Domani, domenica 17 maggio, apertura ufficiale dello splendido Roseto Comunale di Roma!














































Ho girovagato ammaliata nelle stanze del secentesco palazzo, che ora ospitano la statuaria romana della Collezione Boncompagni Ludovisi, e poi sono uscita su Piazza Navona, che si presentava al meglio del suo splendore…ho pranzato con un megagelato di Pascucci, una bettolina a cui non dareste un soldo di fiducia, invece fa dei gelati e dei frullati meravigliosi, mi sono seduta col mio gelato su una panchina della piazza, al sole caldo, e ho fatto finta di essere una turista…non posso dire viaggiatrice, visto che abito a venti minuti di autobus, però avevo la mia macchina fotografica, la guida e lo spirito aperto alla bellezza, che volere di più?



A malincuore, dopo aver assorbito calore, sole e bellezza, ho raccattato le mie carabattole e mi sono apprestata a prendere l’autobus per tornarmene a casa, non senza dare una sbirciatina ai numerosi pittori della piazza. Il caso ha voluto che avessi chiesto come regalo di compleanno una tela ad olio, visto che le nostri pareti sono piene sì, ma di stampe, di nessun valore se non quello di esser state comprate a Parigi, assieme a piacevoli fotografie di fari bretoni e quadrucci vari.
Insomma, nulla di particolare, tranne un’intera parete tappezzata di acquarelli miei, che, voglio dire, sono pezzi unici e insostituibili, ovviamente, veri capolavori che posseggo solo io, e scusate se è poco…
Siccome sono un’acquarellista abbastanza pigra e momentaneamente in disarmo, e come pittrice ad olio faccio abbastanza pena, non ho altra scelta che comprare qualche bell'olio, magari uno per volta...
Devo dire che posseggo anche un mio bellissimo ritratto, fattomi da un pittore di Piazza Navona e regalatomi da un altro fidanzato come regalo di laurea (ricavato da una fotografia dell’epoca). Questo capolavoro troneggia al centro della parete suddetta, quella che andrà decorata con altrettante opere d'arte, man mano che se ne avrà la possibilità economica…
Non è da tutti avere un così bel ritratto a carboncino, non vi pare? E’ un quadro che tengo molto caro, nonostante le cose col fidanzato non siano andate proprio per il meglio (non è lo stesso di cui sopra, un altro, ma anche qui il discorso sarebbe lungo).
Avevo intenzione di andare a Porta Portese, dove ci sono un paio di pittori che fanno cose belle, e scegliermi qualcosa per iniziare una mia personale collezione, tipo galleria Borghese o Pinacoteca capitolina…
Scherzo, i quadri per me hanno valore solo se piacciono, indipendentemente dal valore pecuniario…sarei capace di pagare qualunque cifra per un quadro di un anonimo che mi colpisca il cuore, ed ignorare totalmente un Burri e un Picasso, a meno che qualcuno sia così fesso da regalarmelo, al che me lo rivenderei immediatamente per comprarmi la crosta di cui sopra…
Eh lo so, qualsiasi critico d’arte inorridirebbe al questo discorso, ma per me l’arte deve essere fatta per piacere ed emozionare, sennò che senso ha? Quelli che comprano quadri brutti e famosi come investimento o, peggio, si appendono quei mostri alle pareti di casa, secondo me non capiscono nulla di arte, sono solo affaristi che li comprano con un qualsiasi altro oggetto…
In ogni caso, i pittori erano molti e, a parte i caricaturisti, alcuni espongono delle cose veramente belle…non credo che qualcuno di loro sia un grande artista, e chissà che li dipingano proprio loro, magari vengono da botteghe specializzate in produzioni seriali, però sono gradevoli lo stesso…
Alla fine sono capitate da un ragazzo sudamericano che esponeva delle tele coloratissime, quasi tutti paesaggi, dipinte a pennellate spesse, pastose…curiosando tra le sue opere, e scartando quelle grosse perché mi avrebbero occupato tutta la parete, ho visto questi e non ho resistito, autoregalandomi regali di compleanni per almeno qualche decennio…
Ultimo tocco di classe, la scelta delle cornici: ho portato le mie tele dal corniciaio, dissertando con aria dotta di vetri, sfumature e stili pittorici, neanche fossi una critica d’arte, ma quando ho gli rivelato di essere un’acquarellista e aver fatto un corso di restauro, il mio parere è sembrato d’un tratto molto più autorevole, e scusatemi se è poco.
Alla fine ho scelto queste. Niente di elaborato, né di classico…cornici moderne, un po’ rustiche, coloratissime, in armonia con i colori intensi delle tele ( e sorvolo sul fatto che sono le cornici sono costate quasi quanto i quadri…).


Sono tornata a casa estremamente soddisfatta dei miei acquisti: confesso che non spenderei mai una cifra del genere per un vestito o un paio di scarpe, mi sembrerebbe un insulto alla miseria (anche perché il mio conto in banca non reggerebbe), ma per una cosa bella sì, ce li spendo con piacere, perché sono cose che rimangono, un investimento non di denaro ma di colore, come delle piccole finestre su un mondo meraviglioso e poetico…
La stanza (le foto sono prima e dopo) ora sembra più colorata, più luminosa, disordine e gatto fisso sul divano a parte, anche se devo dire che le stampe dei gatti di Steinlen non reggono assolutamente il confronto, sembrano quasi scolorite e un po’ tristi, però sarà per il prossimo acquisto…
