I miei viandanti

sabato 22 marzo 2008

Auguri a tutti

Approfitto di questo post degli auguri di Pasqua, per ringraziare tutti i pellegrini che si sono aggirati per queste lande, e tutti i miei amici bloggers che non avrò il tempo di salutare personalmente, scusatemi, siete tanti e non so se riuscirò a passare da tutti!
Sono in rete solo da ottobre, e già siete transitati più di 10.000 volte, non lo avrei mai creduto, siete fantastici...grazie a tutte le persone che vengono a trovarmi regolarmente, che si interessano, commentano e mi scrivono personalmente; grazie ai miei amici che sopportano i miei entusiasmi e i miei racconti infiniti sul blog(ma quanto posso essere petulante, a volte!), e un grazie particolare a mio marito, che fa da cavia per i miei esperimenti culinari: il menu di casa mia, spesso, viene deciso in base ai post che devo scrivere, e talvolta gli tolgo il piatto da sotto il naso per fotografarlo, se prima o poi chiede il divorzio non potrei dargli torto.

Un abbraccio particolare a tutte le persone che passano sempre di qua anche se mi conoscono benissimo di persona, come la mia amica Pina, sua sorella Amanda, la neo-mamma Marta, la mia adorabile suocera Donatella, mamma, e ancora mio marito, che ogni tanto viene a sapere qualcosa di me dal mio blog, perchè è più facile scrivere di sé stessi che parlarne.
A tutti un saluto miagoloso anche dai miei adorati mici, che stanno diventando i gatti più fotografati del web, a volte li inseguo per casa con la macchina fotografica, solo per farvi capire quanto sono belli e coccolosi. Dal muso di Titti si capisce quanto ne siano contenti..

P.s. L'immagine dei pulcini è presa dal sito di grafica Chez Cannelle

Torta Yogurt e Cocco

Prosegue la mia ricerca di ricette facili da preparare, non troppo pesanti ma gustose: alcune volte riesco a fare delle cose ottime, altre combino delle catastrofi (soprattutto per colpa dei libri di ricette, perchè quelle trovate sui blog riescono quasi sempre).Questa, invece, è una mia elaborazione, ho provato ad unire lo yogurt ed il cocco, basandomi su un'altra ricetta che faccio sempre. Il risultato è una torta morbida, semplice e con un gradevolissimo sapore di cocco, dato anche dalla farina sparsa sulla superficie che crocchia piacevolemente sotto i denti. Mi piace molto il sapore del cocco, soprattutto in questi giorni così grigi mi ricorda l'estate, il mare, le spiagge bianche con le palme...mi pare tutto così lontano, chissà cosa riusciremo a fare quest'estate!

Le ultime estati sono state un po' balorde, è dal viaggio di nozze che non riusciamo a fare un viaggio decente (tranne Parigi, ma lì certo non c'è il mare), avrei una voglia di tornare in Egitto, mannaggia...è che a volte ci si trova a dover scegliere tra spese necessarie e spese voluttuarie, e ultimamente anche fare i lavori a casa è diventato un lusso per cui si rischia la bancarotta, e allora le vacanze sono andate a farsi friggere, vacanze vere, intendo, quelle molto lontano da casa! Va beh, consoliamoci con questo bel dolcetto, anche in vista di una Pasqua uggiosa e umida, decisamente sottotono...
P.s. la foto della torta intera non sono riuscita a farla, è stata mangiata prima...
Stampo da 26 centimetri:

  • 2 vasetti di yogurt al cocco
  • 3 grosse uova
  • 300 grammi di farina
  • 150 grammi di zucchero
  • 100 grammi di farina di cocco più qualche cucchiaio per spolverare la superficie
  • Mezzo bicchiere scarso di olio di semi
  • succo di mezzo limone
  • 1 bustina di lievito
Battere le uova intere con lo zucchero con le fruste elettriche, montandole bene.

Aggiungere l'olio a filo, unire quindi il succo di limone, i due yogurt.

Mescolare la farina al lievito ed unirla, poco alla volta, all'impasto, sempre montando con le fruste elettriche.

In ultimo, unire la farina di cocco, amalgamandola bene al composto.

Versare nello stampo imburrato ed infarinato, spolverare con qualche cucchiaio di farina di cocco, quindi infornare per 40 minuti a 180 gradi.

martedì 18 marzo 2008

Ciambella banane e canditi


Altra ricetta autoinventata, con quello che avevo sottomano, comprese due banane da mangiare assolutamente: il risultato è stato buono, una ciambella piuttosto consistente, tipo plumcake, non troppo dolce e con un buon sapore di banana, almeno per chi piace, ottima per intingere nel caffellatte, forse meno per mangiarla da sola (le foto fanno schifo perchè le ho fatte di sera, col flash).Riporto la ricetta, semplicissima (stampo a ciambella da 24-26 centimetri):
  • 300 grammi farina
    2 uova intere
    150 grammi zucchero
    Mezzo bicchiere di latte
    Mezzo bicchiere di olio di semi
    2 banane schiacciate
    1 scatola canditi
    1 bustina di lievito
Battere le uova intere con lo zucchero, fino a renderle ben gonfie e spumose.
Aggiungere il latte e l’olio, quindi la farina mescolata al lievito.
A parte schiacciare la banana e frullarla col resto, in ultimo aggiungere i canditi.
Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella, in forno per 40 minuti a 180 gradi.

lunedì 17 marzo 2008

Colazione del lunedì: Pancakes ricotta e gocce di cioccolato


Buona settimana a tutti!! Il cielo non entusiasma, e neanche il clima, ma oggi sono ottimista, la primavera non è lontana...
Siccome stamattina (stranamente) alle sette e trenta ero già arzilla, ho deciso di non perder tempo a letto e di concedermi una colazione di lusso, tipo Bed and Breakfast: insomma, di coccolarmi un po', anche perchè oggi per me non è giorno di lavoro, per fortuna, quindi non ho la sindrome del lunedì nero.

So che mi odierete tutti, ma stamattina mi sono concessa dei Pancakes caldi caldi, fatti al momento, su ricetta di Nigthfairy, la deliziosa fatina che fa dei dolci fantastici.

Li avevo già sperimentati, venuti buonissimi di sapore ma non entusiasmanti d'aspetto, allora mi sono adoperata per raffinare la tecnica, perchè è facilissimo farli attaccare, se non si usa la padella giusta. Questa volta ho fatto metà dose, visto che ero sola, e sono venuti tre grossi pancakes, morbidi, caldi e soffici (anche Titti ne ha mangiato un pezzo, ma questo non conta perchè lei è onnivora).
Quelli di Nightfairy, dalla sua foto, sono venuti più gonfi, i miei sembrano proprio dei Pancakes classici, ma evidentemente lei ha una padella migliore, e soprattutto della misura giusta, cioè della misura del pancake! Io ho usato la frittatiera (la padella doppia), perchè l'altra volta nella padellina normale mi si sono incollati, sfasciandosi un pochino, ma il sapore è comunque spettacolare.

Per la ricetta originale la pagina è questa, la riporto solo per la cronaca:
  • 200 grammi di ricotta

  • 2 uova intere

  • 8 cucchiai di farina

  • 3-4 cucchiai di zucchero

  • un cucchiaino e mezzo di lievito

  • 50 grammi di gocce di cioccolato

  • 125 ml di latte

  • un pizzico di sale
Dividere i tuorli dagli albumi, montare questi ultimi con un pizzico di sale a neve.

Battere con la frusta i tuorli con lo zucchero, aggiungere la ricotta, il latte, la farina ed il lievito, in ultimo mescolare la gocce di cioccolato.

Imburrare od oliare leggermente una piccola padella antiaderente (o ancora meglio, la padellina per le crepes), ma deve essere veramente antiaderente, sennò si attaccano subito, far riscaldare la piastra e poi abbassare il fuoco, e quindi versarvi 3/4 di mestolo da minestra di impasto (mezzo è poco, uno intero è troppo).

Far cuocere a fuoco leggerissimo (si bruciano subito), poi delicatamente rivoltare il pancake, questa è l'operazione più complicata: far cuocere anche l'altro lato, poi servire subito.

Freddi sono buoni, ma caldi sono da urlo...un ottimo modo di iniziare la settimana, ve lo assicuro! Chi passa da queste parti, è invitato al Bed and Breakfast da Geillis...

sabato 15 marzo 2008

Il Kugelhupf: cronaca di un disastro

E' un po' di tempo che i dolci normali mi sono venuti a noia, farli intendo, perchè, tranne qualche disastro monumentale, ormai la pratica è acquisita: da quando ho fatto, più volte, il pane, ho cominciato a cercare ricette a impasto lievitato, tipo la Brioche de Rinxent e simili.

Sui miei libri di dolci ho trovato svariate ricette del Kugelhupf, che sarebbe un dolce austriaco a tripla lievitazione, cotto in uno stampo alto, tipo stampo da budino.

Siccome le fotografie erano molto invitanti, mi sono munita di apposito stampo e un pomeriggio mi sono applicata all'impresa. Tra tante, ho scelto una delle tre ricette contenuta nell'Enciclopedia Mille Dolci, Fabbri Editore, ho fatto la più semplice (come ingredienti).



Le tre lievitazioni sono venute una meraviglia, come si può vedere dalle foto, e anche il profumo era buono.
Quando l'ho sformato, sembrava perfetto, solo un po' consistente, ho pensato che fosse un po' meno morbido di quanto avessi immaginato.

Non avendolo mai assaggiato, ero convinta che fosse della consistenza di un pandoro, all'incirca. Quando l'abbiamo mangiato, la scoperta è che il Kugelhupf, o almeno il mio Kugelhupf, assomiglia molto ad un panettone, ma più duro e rinseccolito. Una specie di pandolce all'uvetta, insomma, buono solo da inzuppare nel latte.

La delusione è stata tanta, anche perchè la preparazione è piuttosto impegnativa: ora, non avendolo mai assaggiato, posso solo azzardare l'ipotesi che la mia ricetta fosse una sòla, come si dice dalle mie parti. Alla disperazione, l'ho tagliato a pezzi e ho provato a trasformare il dolce austriaco in una specie di pudding inglese, usando una ricetta che avevo trascritto non so da dove. Il rimedio è stato peggiore del male, perchè il pudding è risultato immangibile, ed è finito nel secchio...

Rimasti senza più dolci per la colazione, sfinita dai vari fallimenti, ho acchiappato le prime cose che avevo in frigorifero (due rotoli di pasta sfoglia scongelata, mezzo barattolo di marmellata di arance da finire e una mela) ed ho confezionato, veloce veloce, queste sfogliatine di varia forma, sulla teglia della pizza e su cartaforno: ho dato una prima spolverata di zucchero a velo, ho infornato per trenta minuti a 180 gradi, nel forno già caldo (ripiano centrale del forno).
Quando si sono freddate, ho cosparso generosamente di zucchero a velo, pronte per la colazione del giorno dopo.

A mali estremi....

giovedì 13 marzo 2008

Corona morbida miele e uvetta


Sempre alla ricerca di ricette semplici, ho trovato questa sull'Enciclopedia dei Dolci di Repubblica, e l'ho usata per mettere alla prova il mio nuovo stampo, a ciambella e con le pareti scanalate.
Veramente l'avevo comprato per fare il Gugelhopf (che proverò prossimamente), ma anche i ciambelloni normali ci vengono benissimo.


Questa è una ciambella non proprio grande, la prossima volta magari aumento le dosi della metà, e vediamo come viene. Comunque è buonissima, morbida e umida a causa del miele e, come sempre, solo latte e olio.


La ricetta originale l'ho leggermente modificata, anzi, diciamo semplificata.


Col mio stampo la torta va rovesciata, ovviamente, ma nella ricetta originale veniva fatta in uno stampo normale, senza rovesciamento.



250 grammi di farina
Un uovo grosso
130 grammi di zucchero
3 cucchiai di miele (non abbondare, perchè risulta già mielosa così)
80 grammi di latte (mezzo bicchiere scarso)
120 grammi olio di semi (mezzo bicchiere abbondante)
1 bustina di lievito
50 grammi di uvetta
30 grammi di arancia candita

Mettere a mollo l’uvetta nell’acqua tiepida per almeno trenta minuti, poi scolarla e strizzarla.

Battere l’uovo intero con lo zucchero, con la frusta elettrica, quindi aggiungere il miele, il latte e l’olio, quindi la farina setacciata col lievito.


In ultimo aggiungere l’uvetta e l’arancia candita.
Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella (da 24 centimetri, il mio è svasato e va bene per tutte le ciambelle) porre nel forno caldo a 180 gradi per 35-40 minuti.


Rovesciare sul piatto e spolverare con zucchero a velo.


martedì 11 marzo 2008

Musica Italiana, nuove scoperte a SanRemo

Posto che io il festival di Sanremo non l'ho visto per scelta consapevole, anzi, sono anni che non lo vedo, poi comunque qualche canzone mi capita di sentirla, qualche giorno dopo.

L'anno scorso ho fatto un'eccezione per Daniele Silvestri, mi sono sorbita un pezzetto di Festival pur di sentire il nuovo pezzo (e ho fatto male, perchè La Paranza era un pezzo carino e furbetto, ma assolutamente non all'altezza del cd Il Latitante che è uscito poco dopo, con delle perle come Mi Persi e Sulle Rive dell'Arrone).
Quest'anno ho direttamente aspettato che i video finissero su Youtube, per ascoltarmi Max Gazzè e Fabrizio Moro.
Allora, Max Gazzè mi è piaciuto, musica gradevole e testo interessante, Moro invece mi ha un po' deluso, mi aspettavo qualcosa di più, quella dell'anno scorso era un'altra cosa.

Sono andata a cercare, incuriosita dal Premio della Critica, Tricarico, di cui le canzoni precedenti non mi erano piaciute affatto.
Ed invece, nonostante il modo di cantare stralunato e invero non proprio intonato, la canzone è molto bella, e alla fine anche la sua voce non ci sta male. Mi ha ricordato in qualche modo Rino Gaetano, e ho letto in giro che non solo a me è venuta questa associazione.

Per chi non l'avesse ancora sentita, ecco la versione Domenica In ( più intonata della versione SanRemo): il video ufficiale si può vedere su You tube e My Space ma non si può linkare, peccato perchè è la versione migliore.




Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L’ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… no non dovrei...

lunedì 10 marzo 2008

E' nato Valerio Massimo

Sabato pomeriggio ho conosciuto, ad appena due ore dal parto, un piccolo, nuovo arrivato: questo post è tutto dedicato a lui, e alla sua provata mamma!

Un abbraccio grande a Marta, ed un augurio a lei e Pierluigi per il lungo viaggio che hanno iniziato!

P.s. la grafica è presa dal sito Chez Cannelle

Ma quando arriva la primavera?

Sabato e domenica a Roma c'è stato un sole meraviglioso, ma non poteva durare...questa mattina mi sono svegliata con un cielo plumbeo, gonfio di pioggia.
La pioggia rende tutto più grigio e triste, e proprio per questo voglio rallegrarmi con queste belle foto che ho fatto nei giorni scorsi, per portare un po' di colore in queste umide e ventose giornate di marzo, in cui la primavera, il caldo e il sole sembrano ancora lontani... Per ora mi consolo con i colori dei ciclamini sui miei davanzali.
Queste belle immagini dei narcisi le ho fatte ieri, nel giardino dei miei genitori.
Approfitto di questo post anche per scrivere due Meme che mi sono arrivati in questi giorni, quello dei Sette Segreti da Dama Verde, e quello di Cat sul suo Post-It.

Mi rendo conto di averli scritti con un umore funereo, per cui sembrerebbero un poco pessimisti, ma sono metereopatica, per cui riflettono il grigiore in cui mi sento avvolta in questi giorni.

Meme dei segreti e Meme di Cat

Dama Verde mi ha invitata a questo nuovo Meme: in realtà non mi pare di avere grandissimi segreti (e comunque, se ne avessi, non li scriverei).

  • Odio alzarmi presto la mattina, ma questo non è un grande segreto, lo sanno tutti quelli che mi conoscono bene. Mio marito, che alle sei è già arzillo come un grillo, si ostina a pretendere da me delle risposte intellegibili prima delle otto di mattina, mentre con gli occhi semichiusi vado ciabattando per casa, maledicendo il mondo e cercando di ricordarmi chi sono e che ci faccio in questo posto...ho provato a spiegargli che è una battaglia persa, ma non si rassegna al fatto che di prima mattina io assomigli più ad un cane rabbioso, anzi, meglio, ad una sottospecie di ameba, piuttosto che ad un essere pensante.

  • Preferisco gli essere quadrupedi ai bipedi, sembra brutto dirlo ma è così. Sono una specie di catastrofe nelle relazioni umane, o almeno, io così mi sento.

  • Sto sempre con la testa tra le nuvole, in un mio mondo fantastico: non so se ci sono altre persone che stanno sempre con la testa tra le nuvole, non l'ho mai chiesto a nessuno...tante volte credo di fare delle facce veramente curiose, ma è che io sto proprio da un'altra parte, mica me ne accorgo...mi succede spesso quando sono al lavoro, devo ammettere, ma forse è un modo di alienarsi per far passare più in fretta il tempo. A qualcuno devo dare l'impressione di essere un po' balenga, mi sa...

  • Tutti ( tranne quelli che mi conoscono bene) dicono che sono buona e gentile, riservata e timida: in realtà mi faccio allegramente gli affari miei, e basta. Sono, insomma, una finta buona. E' vero che non mi piace spettegolare nè farei le scarpe a qualcuno, ma questa mi pare solo coscienza morale, non bontà. Per il resto, voglio solo essere lasciata in pace.

  • Quando detesto qualcuno è raro che glielo dimostri: secondo me, il castigo peggiore è l'indifferenza. Semplicemente (come si dice a Roma) mi rimbalza.


  • Sono una persona che cova il rancore per anni. Non dimentico nulla, ma segno e metto da parte. Tanto, prima o poi, la vendetta arriva.

  • Sono sicura di soffrire di malatie psicosamatiche: ogni tanto la mia mente dice Basta, e il corpo si ammala, chiudo i battenti e non ci sono per nessuno. Non è che fingo, semplicemente mente e corpo sono così strettamente collegati, che quando sta male uno sta male anche l'altro.
mamma che quadretto...scritto così sembro una specie di mostro col cuore di ghiaccio...no, non credo di essere proprio pessima, però impietosa nelle mie autoanalisi sì. Beh, diciamo che questi lati del carattere li tengo molto segreti, ma è ovvio che mi conosce bene sa benissimo che sono così, e mi sopporta da una vita! Evidentemente ho qualche lato positivo che bilancia il tutto...

Meme di Cat


La mia vita ieri: ovviamente i grandi cambiamenti che avvengono intorno ai trent’anni (almeno per me) hanno come diviso la mia vita in due: la prima parte, quella in famiglia, gli studi, l’Università, i viaggi.

La seconda: la mia nuova famiglia, la casa, il lavoro. Alcune cose rimangono, come il flamenco, i gatti, alcuni hobbies (pittura, fotografia), altre cose sono completamente sparite, così come alcune persone.

La mia vita corre attraverso: binari tranquilli, questo è certo.

La mia vita oggi: tranquilla, regolare, alcune volte un po’ troppo. Molte delle insicurezze e delle inquietudini di prima sono sparite, magari ce ne sono altre, ma quando si cresce e si cambia, questo mi pare normale.

Le mie paure: una paura che ho, cogli anni che passano, è di sprecare il mio tempo, di vivere in maniera un po’ inutile, di non sfruttare appieno tutte le possibilità che avrei. Soprattutto, di vedere sparire le persone a cui voglio bene.

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