I miei viandanti

sabato 10 ottobre 2009

Di Poesia, dolcezze ed altri argomenti

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Carissimi

finalmente ho finito di passare i pomeriggi sulle sudate carte. La visita guidata al Keast-Shelley Museum c'è stata, e posso tornare alla vita di tutti i giorni, un po' noiosa ma sicuramente meno impegnativa.




Devo dire che io sono un po' maniacale, per preparami alla spiegazione dell'appartamento in cui morì il poeta inglese John Keats, e che ora è sede di una Fondazione intitolata anche a Percy Shelley e a Lord Byron, ho studiato accuratamente per almeno tre settimane, andando a scartabellare vecchi libri, leggendo biografie in inglese e comparando le fonti.
Per fortuna ero in ferie, ed ho potuto dedicare molto tempo alla preparazione, addirittura troppo approfondita, per le due ore che poi sono andata a raccontare. Avrei potuto continuare per altre due, tranquillamente, solo che mi sarei persa le persone per strada, per cui ho dovuto stringere prima che il mio pubblico scappasse da tutte le parti.

Andai a vedere, per la prima volta, questo minuscolo ma commovente museo addirittura ai tempi del liceo, assieme alla mia classe capitanata dall'insegnante di inglese (che a quest'ora sarà bella e defunta, visto che a noi ci sembrava già una mummia 25 anni fa), la mitica Postacchini.
Curiosamente, ci sono tornata con una delle mie compagne di classe che erano con me all'epoca, che è appunto fondatrice dell'Associazione Culturale per cui ho fatto la visita...come è strana la vita, no?


Chi lo avrebbe detto a noi, adolescenti neanche troppo portate per lo studio, che un giorno saremmo tornate qui a spiegare noi questo luogo e le persone che vi hanno vissuto?
Invece fu proprio qui, tra queste sale, che scoprii la bellezza dei versi dei poeti romantici inglesi...rimasi affascinata (non solo io, anche la mia amica) soprattutto da Byron, di cui c'erano dei bei ritratti, tanto che ci comprammo le cartoline, su cui poi sospirammo languidamente - in fondo, cosa c'è di più romantico che sospirare su un ritratto di un giovane poeta morto centocinquant'anni prima?
Poco dopo mi comprai un bel volumetto sulla poesia romantica inglese, di cui appuntai parecchie poesie sul diario di scuola (eh lo so, noi del Classico siamo sempre stati un po' snob: va beh le canzoni di Vasco,va bene Baglioni, ma qua e là spuntavano versi in latino di Catullo, versi in greco di Saffo e Archiloco, versi in francese di Prévert...e mica cavoli!!).

Andavamo a spulciare le raccolte di poesia e le antologie di scuola per scegliere i versi più romantici, era comunque un modo per farsi un po' di cultura: un po' stile Bacio Perugina, ma sicuramente meglio delle nuove generazioniche non sanno neanche chi è Byron.

Questo volumetto ce l'ho ancora, con sottolineature e con le pagine un po' gualcite, la copertina slabbrata per le frequenti letture...sono andata a rileggermi un po' di questi autori, e mi sono sembrati ancora più belli e più commoventi, ora che ne conosco meglio la storia, le tragedie, gli amori e la morte precoce...pensare che Keats morì a 25 anni, Shelley a 29 e Byron a 36 -io che ne ho qualcuno più di loro- dà l'idea di quanto geniali fossero questi giovani che, in pochissimi anni, riuscirono non solo a scrivere tra le più grandi poesie della storia della letteratura, ma anche a vivere delle vita talmente romanzesche, che alla gente comune basterebbe un decimo...

Tra l'altro, ho fatto pure parecchie fotografie, per cui preparatevi che prima o poi, appena riordino le idee, vi faccio fare un tuffo nel Romanticismo di Primo Ottocento.

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Ora, siccome non si vive di sola poesia, eccovi un altro dolcetto, non proprio romantico ma vi assicuro buonissimo...
Questo periodo sto saccheggiando i blog altrui, vedo delle cose talmente tanto invitanti che, invece di continuare a sperimentare ricette prese dai libri, preferisco fidarmi delle mie amiche Blogger.

Questa ricetta è di Marianna, del blog Menta e Liquirizia (non è la prima che le copio):
un ciambellone bicolore, bello da vedere e buono da mangiare!
E' anche di dimensioni abbastanza consistenti, per cui va benissimo una teglia a ciambella da 26 centimetri di diametro, viene bello grosso e bello alto.

La ricetta la trovate qui, io ho aggiunto solo due cucchiai di Strega e un cucchiaio di Caffè solubile assieme al Cacao.

350 grammi farina
170 grammi zucchero
125 grammi latte (1 bicchiere)
mezzo bicchiere di olio
3 uova
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
2 cucchiai di strega
1 bustina di lievito

Qualche cucchiaio di cacao amaro e poco caffè solubile
zucchero semolato per spolverare.

10 commenti:

  1. Il ciambellone è buonissimo... ma quanto mi piace leggere i tuoi racconti! La visita guidata sarà stata una bellissima esperinza, e che invidia per quei visitatori che avevano la fortuna di avere a disposizione una persona così preparata!
    Anche i miei diari erano piani di citazioni in latino, poesie etc, io facevo lo Scientifico, ma certo le formule di fisica non avrebbero potuto ispirare il mio romanticismo...
    Comunque altri tempi, oggi gli adolescenti sono un po' diversi...

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  2. ma perchè non ci organizzi qualche bella visita guidata??
    Secondo me avresti un folto pubblico...(pagante, ovviamente)!

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  3. bello e buono questo ciambellone!

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  4. Non ho letto il ciambellone, per non deprimermi, ma sono molto interessato alla poesia romantica inglese, che colpevolmente non conosco. Mi interessa proprio per il parallelismo con la pittura romantica inglese . Parallelismi anche di vite spezzate, Bonington ad esempio morì a 23 anni, Girtin a 29. Pittori certo molto meno famosi dei Poeti come Byron, ma le loro opere sono di una struggente bellezza. Mi dai qualche indicazione bibliografica?

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  5. Io ad una visita guidata con te per guida verrei sicuramente senza nemmeno pensarci due volte!!!!
    Ottima idea unire il caffè al cacao...questa te la copio io!!!
    Un abbraccio e buona domenica!

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  6. Come spesso succede sono arrivato qui per caso, gironzolando allegramente da un blog all'altro.
    Mi piace molto trovare situazioni come queste, dove partendo da un argomento di base come può essere quello del cibo e della cucina, si parla di tante altre cose, di persone, di luoghi, ti scuola e lavoro, di poeti del romanticismo inglese. E' un modo indiretto ma è sempre un modo per condividere cultura raccontandosi.
    E' vero come dici tu che, guardandoci indietro ci stupiamo di come le nostre vite abbiano preso strade che non avevamo considerato, credo che nella vita dovremmo essere sempre aperti perché quando i tempi sono maturi i germogli si sviluppano. Ciao.
    http://lacaloriasolitaria.blogspot.com/

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  7. Che bello, aspetto con trepidazione il tuffo nel romanticismo di primo Ottocento!
    Sai, anch'io ho fatto il classico, adoravo Saffo e Catullo... e leggevo quelle poesie come solo un'adolescente può leggerle, che nostalgia!

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  8. Ciao! Bè dev'essere state sicuramente una soddisfazione ritornanrci ed essere tu la guida no?!
    Una specie di traguardo forse?
    davveto buono e delicato questo cake! Una fettina per questa sera sarebbe l'ideale.
    bacioni

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  9. l'adolescenza periodo romantico e tormentato, è lì che si scopre la poesia..... ed è poesia anche il tuo ciambellone , forse un po' più..terrena , meno spirituale....
    ciao Reby

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  10. Che buono il tuo ciambellone!!! baci baci e buon inizio settimana :-)))

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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