da un telo a lievitare per tre ore, in un luogo tiepido (per esempio il forno spento)
Lavorare solo un poco di nuovo sulla spianatoia, poi dividere in tre parti, formando tre bastoncini, e incidere la superficie con tagli obliqui, abbastanza aperti.
Mettere le tre baguette sulla placca del forno infarinata, coprite col solito telo e fate lievitare di nuovo nel forno tiepido per almeno un'altra ora.
Infornare nel forno caldo a 200 gradi (ripiano centrale) per 20 minuti circa, voltandole a 2/3 della cottura.
Facoltativo: spennellarle ancora calde con albume d'uovo mischiato a due cucchiai di acqua (io la differenza tra prima e dopo la spennellatura non l'ho vista, però).

domenica 11 maggio 2008

sabato 10 maggio 2008

Teglia di carciofi e patate al forno


E siamo alla fine della settimana, che bello!
Finalmente un lungo week end di riposo, il sole e il caldo qui a Roma cominciano a farsi sentire, speriamo continui così.

Per questo fine settimana posto solo una ricettina rapida e gustosa: sono solita più che altro sbizzarrirmi con i dolci, tante volte invece cucino dei piatti che mi sembrano comuni, troppo, per essere messi sul web.

Invece, quando si è a corto di idee per mettere insieme il pranzo e la cena, magari prendere qualche spunto per cucinare qualcosa di buono ma di non eccessivamente elaborato, può essere utile, per cui:

Per una teglia pyrex 22 per 28 centimetri ( è anche bella da portare in tavola)
  • qualche patata di medie dimensioni (sono andata ad occhio, mi pare fossero 8 patate)
  • quattro carciofi
  • quattro mestoli di brodo vegetale
  • Olio evo
  • sale, pepe (se piace)
  • aglio
  • prezzemolo (o mentuccia)

Pulire i carciofi, tagliarli in quattro e metterli in acqua acidulata per non farli annerire.

Mettere un filo di olio sul fondo della teglia.

Tagliare le patate a fette regolari e disporle in un primo strato, leggermente accavallate: condire con un filo di olio, sale e pepe.

Fare uno strato di carciofi, salare e pepare, condire con un filo di olio, disponendo anche qualche pezzetto piccolo di aglio.

Fare un terzo strato con le patate, cercando di disporle in maniera regolare, , bagnare con il brodo vegetale, salare, pepare, condire con l'olio e prezzemolo.

Coprire la teglia con l'alluminio, ed infornare nel forno già caldo, sul secondo ripiano dal basso, a 200 gradi.

Dopo 30 minuti togliere l'alluminio e proseguire la cottura per altri 45 minuti (almeno nel mio forno), fino a quando il brodo non si sarà rappreso e le patate avranno preso un bel colorito.

martedì 6 maggio 2008

Il Roseto comunale di Roma

L'altro giorno sono andata in spedizione in un luogo magico quanto poco conosciuto di Roma, il Roseto Comunale. Purtroppo era ancora chiuso, per cui ho potuto cogliere solo alcune inquadrature girando attorno alle cancellate: ci ritornerò la prossima settimana, il periodo di apertura è infatti dal 10 maggio al 15 giugno. Se vi capita di passare da queste parti, vi consiglio di farci una passeggiata.

Questo giardino fantastico, sede di un importante concorso di rosicultura, si trova nel cuore della città, sull'Aventino, proprio di fronte a quello che vedete sotto: per chi non l'avesse riconosciuto, si tratta del Circo Massimo: siamo cioè, esattamente a metà tra il Foro Romano, le Terme di Caracalla e la Piramide di Caio Cestio. Nelle due foto sottostanti è la parte verso il Colle Celio.

Questo è il lato verso Piazza Venezia.
Il Palatino, nel Foro Romano: le imponenti rovine del Palazzo di
Settimio Severo Da qui si vede bene una parte del Monumento al Milite Ignoto. Siamo, quindi, esattamente alle spalle del Campidoglio, la torre romanica che si vede appartiene alla Chiesa Santa Maria in Cosmedin, quella con la Bocca della Verità.
Il roseto è diviso in due parti, nella foto sotto si vede la cancellata verso l'Aventino.
Questa è la parte più scenografica, di cui purtroppo ho potuto riprendere una minima parte perchè tutti i pergolati e la parte laterale non si riusciva a fotografare, a cancello chiuso.
Ci sono dei pergolati bellissimi, spero di fotografarli la prossima volta.
Qui vengono a fare i servizi fotografici per i matrimoni (l'ho fatto anch'io, come assistente fotografo).
Questa invece è la parte che da verso il Circo Massimo, è più piccola e più assolata, ma la cancellata che corre tutto intorno è ornata da splendidi roseti dai colori sgargianti.

Da qui parte una stradina bucolica, Via di Santa Sabina, che conduce ad alcune bellissime chiese che ornano questo colle: Sant'Anselmo, Sant'Alessio, Santa Sabina e Santa Prisca (che vi farò vedere prossimamente).
Da questa parte si trova anche il Giardino degli Aranci, da cui si gode una splendida vista su Roma, e la famosa Porta dei Cavalieri di Malta, quella dal cui buco della serratura si vede la Cupola di San Pietro.
Ma tutto questo alla prossima puntata...

domenica 4 maggio 2008

Plumcake ricotta e caffè con glassa moka

Buon inizio settimana!! Dopo un week and all'insegna del sole e del relax, vi addolcisco il lunedì con un plumcake strepitoso e dal sapore insolito. Questa è una ricetta che ho preso da un libro di ricette), libro corredato di splendide fotografie ma che ha delle ricette abbastanza terribili come ingredienti, con delle quantità di zucchero e grassi che nella cucina italiana non si usano.

Siccome però la ricetta mi stuzzicava, ho pensato di trasformare i 150 grammi di burro in ricotta, ho aggiunto della farina, aggiunto una bustina di lievito che curiosamente non figurava tra gli ingredienti e l'esperimento è stato ottimo!
La pasta è morbida e con un gustoso sapore di caffè: ho sostituito il caffè liofilizzato con un ottimo caffè ristretto.
Ho anche cambiato il metodo di preparazione, per cui non so se il cake originale assomigliasse proprio a questo.

Precisazione: durante la pubblicazione del post ho sbagliato a specificare il ripiano del forno!
Va messo, come tutti i ciambelloni e le torte lievitate, sul secondo ripiano dal basso, non su quello centrale come il pane, crostate e lieviti, Sorry!!

Come si vede da questa fotografia (sto cercando di farvi sbavare, sì sì) il plumcake è ricoperto da una glassa lucida e zuccherosa al sapore di caffè, tipo quella delle pastarelle di pasticceria.
E' ottimo per colazione e anche per merenda, magari accompagnato da uno squisito yogurt al caffè di produzione artigianale...
Comunque fare la glassa è stato proprio un divertimento, una cosa nuova che non avevo mai fatto, ora che ho imparato il mestiere mi sbizzarrirò con glasse di tutti i tipi.

Ingredienti della ricetta riveduta e corretta:
per uno stampo 30 per 12 centimetri, altezza 8 cm
  • 290 grammi di farina
  • 2 uova intere
  • 140 grammi zucchero di canna
  • 150 grammi ricotta
  • 135 ml di caffè
  • 1 bustina di lievito per dolci

Per la glassa:

  • 125 grammi zucchero a velo
  • 50 ml caffè
  • 10 grammi burro
Preparazione: Fare una caffettiera da 6 persone e lasciar freddare il caffè.
Montare con le fruste elettriche le uova intero con lo zucchero, mescolare al composto la ricotta (sempre montando), aggiungere il caffè tiepido.

Mescolare farina e lievito, ed unire al composto, fino a formare un impasto omogeneo.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plumcake, versare il composto e mettere in forno caldo a 180 gradi (secondo ripiano dal basso) per 50 minuti.
Sformare con attenzione una volta stiepidito il plumcake.

In un pentolino, messo su una pentola con dell’acqua (non a contatto, ma sopra), far sciogliere il caffè con lo zucchero a velo e il burro, mescolando fino ad ottenere una crema fluida.

Farla raffreddare per qualche minuto in maniera che si rapprenda un poco, poi cominciare a colarla sul plumcake, a filo, fino a coprire bene tutto la parte superiore del dolce.
Questa glassa si solidifica una volta fredda (non in frigorifero).

sabato 3 maggio 2008

Tintarella di gatto, ovvero Estasi felina

I gatti amano il sole, il fatto è notorio, e Koko in modo particolare adora sdraiarsi sulla scrivania di mio marito, in veranda, gli occhi chiusi e un'espressione estatica sul musetto. Il sole caldo di una mattina di primavera, una comoda scrivania su cui allungarsi a piacimento, tra libri e carte, il cinguettio degli uccellini come sfondo musicale...
...l'immagine della felicità!
Dopo una bel bagno di sole, il micio ha il pelo tutto caldo e profumato: io sostengo che profuma di pane caldo appena sfornato, anche se quando lo dico mi trattano da visionaria! E invece è proprio così, profuma talmente di buono che vien voglia di mangiarselo di baci (ed infatti così succede, alla faccia dei veterinari inglesi che consigliano di non stare troppo in contatto con gli animali, puzzoni!)


Fine di una settimana di lavoro massacrante: sono stanchissima, anche perchè mi sono alzata per parecchi giorni prima del solito, lavoro impegnativo ma sono soddisfatta: ora mi aspetta un week end all'insegna del relax!!

Viste le immagini di estasi felina di cui sopra, mi ispirerò alla filosofia gattesca di Koko per rilassarmi e ritemprarmi, in vista di una nuova settimana di impegni (a partire da mercoledì, però).


In questi giorni vedo di sperimentare qualche ricettina, visto che ho un po' di tempo!
Buon week end a tutti, e buona tintarella!

giovedì 1 maggio 2008

Sfogliatine feta e ricotta

Scusate la latitanza, ma in questi giorni sono stata veramente impegnata col lavoro, anche in questi giorni di festa, per cui ho avuto solo il tempo di strisciare fino al computer, dare una breve occhiata e poi morire sul divano.
Anche oggi, infatti, sono tornata dal lavoro praticamente morta, però faccio uno sforzo ed eccomi qui. Oramai questo è diventato un appuntamento irrinunciabile, non so per le altre bloggers, ma una delle prime cose che faccio tornando a casa, dopo essermi spupazzata i mici, è controllare la mia posta e dare un'occhiata al mio blog e a quelle delle mie vicine!

Oggi posto una ricettina facile facile, in cui mi sono esibita al mio compleanno: la ricetta l'ho trovato su un Case&Country dell'anno scorso, dovrebbe essere uno stuzzichino turco, chissà se è così...comunque sono delle sfogliatine a base di feta e ricotta, però non mi risulta che la feta sia turca, bah!

Come antipastino sfizioso sono ottimi, sono facili da preparare e fanno far bella figura, si possono mangiare sia caldi che a temperatura ambiente.

Per 10 sfogliatine:
  • 1 rotolo rettangolare di pasta sfoglia
  • 100 grammi di feta
  • 80 grammi di ricotta
  • 1 uovo piccolo
  • timo, origano
Tagliare la pasta sfoglia prima a metà per il lato lungo, e quindi in cinque striscioline, in tutto fanno dieci.

Preparare la farcia: schiacciare bene la feta, mescolarla alla ricotta, aggiungere le erbe e l'uovo sbattuto, ma non tutto, lasciarne un poco per spennellare la superficie.

Prendere ogni striscia, tirarla un poco in lungo e in largo per stenderla, poi condire con un cucchiaino di farcia. Chiudere accuratamente il quadratino, uninendo bene tutti e tre i lati.

Stendere la carta forno su una placca da pizza, e disporvi tutte le sfogliatine badando bene a tenerle scostate l'una dall'altra.

Spennellare la superficie della sfoglia con l'uovo battuto, quindi infornare in forno già caldo a 180 gradi, ripiano centrale, per circa 20 minuti.
Eventualemente si volesse colorire la superficie superiore, accendere un paio di minuti il grill elettrico.

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