Archeologia e Arte: e non potrebbe essere altrimenti, visto il mio indirizzo di studi. Adoro leggere i libri di Arte e andarmene a zonzo per la città col naso all'aria, andare in visita ai Musei e alle Mostre d'arte. Giro per la mia splendida Roma come fossi in un paese straniero, stupendomi sempre per la bellezza di ogni suo angolo.
La Fotografia: sempre avuta, fin dal regalo, a sedici anni, della mia prima Reflex, una Chinon (qui nella foto, che però risale a parecchi anni più tardi). Tale gloriosa Chinon venne rubata in Normandia, infatti di quel viaggio ho solo la metà delle foto. Come regalo di laurea mi venne regalata una bellissima Nikon, che ho tutt'ora.
Per perfezionarmi in questo mio hobby ho seguito un corso professionale di un anno, in cui ho cominciato a stampare in bianco e nero. Purtroppo la mia cameraoscura, al momento, giace smontata in cantina, causa mancanza spazio e tempo.Disegnare e dipingere: sicuramente non sono Lucy Willis, spero di migliorare...
Scrivere: a dodici anni cominciai a scrivere il mio primo romanzo (sempre modesta), era una cosa terrificante a base di vampire e non-morti, il che la dice lunga sul mio stato psichico.
A sedici anni cominciai a scrivere racconti gotici ispirandomi nel cimitero del paese (d'estate in vacanza), anche lì devo aver avuto qualche problemino, fortunatamente senza conseguenze.
Qualche anno fa decisi di partecipare con un romanzo giallo al Concorso Giallo Mondadori, la mia poderosa opera si intitolava Archeologia di un delitto, in palio c'era la pubblicazione del romanzo. Inutile dire che non ho vinto e non ne ho saputo più nulla. Ho cominciato il secondo e poi mi sono incartata in una trama troppo complessa. E' ancora lì, che ammuffisce nel computer, un empasse senza speranza.
Per fortuna hanno inventato i blog: sicuramente combino meno danni!
Dovrei coinvolgere sei persone, mi limito alla mia amica Calimera, sperando che abbia un po' di tempo, e a chiunque voglia raccogliere questo Meme!
Amos Oz, Una storia di Amore e Tenebra, Feltrinelli 


L’Art Nouveau a Parigi:I sobborghi di Auteuil,Passy e Chaillot, prima parte.
La passeggiata che vi propongo oggi è un circuito un po’ fuori dai normali giri turistici, io l’ho percorso a causa della mia passione per l’architettura Art Nouveau la quarta volta che sono andata a Parigi: di solito il XVI Arrondissement, al confine col Bois de Boulogne, viene bellamente ignorato, ed a torto: benché non ci siano monumenti famosi, l’arrondissement è un quartiere residenziale con un’architettura primo Novecento molto elegante, nonché la sede di alcuni dei più importanti edifici del famoso architetto Hector Guimard.
Con la Metro 10 si scende alla fermata Porte d’Auteuil (siamo praticamente ad una delle porte della città), e qui avete due possibilità: tuffarvi subito nella lunga e piacevole Rue d’Auteuil, che conduce verso la città, oppure fare una piccola deviazione verso le splendide Serre ottocentesche, cosa che vi consiglio vivamente.
All’uscita della Metro dirigersi verso l’area verde, che altro non è che l’inizio dello sterminato Bois de Boulogne: ovviamente per percorrerne una buona parte occorrerebbe tutta la giornata, per cui, se non avete tempo, accontentatevi di seguire le cancellate sulla sinistra della strada, ed arrivare alle serre.
Di prima mattina, con l’incanto della primavera, il giardino alla francese è splendido.
Dopo aver ammirato abbondantemente il panorama, dirigetevi verso le grandi costruzioni di metallo e vetro, che risalgono alla fine dell’Ottocento, ed ora riforniscono il Comune della città.
Importante sapere che, almeno quando sono andata io, l’entrata era una porticina sul retro, in quasi tutte le serre, compresa quella centrale, quella tropicale. 

Nella serra tropicale l’atmosfera è talmente umida da appannare la macchina fotografica.
In questa serra, chi conosce il regista Eric Rohmer, avrà sicuramente riconosciuto una delle locations del film Incontri a Parigi.

Alla ricetta di Polinnia, che a sua volta aveva rielaborato quella del Campo delle Lucciole, ho sostituito il prosciutto (la cena era vegetariana) con il groviera a tocchetti, ma penso si potrebbe fare anche con i funghi sotto'olio, magari la prossima volta lo provo così.
Polinnia l'ha cotto in una teglia rettangolare, io ho provato col classico stampo da plumcake ed è cresciuto benissimo. Riporto la ricetta:
Il tiramisu, di insolita forma tonda (la teglia rettangolare a bordi alti non ce l'ho), è riuscito perfetto, sodo e delicato, gli ospiti hanno gradito moltissimo. Il dolce è per otto persone. 
Eccomi alla fine dei miei primi quaranta anni e, si spera, all'inizio dei miei secondi...:-)
Alla fine sono sopravvissuta a due giorni di festeggiamenti sfrenati, con ben due torte, di cui un Millefoglie comprato
e un Tiramisu fatto da me. Per la prima volta, ho fatto un Tiramisu degno di nota, usando la ricetta del blog Essenza indivisibile. Ho capito che il busillis erano le chiare d'uovo, che di solito non montavo a neve. Prima o poi posterò tutte le ricette.
Ho festeggiato con una cena a casa mia (questa una parte del menu), tutta vegetariana, per la gioia della mia amica Pina
e con un pranzo a casa dei miei genitori, ho ricevuto molti regali e mi posso ritenere più che soddisfatta. Tutti gli invitati sono stati omaggiati di yogurt autoprodotto (credevo che, causa superlavoro, la yogurtiera si svampasse).