I miei viandanti

lunedì 22 settembre 2008

Il Cimitero Inglese, seconda parte

Se ancora non vi ho convinto a visitare il Cimitero, seguitemi nella seconda parte del giro. Eravamo rimasti alla parte più antica, quella sotto la Piramide Cestia.

Lasciamo però che siano le parole evocatrici di un bel romanzo, sceneggiatura del famosissimo sceneggiato del 1971 Il segno del Comando, a guidarci in questa parte del cimitero: vi è ambientata una scena molto suggestiva in cui il professor Edward Forster, studioso di Byron (e come si poteva trovare un posto migliore, per uno studioso della poesia romantica inglese?), è alla ricerca del diario del poeta, rubatogli poco prima. Una misteriosa telefonata lo avverte che la sua borsa è qui, al Cimitero degli Inglesi.
Dapprima crede di vedere Lucia, la donna misteriosa di cui si è innamorato e che pare provenire da un altro tempo.
Poi, nei pressi di una tomba, scorge un uomo in abiti ottocenteschi.

"Al centro di un grande tappeto erboso, nei pressi di un fossato dove meglio si poteva vedere la base della piramide cestia, Edward notò allora un uomo in piedi vicino ad una pietra tombale.
Uno spettro. Così pareva, forse per un effetto di controluce dovuto ai raggi del sole che filtravano fra un gruppo di pini.
(...) Lo sconosciuto guardò in direzione di Edward e si allontano verso un archetto che apriva alla parte moderna del cimitero (è questo, nd.r.)



Edward oltrepassò l'archetto e osservò la parte più recente del cimitero. C'era un lungo viale alberato: un viale deserto, fatta eccezione per una ragazza che lentamente si stava allontanando.

(...) Con un sospiro (Powell) seguì Edward, che si era avviato verso la tomba presso la quale gli era apparso il misterioso uomo- o spettro- in costume.

Raggiunsero la tomba, 'un'erma di tre gradini sormontata da una figura di donna: una scultura che, in atteggiamento di disperato abbandono, rappresentava enfaticamente il dolore.

- dalla descrizione della tomba, si potrebbe pensare che potrebbe essere questa


oppure il famosissimo Angelo del Dolore, vedi foto sotto, di cui parlerò al prossimo post: però lo scrittore la colloca nella parte antica del cimitero, vicino alla Piramide. Nessuna delle tombe corrisponde alla descrizione, probabilmente si tratta di un'invenzione letteraria.


Sulla pietra spiccava un'iscrizione: "MARCO TAGLIAFERRI PITTORE". Sotto, le date della nascita e della morte.

Edward lesse a voce alta: "Nato il 31 marzo 1834". Impallidì e guardò Powell. "Io sono nato lo stesso giorno, cento anni dopo."
Powell rise. "Attento, Forster, a non morire anche lo stesso giorno, cento anni dopo, naturalmente. Manca meno di una settimana al 31 marzo."
"Morto il 31 marzo 1871", lesse lugubramente Edward.

(Giuseppe D'Agata, Newton Compton editore, 1994)

E' con questo e altri episodi sovrannaturali che il professor Forster si convince di essere la reincarnazione di Ilario Brandani, orafo e negromante (nato il 31 marzo 1734 e morto il 31 marzo 1771), e appunto del pittore Marco Tagliaferri: condannato allo stesso destino di morte precoce, se non riesce a trovare l'oggetto maledetto, Il Segno del Comando, ed interrompere la catena di reincarnazioni che si sono susseguite per tre secoli.
Ma lasciamo l'illustre studioso ai suoi fantasmi e alla setta occultistica che lo perseguita, e continuamo il giro per la parte vecchia del cimitero: questo giovanotto mollemente sdraiato è Sir Devereux Plantagenet Cockburn, morto a Roma nel 1850, "amato da tutti quelli che lo conobbero".


Notate come il marmo prenda una colorazione calda con la luce del meriggio, e si mostri candido e scintillante con il sole forte della mattina (foto sotto)



Il giovane Devereux riposa per sempre sotto lo sguardo affettuoso del suo piccolo cane.


Come si può notare, questa parte del cimitero è decisamente diversa da quella antica.


Ci sono tombe di tutti i tipi, compresa una in caratteri orientali.


Il bianco abbagliante dei marmi si staglia contro il cielo turchino: questo angelo è affranto attorno alla croce della morte



Felci e fitta verzura fanno ombra ai viandanti stanchi.

Il giardino è un tripudio di fiori: cespugli di rose, cascate di oleandri, siepi rigogliose di plumbago si allargano tra le tombe.


Una statua di terracotta delle tre sorelle(dal dramma di Checov) adorna questa tomba.




Sarcofagi di gusto romaneggiante, rilievi e sculture di gusto evocativo


Medaglioni in stile neoclassico, con acconciature primo Ottocento



I rilievi romani erano di gran moda, all'inizio dell'Ottocento: questo giovinetto col mantello è assorto da secoli nella lettura di un rotolo, col suo fedele cane sotto la sedia.


Le tombe recenti sono invece modernissime e fantasiose: questo cubo appartiene all'architetto Giuseppe Perugini


Stiamo salendo verso l'Angelo del Dolore e verso la vicina tomba di Shelley: sullo sfondo si staglia l'imponente sagoma candida della Piramide.



Il giardino è, a tratti, incolto, disordinato: questa folta siepe di plumbago ha preso il sopravvento sulle antiche tombe.


Siamo pronti per rendere omaggio al genio del poeta.

8 commenti:

  1. aspetto di arrivare da Shelley....quest aparte del cimitero mi piace ancora di più...un abbraccio
    p.s. si la farian del mulino è davvero speciale!!! mi spiace che non puoi provarla! vuoi che al prossimo acquisto te la spedisco?

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  2. ho messo una torta scopiazzata da te...la sto offrendo a tutta la rete! ;)

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  3. @ Lo: ho visto la torta, ti è riuscita benissimo

    La parte di Shelley è molto bella, la posterò domani

    Per quanto riguarda la farina, sto cercando qualcosa da queste parti, poi ti faccio sapere, comunque grazie per il pensiero, sei un tesoro

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  4. bisogna cercare senza rinunciare mai...io ci ho messo un sacco...e il mulino non è vicinissimo a casa...ma faccio la scorta e vado una volta al mese....;) un baciotto

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  5. bellissimo questo racconto!
    ho preso tempo a rileggermelo tutto, prima e seconda parte, e ne sono affascinata!
    Sarà sicuramente una delle prossime mete "romane" che io e GG faremo, e sarà bellissimo, lo so, ma leggerti... leggerti è come leggere un racconto lieve e delicato, guardare tra le pieghe delle tue emozioni e raccogliere i tuoi pensieri.
    E se permetti.... questo arricchisce di molto il già pur bel sito!
    Sei fantastica!
    nasinasi... in attesa delle prossime puntate!

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  6. Cara micia, questo posto è meraviglioso, e spero proprio di essere riuscita a trasmettervi il suo incanto!

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  7. Non so come esprimerti, cara Geillis, il piacere di queste "visite guidate". E' raro vedere luoghi cosi' evocativi, e cosi' ben rappresentati.Non capisco perche' non sfrutti questa tua autentica risorsa per proporti come guida altamente professionale. Una visita a Roma con il tuo accompagnamento sarebbe una grande esperienza.

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    1. ho fatto la guida qualche volta, ma lavoravo in altro campo e non ho mai fatto l'esame per l'abilitazione professionale ma adesso, chissà...

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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