I miei viandanti

mercoledì 18 luglio 2018

Ritorni estivi e racconti

Tanto, tantissimo tempo lontana dal blog!


 Mamma mia, più di un anno che tengo il mio blog fermo, ormai sepolto sotto una coltre di polvere e ragnatele: era marzo dell’anno scorso, un anno meraviglioso, intenso, trascorso dentro un antico liceo artistico, un anno pieno di cose belle, impegni, novità, ed ancora non sapevo cosa sarebbe successo l’anno successivo, cioè questo ancora in corso: una sudatissima specializzazione universitaria e insegnamento di Storia dell’Arte, la mia materia.



 Un delirio di cose da fare, settimane talmente intense da non avere neanche mezza giornata libera praticamente da ottobre a giugno, e quindi amicizie messe in naftalina, hobbies archiviati, la macchina fotografica a fare le ragnatele nell’armadio, la casa trascurata, pranzi e cene rimediati, figuriamoci divertimenti, libri da leggere: praticamente un anno di reclusione forzata.

 Però, veramente una grandissima soddisfazione: quest’anno ho insegnato in un liceo di periferia, nove classi nel triennio superiore a cui trasmettere il mio amore per l’arte, il restauro e l’archeologia: ci sarò riuscita?

Spero di aver lasciato nei miei studenti, attraverso tutta la passione, la fatica, la determinazione che mi hanno tenuto in piedi quest’anno, qualche semino che prima o poi germoglierà, rendendoli degli adulti più consapevoli e curiosi della bellezza della storia dell’arte.
Si hanno tanti ricordi del proprio liceo, delle materie e dei professori: ci si augura di non diventare mai come quel tale professore che, all’epoca, ci fece odiare quella materia, oppure quello che non la sapeva spiegare per cui non capivi niente, o quell’altro assolutamente poco empatico con cui ti sei presa male da subito.
Poi, quando sei dall’altra parte della cattedra, ti trovi a rivalutare le persone che hanno costellato la tua infelice carriera scolastica, o quantomeno a comprenderle meglio, perché stare in classe non è affatto semplice e immediato come si potrebbe pensare, spesso devi mediare tra la voglia di riuscire simpatica e coinvolgente e il rigore e la coerenza di un adulto che deve tenere una classe, senza farsene fagocitare ma senza cadere nell’autoritarismo sterile. Insomma, tutti vorrebbero fare agli studenti l'effetto che faceva Robin Williams alla sua classe, ma la realtà è un po' più complicata di così ( e no, nessuno è salito sui banchi a recitare Capitano mio capitano, quando me ne sono andata. Però, almeno in qualcuno, spero di aver lasciato un pizzico di rimpianto).

                                                    (immagine presa da Pinterest)

 Sicuramente, mi sono divertita moltissimo, soprattutto nel mettermi alla prova ad insegnare argomenti così variegati e lontani nel tempo, cambiando vertiginosamente epoca da un’ora all’altra: da Stonehenge a Raffaello, dall’architettura romanica a Picasso, dall’Espressionismo tedesco alle tecniche costruttive romane o le statue di epoca ellenistica. Posso affermare senza ombra di dubbio che gli argomenti preferiti sono stati: la pittura passionale di Caravaggio prima di tutto, poi la fantasia virtuosistica del Bernini, la grazia lieve di Amore e Psiche di Canova, i colori intensi di Raffaello, i misteri dell’arte egizia e, a sorpresa, Egon Schiele, il cui quadro L’abbraccio è riuscito a suscitare molte emozioni.

 Poi, come in tutte le cose, ci sono stati giorni di sconforto, giorni in cui ti domandi se sei all’altezza, se devi cambiare qualcosa nei tuoi metodi, ma penso che sia normale, soprattutto quando stai facendo qualcosa di nuovo: ho cercato di osservare gli altri per imparare e poi trovare una strada personale, di riflettere sugli errori per cercare di migliorare sempre, considerare ogni esperienza, anche negativa, come uno strumento per andare sempre oltre.

 Tutti hanno un incubo ricorrente, uno di quelli che fai più o meno sempre uguale, da anni.

Il mio è l’esame di Maturità, che ho fatto e rifatto per circa trent’anni, un po’ come nel film Immaturi: c’è sempre un vizio di forma nei documenti o nello svolgimento dell’esame, per cui mi comunicano che, nonostante l’età attempata, devo rifare tutto l’ultimo anno compreso l’esame finale; oppure, nei miei incubi peggiori, quelli che ti fanno sudare freddo, addirittura tutto il liceo ristretto in un anno solo, altrimenti non risulterebbe valida neanche la laurea. E, nel sogno, la mia preoccupazione non è nel rimettermi a studiare: le mie obiezioni sono che, innanzi tutto, non ho i libri di testo, non ho l’orario scolastico e vado alle lezioni senza sapere dove mi trovo, e soprattutto sono in assoluto ritardo con le interrogazioni di matematica e di filosofia.

                                             ( immagine presa da  Pinterest)

 Da quando insegno e ho ricominciato a fare concorsi ed esami, ormai sono a quota cinque e me ne mancano due prossimi venturi, questo incubo è svanito come neve al sole.

Però mai mi sarei immaginata di rifare l’esame di Maturità, solo che dalla parte opposta del tavolo.
 Un incubo comunque, ma per ragioni diverse. Orari infiniti, la tensione di dover valutare in maniera corretta l’operato dei tuoi studenti, il transfert di ansia nel vederli affrontare prove complesse, perché alla fine ti immedesimi in loro e soffri con loro…
Però, anche questa una bellissima esperienza, che sono molto contenta di aver avuto l’occasione di sperimentare, spero solo che non si trasformi anche questo in un incubo a lunga scadenza!

 Nel frattempo, sto cercando di riacquistare un ritmo di vita meno frenetico, di far calare l’adrenalina e ricominciare a prendermi gli spazi giusti, di recuperare una leggerezza di vivere che ho messo da parte per troppo tempo.
Ho ricominciato a fare passeggiate, a vedere amiche che non vedevo da Natale, a rimettere mano alla mia casetta, maltrattata e ignorata per tutto l’inverno. E ora argomento attuale, programmi per l’estate, cioè cosa fare tra un paio di settimane, visto che manca davvero poco ad agosto.

                                             (immagine presa da Pinterest)

Due anni fa siamo stati a Budapest, prenotazione dell’ultimo momento in quanto ad Istanbul, vacanza già prenotata e pagata, erano in corso disordini e attentati, per cui fummo costretti a cambiare programmi: però il viaggio è stato bellissimo lo stesso, nonostante fosse una meta di ripiego.
L’anno scorso, vacanze casalinghe sui Colli Prenestini da mia madre, perché fino a fine luglio sono stata impegnata con le prove di accesso alla Specializzazione, la cui data di inizio era incerta: abbiamo preferito non rischiare di prenotare, per poi dover disdire tutto.
Abbiamo trascorso un’estate che definire tranquilla è un eufemismo, ma almeno al fresco delle colline laziali.

 Prenotazione vacanze difficoltosa anche quest'anno, per via delle date dei 2 concorsi scuola incerte fino all’ultimo. Alla fine, l'attesa è stata inutile, perché non sono a breve, forse in autunno e anche oltre.
Ho passato un po' di tempo in rete per trovare soluzioni non troppo esose: archiviato il Portogallo perché merita un lungo giro e noi siamo troppo stanchi e stressati: e allora...Barcellona? Istanbul? Berlino?  Ho appurato, con sommo sconforto, che prenotare qualcosa adesso è una missione suicida, perché tutto costa il doppio rispetto ad una prenotazione intelligente.

 E quindi niente, ho pensato: ma una bella città italiana che non conosco oppure che conosco poco, a cui arrivare tranquillamente col treno, e vedere tante cose belle, musei, palazzi, parchi e magari un bel paesaggio intorno?
 Ho trascorso a Torino tre giorni, quando ero all'Università, per vedere il Museo Egizio col mio professore di Egittologia, che ne era anche il direttore. Ne ho un ricordo sfumato, ma comunque di una città elegante, molto lineare, con bei negozi, palazzi ottocenteschi e uno splendido parco, l’unico luogo a cui abbiamo dedicato un intero pomeriggio, il Parco del Valentino.
Insomma, mi era sempre rimasta la voglia di tornarci, per approfondire una visita troppo fugace e superficiale.

E quindi Torino: una lista di cose da vedere piuttosto lunga, per una città così piccola (in confronto a Roma, quasi tutte le città per me sono piccole): il Palazzo Reale e l’Armeria, Palazzo Madama, la Villa della Regina, il Parco del Valentino col Borgo Medievale, tanto per cominciare. Il Museo Egizio, ovviamente: quando lo vidi, venti anni fa, non era stato ancora ristrutturato, per cui sono davvero curiosa di vedere il nuovo allestimento. E poi i dintorni: la Basilica di Superga e i colli intorno, la Venarìa Reale, Stupinigi.
Dalla guida, che sto già spulciando in cerca di percorsi da fare, le cose da vedere non mancano.

 E voi, come vi siete organizzati per le vacanze?

6 commenti:

  1. Che bello tornare a leggerti! Sicuramente sarà stato un inverno molto impegnativo ma immagino anche gratificante :-) sono sicura che sarai riuscita a lasciare il segno nei tuoi studenti..quando c'è una passione di fondo non si resta mai indifferenti!
    Ti auguro una felice vacanza, io sono casalinga, mi dedico a fare la mamma del mio cucciolo e a viaggiare si penserà il prossimo anno ;-)
    Un abbraccio cara <3

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    Risposte
    1. Ciao Consuelo, goditi il tuo bimbo, per le vacanze c'è sempre tempo! Grazie per la visita <3

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  2. Ciao e bentornata, complimenti per tutto quello che hai realizzato in questo periodo!
    Un caro saluto e buona serata
    Carmen

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  3. Carissima Laura sono contentissima del tuo ritorno e spero tanto di poterci incontrere un giorno. Un bacio, Paola

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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