I miei viandanti

sabato 15 dicembre 2007

Ex Libris




Essendo un’appassionata bibliofila, sono solita firmare i miei libri e disegnarci a mano un simbolo, di solito un angioletto di spalle seduto su una L, una specie di ex libris autografo, insomma. Recentemente  ho cominciato ad approfondire l’argomento, sia sui libri che in rete.


Per ex libris si intende una immagine stampata (o applicata) sul risguardo anteriore del libro, una specie di timbro di proprietà, con un’immagine e il nome del proprietario: gli ex libris  hanno un’origine molto antica, i primi iniziarono ad essere stampati verso la fine del 1400.
La matrice degli ex libris poteva essere una xilografia, una litografia, oppure una calcografia su rame, che poi veniva stampigliata con l’inchiostro sul libro. Queste matrici venivano commissionate a degli incisori, che in alcuni casi erano dei veri e proprio artisti.


Il periodo d’oro degli ex libris fu l’Art Nouveau, dove la fantasia degli artisti non conobbe limiti. I più famosi furono Alphonse  Mucha, il celebre decoratore, e Alexandre de Riquer, catalano, che fu un raffinato e poliedrico artista, la cui opera spaziò dalla pittura alla decorazione.



Anche al giorno d’oggi si possono ordinare ex libris personalizzati (vedi per esempio il sito Q.Conti , da cui proviene il gatto qui sotto), ma, in alternativa, si possono, più comodamente, stampare a casa.


I puristi inorridiranno, ne sono sicura: certo, una stampante a getto d’inchiostro non è proprio la stessa cosa che una calcografia in rame incisa a mano…in ogni caso, secondo alcune fonti ben informate, dovrebbero essere stampati su carta pregiata

Io, per realizzare i miei ho usato uno scanner(avevo un libro bellissimo sulla grafica Art Nouveau) e un programma di fotoritocco (Photoshop, Fireworks oppure Office Picture Manager); in Word ho creato una tabella a nove caselle (3 per 3), e ho inserito le immagini così modificate, col mio nome e l’anno, adattando le dimensione di ciascuna immagine a quelle di un biglietto da visita, più o meno, e poi ho stampato. Per ora ho fatto delle prove su comune carta da fotocopia, ma forse non vale…)

venerdì 14 dicembre 2007

Biscotti ai Corn Flakes


Ed ecco la terza ricetta natalizia della mamma di Pina:
1 etto e mezzo di burro
3 uova intere
200 grammi zucchero
300 grammi farina
250 grammi uvetta
30 grammi pinoli (facoltativi)
1 bustina di lievito
Corn Flakes a raccogliere

Mettere il burro ad ammorbidire su una pentola di acqua che bolle, quindi mescolarlo con una forchetta alle uova intere, lo zucchero, la farina, l'uvetta e il lievito, fino a raggiungere un impasto di questo tipo.

Spargere i cornflakes su un piatto, e formare delle palline con l'impasto, aiutandosi con un cucchiaino. Rotolare le palline nei corn flakes, fino a coprirle bene, e disporle distanziate su una placca coperta da carta forno.
Mettere nel forno già caldo a 160 gradi, nel ripiano centrale, per circa 20 minuti.

Togliere dal forno e far raffreddare. Si conservano per alcuni giorni, e sono golosissimi...

martedì 11 dicembre 2007

Dolcetti Natalizi


Ho appena tagliato il traguardo della Millesima visita nel mio Blog!Per una neofita è veramente una bella soddisfazione, non me l'aspettavo...

Ed eccomi pronta per la ricetta Natalizia di Francesca V, Aspettando Natale!




Innanzi tutto un grazie spettacolare alla mamma della mia amica Pina: mi sono trasferita armi e bagagli un'intera giornata a casa sua, per carpire i segreti di questi dolci tipici della sua famiglia, e sono tornata a casa col prezioso bottino che vedete nella fotografia sopra...però non credo arriveranno fino aNatale. Le dosi sono da battaglione, ma è tradizione farle in quantità abbondanti, per regalarli ad amici e parenti.

Le ricette sono tre: Nociate, Fetticciole e Biscotti al CornFlakes: con le prime due partecipo all'Evento, la terza la posterò nei prossimi giorni.
La prima ricetta è quella delle Nociate (un vassoio strapieno):

1 kg di noci frullate (in polvere)
7 uova intere
7 etti di zucchero
1 etto (circa) di farina
Precisazione: per un errore di trascrizione, avevo messo una bustina di lievito tra gli ingredienti, che invece non ci va!

Accendere il forno e lasciarlo scaldare a circa 160 gradi (non di più, sennò i biscotti si bruciano sotto): rivestire con carta da forno la placca, od una grossa teglia; i biscotti vanno cotti nel ripiano centrale, come le crostate.

Mescolare con la forchetta le uova intere alle noci frullate, aggiungendo piano piano lo zucchero, e la farina (aggiungendone poca dipiù se vi sembra troppo mollo il composto)

Il composto che ne risulta è quello della foto sopra, piuttosto morbido e umido.
Con l'aiuto di due cucchiaini, formare delle palline, anche irregolari, e sistemarle distanziate sulla placca (ricresceranno all'incirca del doppio del volume), ed infornarle per 20 minuti (controllare sempre il punto di cottura, non si sa mai).

Eccole!

Seconda ricetta, le Fetticciole, per sei grosse forme (se volete delle dose normali, dimezzate oppure dividete in 4):
2 kg di farina più altra a raccogliere
2 etti e mezzo di pinoli
2 etti e mezzo di nocciole
2 etti e mezzo di mandorle
2 etti e mezzo di noci a pezzi
6 quadrotti (tipo Cioccoblocco) di cioccolato fatto a scaglie
500 grammi di miele
3 etti di zucchero
200 grammi di uvetta
2 bicchieri di vino bianco
liquore
2 bustine di lievito Pane Angeli o simile
un pizzico di pepe
Mettere a bagno l'uvetta con dell'acqua a coprire un un cucchiaio di liquore.
Sulla spianatoia fare una fontana con la farina, e aggiungere la frutta secca e il cioccolato a scaglie, formando un buco al centro.

Aggiungere l'uvetta con tutto il liquido, versare il miele e cominciare ad impastare, poi cominciare ad aggiungerelo zucchero, il vino, il lievito e un pizzico di pepe. Le dosi sono piuttosto indicative, perchè impastando si potrebbe rendere necessario aggiungere altro vino bianco oppure altra farina.


Questa è la mamma di Pina che impasta energicamente...dividere l'impasto per formare sei grosse forme, aggiungendo liquido o farina secondo la necessità, fino a formare questi...
Mettere a sciogliere qualche cucchiaio di acqua e 2 cucchiai di zucchero per velare la superficie, poi disporre le forme tre alla volta sulla placca del forno rivestita di carta forno, e mettere a cuocere a 160 gradi per circa 30 minuti nel ripiano centrale.



Togliere delicatamente dal forno, rimettere sulla spianatoia e far freddare. Una volta fredde le forme, tagliarle a fette spesse un centimetro (vedi sopra), e rimettere nella stessa placca in verticale (come per ricomporre la forma) un'altra volta in forno a 160 gradi per altri 15-20 minuti.


La cucina della Mamma di Pina sembrava un laboratorio di pasticceria, come potete vedere...

Risotto al Telefono




Ed ecco il piatto con cui partecipo al Pranzo aziendale di  Cuoca per caso (domani spero di fare quello per Aspettando Natale): è un risottino un po' calorico ma delicato di sapore, si chiama al Telefono perchè negli ingredienti c'è la mozzarella che deve filare, come nei Supplì.

Lo mangiai tantissimo tempo fa, cucinato da una mia collega di Università a casa sua, uno di quei pranzetti tra amiche di corso, tra un libro e l'altro,  in cui ci si arrangiava a cucinare, e siccome io ero abbastanza imbranata, questa ricetta mi sembrò davvero una delizia, mi feci dare le dosi e lo replicai con molta soddisfazione: ora me le ricordo con molto affetto, quelle giornate passate insieme a studiare (il corso era Egittologia, se non sbaglio), anche se con quelle ragazze ci siamo perse di vista da più di vent'anni, e magari non sempre con serenità.

Un'altra sera, vedendo la partita della Nazionale, credo l'ultima partita che abbia visto in vita mia, quella tra noi che sapeva cucinare meglio improvvisò per tutta la truppa  un piatto enorme di spaghetti conditi col tonno, un'altra cosa mi sembrò davvero gustosa, e anche qui mi ritrovai piuttosto invidiosa perché io sapevo solo pasticciare qualche dolcetto, e non sempre riuscito, figuriamoci cucinare per dieci persone. Credo che sia stata proprio questo il periodo, quello dell'università, in cui ho avuto di conoscere tante persone, anche più grandi, con più esperienza o magari semplicemente con più iniziativa, che ho imparato a pasticciare in cucina!


Ingredienti (per persona)
80-100 grammi di riso per risotti
un uovo piccolo (o un uovo grande per due persone)
latte, qualche cucchiaio
parmigiano a piacere
Cipolla
Olio e.v.o.
Almeno 80 grammi di mozzarella a testa, di più è meglio
Dado vegetale ( per fare il brodo)

 Fate una pentola di brodo vegetale (con le verdure, con il granulato o col dado), e tenete al caldo.

 In un tegame fate imbiondire della cipolla tagliata piccola in qualche cucchiaio di olio, poi buttatevi il riso e fate rosolare un paio di minuti, quindi cominciate ad aggiungere il brodo caldo, un mestolo alla volta, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.

Nel frattempo battete l'uovo, aggiungete un goccio di latte, un pizzico di sale e abbondante parmigiano. A parte tagliate la mozzarella a dadini (non troppo piccoli), e fatela scolare.

Continuate ad aggiungere brodo e a mescolare fino al punto di cottura del riso (leggermente al dente), e fino a farlo rapprendere: a me sono occorsi circa 17 minuti. Poco prima assaggiate e regolate di sale.

A questo punto buttate il composto di uova, e mescolate sul fuoco acceso per circa 3-4 minuti, per mantecarlo bene e farlo stringere di nuovo, come se doveste impiattarlo così.

Appena si è ristretto, buttate la mozzarella, mescolate sempre sul fuoco acceso per scioglierla all'incirca per un minuto, o anche meno: quando comincia a filare parecchio attorno al cucchiaio, spegnereil fuoco, non deve nè rimanere a tocchi, e neanche sciogliersi completamente, sennò sparisce e non fila più.

Servire subito con una abbondante spruzzata di parmigiano.

sabato 8 dicembre 2007

Auguri papà

E' tempo di compleanni, almeno a casa mia!

ed ora, come un sol gatto, tutti in coro....


Buon compleanno papà!

venerdì 7 dicembre 2007

Zuppa di fagioli e patate


Oggi, con questo tempo rigido e il cielo plumbeo, una bella zuppa calda in una scodella di coccio era proprio quello che ci voleva…

Per due persone
250 grammi di patate a dadolini (più piccoli se li volete quasi sciolti nella minestra, più grandi se volete rimangano interi)
1 scatola fagioli borlotti lessi, scolati (400 grammi, ma se volete di più)
Cipolla tagliata a fettine sottili (a piacere)
7 cucchiai di passata di pomodoro
Olio di oliva, parmigiano
6 dl di acqua (se la fate senza pasta, altrimenti 7,5 dl circa)
In versione non vegetariana: due salsicce spellate e a pezzi

Mettere in un tegame (meglio se di coccio) le patate, la salsiccia, la cipolla, 6 dl di acqua e il pomodoro, un filo di olio e sale; coprire col coperchio (semichiuso) e far cuocere a fuoco medio per 15 minuti.
Quindi scoperchiare, aggiungere i fagioli scolati e continuare la cottura per altri 20 minuti.
Schiacciare qualche pezzo di patata, per addensare il sugo, regolare di sale, e continuare la cottura per altri 10 minuti (in tutto 45 minuti circa)
Spegnere il fuoco, far riposare al caldo dieci minuti per far addensare la minestra, quindi scodellare con un filo di olio a crudo e una bella spolverata di parmigiano, e magari su un letto di pane casereccio bruscato…

Dopo aver mangiato una superba zuppa di lenticchie, chiesi al cuoco quale fosse il suo segreto e mi rispose: buttare nella pentola anche una bella crosta di parmigiano…solo che io lo compro già grattugiato! Beh, una volta ci voglio provare anch’io…
Vado a fare una bella torta per la merenda...a più tardi!
P.s. Comincio a diventare bravina con le fotografie, no? :-)

Ciambellone morbido all'ananas


ed eccola, la torta pronta per la merenda...è un ciambellone che ho trovato sul sito di Cookaround (credo sia una ricetta di Anna Moroni): l'ho fatto una volta ed è piaciuto moltissimo perchè, oltre ad essere molto morbido, è anche profumato, e senza burro.




Ingredienti per uno stampo col buco da 26 centimetri:

3 uova intere

200 grammi di zucchero

250 grammi di farina

130 grammi di olio di mais

6 fette di ananas sciroppato e 2/3 del succo della scatola

1 bustina di lievito

un cucchiaio di Strega (questo l'ho aggiunto io)

Battere con la frusta elettrica le uova intere con lo zucchero, quindi aggiungere l'olio, il liquore, il succo dell'ananas, quindi aggiungere la farina e il lievito.

Imburrare ed infarinare uno stampo da ciambella, versare l'impasto, quindi adagiarvi sopra 6 o 7 fettine di ananas (io ci ho messo anche qualche ciliegina candita perchè le avevo).

Infornare nel forno già caldo per circa 45 minuti (i 50 della ricetta mi sembrano troppi...), quindi sformare con delicatezza quando si è freddata, e cospargere di zucchero a velo.

mercoledì 5 dicembre 2007

Sbriciolata alla Ricotta e Cioccolato




Ecco un'altra ricetta speditami da Miriam: non avendola mai nè vista nè assaggiata, spero di averla seguita correttamente... la parte divertente è che, nonostante sia una crostata, non bisogna impastare e stendere con il mattarello la frolla, ma semplicemente compattare le briciole nella tortiera!

Dosi per una tortiera da 26 centimetri:


Per la base:

1 uovo intero
150 grammi di zucchero
400 grammi di farina
1 bustina di vanillina
1 etto di burro
1 bustina di lievito
buccia di 1 limone grattugiato (io ho aggiunto un cucchiaio di Strega)

Per i ripieni:
Primo strato: cioccolata fatta con 60 grammi di cacao, mezzo litro di latte, 3 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di farina
Secondo strato: 3 etti di ricotta, 1 rosso d'uovo, 3 cucchiai di zucchero, cacao per colorarla (se fatta con la cioccolata, in alternativa del liquore)



Io, prevedendo i mugugni di mio marito, al quale non piace la cioccolata, ho fatto una versione bianca, con uno strato di marmellata di visciole casalinga e la ricotta senza cacao, ma profumata con 2 cucchiai di Strega


Battere la ricotta con la frusta elettrica, aggiungendo il rosso d'uovo, lo zucchero e il cacao, fino ad ottenere una crema morbida.

Fare la fontana con la farina, mescolarvi il lievito, quindi unirvi l'uovo intero.
Aggiungere lo zucchero e cominciare ad impastare con la forchetta, aggiungendo man mano il liquore e il burro sciolto.Continuare ad impastare con la forchetta, fino ad ottenere un composto granuloso di questo genere.


Imburrare accuratamente una tortiera per crostate, quindi, con le mani, cominciare a riempirla di briciole, schiacciandole fino a formare una base solida, e lasciando una parte dell'impasto per il bordo e la copertura superiore.


Versare la cioccolata fredda (in questo caso marmellata) cercando di non trasbordare troppo





Versare la crema di ricotta, facendo attenzione a non mescolare i due strati, e pareggiare bene. 
Con le briciole rimaste fare un bordo in modo da contenere i due strati, e sbriciolare il resto sopra.



Mettere in forno preriscaldato a 180 gradi per 40-45 minuti, poi 5 minuti scarsi di grill elettrico, per colorire la parte superiore (rigirandola spesso)



Attendere che la torta sia fredda per sformarla. Quindi spolverare con zucchero a velo.


Grazie a Miriam per la sua ricetta, ne approfitto per salutare tutta la sua famiglia: ci vedremo sicuramente per Natale!

martedì 4 dicembre 2007

Parigi, il Canale Saint Martin



Chi ama Parigi non può non aver visto "Il favoloso Mondo di Amélie", e chi ha visto il film non può non riconoscere questo Canale...è quello dove Amélie bambina rovescia la boccia col pesce rosso (con quel pianoforte bellissimo in sottofondo, del grande Yann Tiersen), e lo stesso (con la chiusa verde alle spalle) dove, da grande, fa rimbalzare i sassi sull'acqua.


Fatto costruire verso il 1820, su un progetto di Napoleone (che aveva già realizzato il più ampio Canale dell'Ourq, dove confluisce il Saint Martin), il canale è lungo 4,5 chilometri, e scorre a livello della strada, solo una striscia ciottolosa disseminata di panchine, piacevolissima da passeggiare lentamente, ammirando il riflesso degli imponenti e frondosi platani sulle acque tranquille.

  Il Canale è fiancheggiato da Quais trafficatissimi, una cortina di palazzi non bellissimi, soprattutto verso la fine, verso la Villette dove sono addirittura fatiscenti, forse dei vecchi magazini ora in disuso, ma cominciano a farsi più eleganti in direzione di Place de la Bastille, quando il canale diventa sotterraneo, sparendo alla vista, sostituito da una striscia di giardino del Boulevard Richard Lenoir..


Essendo il canale navigabile ma in pendenza, ci sono nove chiuse che disciplinano l’acqua, cosicchè scorre a più livelli, con uno sbalzo, tra una chiusa e l’altra, anche di qualche metro.



E’ bello passeggiare sulle sue pigre sponde, ma ancora più emozionante percorrerlo in battello: la piccola imbarcazione parte dal Bacino dell’Arsenal, sotto Place de la Bastille, alle dieci di mattina (non è proprio economica, se non sbaglio il costo è di 15 euro, ma c'è la guida che spiega tutto il percorso in inglese e francese: la nostra guida era, tra l'altro, veramente un bel ragazzo, molto parisien...), e contemporaneamente ne parte un’altra al Bacino de la Villette, alla fine del Canale.


Conviene attrezzarsi bene, perché il viaggio è bellissimo ma freddo e bagnato: munirsi di maglione anche durante l’estate!

La prima parte è sotterranea, si tratta di un ampio canale umido a volta ribassata, risalente all’epoca napoleonica, rischiarato da tremule lampade che si riflettono sulle acque oscure: ad un certo punto si passa proprio sotto la base della Colonna di Place de La Bastille, e si prosegue sotto il Boulevard Richard Lenoir...

Il percorso, lentissimo, dura circa due ore: non tanto a causa della lunghezza del canale, quanto per il tempo che si impiega per risalire ogni chiusa (se si fa dall’Arsenal alla Villette, sennò si scende, ovviamente). Ad ogni chiusa, infatti, c’è un omino che aziona il meccanismo, impressionante a vedersi dalla barca. Ci si trova dinanzi, infatti, un enorme portone di metallo, alto almeno due o tre metri, da cui trabocca il canale soprastante.
L’omino chiude dietro di noi un altro portone metallico, e poi comincia ad aprire le cateratte di fronte, in maniera che l’acqua comincia a defluire sotto di noi, innalzando lentamente la barchetta.

Inutile dire che si tratta di un’operazione emozionante ma umida…


Alla fine la barchetta si trova al livello del canale superiore, per cui supera la chiusa e continua la navigazione. Alla fine del Canale si apre un bacino più ampio, il Canale dell’Ourq, con una serie di edifici industriali e i vecchi Mattatoi, dove si può scendere per prendere la Metro Jean Jaurès, oppure si prosegue e poi si defluisce nel Parc de La Villette (quello dove c’è la Géode e la Citè des Sciences).



Io ho fatto tutto il percorso, e poi sono tornata a piedi fino a Place de la Bastille: ovviamente il percorso a piedi occupa parecchio tempo (e buone gambe), ma ne vale veramente la pena…



domenica 2 dicembre 2007

Auguri mamma!



Buon compleanno da Laura,
Luca,
Koko e Titti...

Auguri da tutti Noi!!!!









L'immagine sopra è stata presa dal sito Magica Luna

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