I miei viandanti

sabato 16 gennaio 2010

L'Età dell'Impero a Palazzo Massimo




Ed eccoci giunti al Primo Piano di Palazzo Massimo, dove sono esposte statue di età imperiale, fino al periodo tardo. Saliamo per le imponenti scalinate di marmo adornate da ringhiere in ferro battuto e lampioni: ed ecco aprirsi una serie di stanze ampie, dai colori chiari, un po' freddi, atmosfere rarefatte e lineari che contrastano con la morbidezza dei marmi lucidi.








Bella e vigorosa la statua di Antonino Pio proveniente da Terracina, metà del I secolo d.C., , poi nell'ampio Salone spicca la dolce Fanciulla di Anzio, una figura femminile ritrovata nel 1878 nella Villa Imperiale di Nerone, forse un originale greco del III secolo a.C., oppure una copia romana di età neroniana.














Ed ora, nella sala del Discobolo, ecco l’Apollo tiberino, il raffigurato come uno splendido giovane dalla postura baldanzosa: si tratta di una copia romana di epoca antoniniana da un’originale greco del V secolo a.C. (forse della scuola di Fidia), rinvenuta a fine Ottocento durante i lavori per la costruzione del pilone di Ponte Garibaldi.

Venere prima del Bagno, copia di un originale del III secolo a.C. dello scultore Doidalsas, di cui pure si conoscono numerose versioni, tra cui una nella stanza successiva, acefala: questa proviene da Tivoli. Il bellissimo Discobolo Lancellotti, giovane atletico colto nell’atto del lancio, coi muscoli tesi e il viso concentrato, è una copia romana dell’originale di Mirone del 455 a.c., di cui possediamo numerosissime riproduzioni: questa è stata trovata sull’Esquilino, e originariamente faceva parte della collezione Massimo-Lancellotti.

La Stanza dell’Emafrodito Dormiente: la prima fanciulla che ci accoglie è questa Thetis un con piccolo tritone, in posa sbarazzina col gomito appoggiato sul ginocchio: si tratta di una copia romana di originale greco del II secolo a.C. , forse parte di un gruppo più grande, attribuibile al famoso scultore Skopas, ritrovata nella zona della Stazione Termini sempre alla fine dell’Ottocento.











Proprio ai suoi piedi si stende, sinuoso e morbido, lo splendido Ermafrodito, divinità dai caratteri maschili e femminili insieme, l'unione perfetta tra Hermes e Afrodite: si tratta di una riproduzione del I-II secolo d.C. di un originale ellenistico scolpito da Policle, che conobbe una grande fortuna nell'antichità, e di cui esistono varie copie di epoca romana.


La più famosa è la copia del Louvre, un tempo appartenente ai Borghese, che venne rinvenuta a Roma agli inizi del Seicento, in via XX settembre, e fu restaurata nientemeno che dal Bernini, in quale aggiunse un piede mancante e lo splendido materasso imbottito e il cuscino su cui ancora riposa: fu portata a Parigi da Napoleone (che era cognato di un Borghese, essendo la sorella Paolina sposata con Camillo), mentre quella tuttora presente presente al Museo Borghese è un'altra copia romana del II secolo d.C. , forse proveniente dalla stessa zona di Roma e forse presente nella Villa già dal Settecento: in questa versione la figura morbida è mollemente allungata su un letto dalle lenzuola disfatte, di fattura primo ottocentesca .

Quella della Collezione di Palazzo Massimo, la riproduzione forse meno famosa, è più semplicemente adagiata, avvoltolata nel lenzuolo, su una base di marmo nero, ma non perde nulla del suo fascino ambiguo e della sua levigata bellezza.












Un Dioniso bronzeo , copia di epoca adrianea, fa da sfondo ad un’altra Venere accovacciata, simile a quella della stanza accanto, ma acefala.
Nella stessa sala lo splendido Apollo di Castel Porziano, una copia di età adrianea di un originale greco del IV secolo a.C., statua soave che raffigura il dio nelle vesti, diciamo, di un giovanetto aggraziato e dalla bellezza delicata, un po' sul modello dell'Antinoo, il giovane bellissimo tanto amato da Adriano e affogato nel Nilo.

Uno splendido esemplare di Sarcofago, non inferiore per bellezza e tecnica virtuosistica a quello di Palazzo Altemps: è il cosiddetto Sarcofago di Portonaccio, della seconda metà del II secolo d.C. Secondo gli studiosi vi fu sepolto ad un generale romano, ed è decorato con altorilievi raffiguranti battaglie tra Romani e Barbari, probabilmente Germani e Marcomanni.








Al Secondo piano del Museo si trovano invece gli splendidi affreschi della Villa di Livia a Prima porta, e della Villa alla Farnesina: purtroppo la luce bassa non mi ha permesso di fotografare quasi nulla, tranne questo bel mosaico pavimentale con Gatto che assale un Gallinaceo e Due Anatre, distaccato nel 1939 da una villa romana rinvenuta nella tenuta della Cecchignola, risalente al II-I secolo a.C.

Come avrete avuto modo di vedere in queste immagini, vale certo la pena visitare questo Museo, non tanto per la bellezza degli ambienti, che risultano piuttosto spogli, ma sicuramente per la bellezza degli oggetti e per la particolarità dell'atmosfera.

Per chi volesse approfondire:
Wikimedia
Wikipedia
Il discobolo su Wikipedia
Sarcofago di Portonaccio su Wikipedia
Beni Culturali
Imago Romae
Pierreci
Roma 2000
Rome Guide
Itinerari Romani
Il tempio di Minerva
Specchio Romano
Galleria Borghese

9 commenti:

  1. La venere di Doidalsas, una meraviglia! e' un grande museo, ci passerei ore ...

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  2. che bel post!! i miei complimenti!! quando vedo delle foto così belle mi fanno sognare!!
    a presto
    katty

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  3. E' davvero un post molto bello: ho appena scoperto che esisti e già mi sono persa le foto e le tue passioni. Davvero brava. A presto.
    Anna Maria

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  4. Grazie AnnaMaria, fa piacere essere una scoperta
    :-))

    @ Katty: mi piace trasmettere la mia passione agli altri, attraverso la fotografia e il racconto, e sono contenta di esserci riuscita

    @ Mario: vero, che è bella? E l'Ermafrodito? Purtroppo la poca luce non mi ha permesso di fotografarlo al meglio, peccato

    @ Occhi: infatti, una scoperta tardiva ma affascinante anche per me

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  5. hai fatto delle foto splendide ( come al solito ) mi piace vedere le statue anche da angolazioni inconsuete, quando sono stata al Louvre, la prima cosa che ho fatto è stata fotografare il retro di AMORE E PSICHE di Canova, in nessun libro di storia dell'arte viene fatto vedere...

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  6. Fantastico questo post! Per un attimo ho avuto la sensazione di essere lì anch'io!!!UN ABBRACCIO e buona domenica

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  7. @ Marianna: chissà,prima o poi...

    @ Calendula: ho scoperto che le statue sono davvero fotogeniche, soprattutto in condizioni di luce così particolari!

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  8. grazie pe rquesto ulteriore approffondiento...il tono bianco delel foto è davvero piacevole ...rende tutto così tranquillo! un bacione

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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