I miei viandanti

lunedì 21 marzo 2011

Aspettando la primavera



Lo so, lo so, queste giornate grigie e ancora fredde non fanno aria di primavera, ma il calendario non mente, oggi chiude ufficialmente l'inverno, per fortuna!

Come augurio propiziatorio, ho fatto un header coloratissimo, al posto di quello nebbioso e tetro dei mesi scorsi: voglio essere ottimista e cominciare a riporre maglioni a collo alto, piumini pesanti, sciarpe e guanti,  a pensare a vestiti più allegri, pieni di fiori, e così avevo voglia di un po' di colore (in questo caso i colori sgargianti di Siviglia) anche per il blog. Tra l'altro, sto iniziando anche a documentarmi su Barcellona, con guide, cartine e giornali di viaggio, per cui sono proprio in sintonia con l'argomento, già proiettata verso itinerari, progetti e cartoline spagnole.



Sono contenta che il mio post precedente sia stato molto letto, e molto commentato. Forse il discorso non finirà qui, chissà, sto leggendo un libro molto carino di Paola Mastrocola, che riprende in qualche modo gli argomenti di cui sopra, grammatica, scuola, letteratura: questa lettura mi sta facendo meditare ulteriormente, vediamo cosa ne uscirà fuori.
E' incredibile come in pochi anni, diciamo un paio di decenni, siano cambiate tante cose, come gli adolescenti di adesso risultino davvero degli alieni, rispetto agli adolescenti che siamo stati noi. Ci pareva ( e ci rimproveravano) di essere poco brillanti, poco reattivi, sempre annoiati; abbiamo tirato avanti negli anni del liceo come equilibristi sul filo dell'ignoranza mentre alla fine, rispetto alla generazione successiva, questa generazione iper tecnologica e multimediale, siamo stati forse gli ultimi in grado, ai tempi del liceo, di leggere per pura passione anche i grandi classici,  ad amare Tolstoj, Flaubert e Hugo, a scrivere le poesie di Catullo, Saffo e Keats sui diari segreti, ad ascoltare Guccini e Finardi fino alla nausea.

Mah, mi sembra davvero che le cose siano precipitate nel corso di pochissimo tempo, mi guardo indietro e mi pare che alla fine non eravamo poi tanto male, se siamo stati in grado di affrontare l'Università, la vecchia Università, quella da esami da 2000 pagine magari in inglese, senza difficoltà insormontabili. Ma il discorso è lungo, e sicuramente merita ulteriori approfondimenti.

In questi giorni va un po' meglio, ho ripreso a fare le mie cose, sto recuperando anche qualche briciola di serenità, e questo mi sembra assolutamente positivo, forse sarà davvero la primavera, oppure un fondo di ottimismo che riesco a recuperare ogni volta, anche nei periodi che sembrano più oscuri.


Sperando che il mio ottimismo non si ammosci come un sufflè riuscito male, ecco una torta che ho fatto un po' di tempo fa, riprendendo lo stesso impasto della Torta di Mele di Franca, che mi era piaciuta moltissimo:  in questo caso ho messo cacao e nocciole, ed ho usato lo stampo di silicone a forma di girasole: la forma è venuta molto carina anche se non mi è staccato bene (colpa mia, mi sono dimenticata di imburrare lo stampo nuovo). Però la torta in sè era molto molto buona, scura, umida e cioccolatosa.


Torta cacao e Nocciole

(tortiera da 24-26 centimetri, oppure stampo in silicone a girasole)

4 tuorli montati


180 grammi zucchero

200 grammi farina ( 0ppure 150 grammi farina e 50 fecola)

200 grammi burro

4 albumi a neve

1 bustina lievito

1 cucchiaio Strega

Cacao, 4 cucchiai

Granella di nocciole 50 grammi o più

Montare i tuorli con lo zucchero, con la frusta elettrica, quindi aggiungere il burro sciolto, il liquore e il lievito. Aggiungere il cacao, quindi incorporare delicatamente anche gli albumi montati a neve.
In ultimo unire la granella di nocciole, tranne un cucchiaio.

Se usate lo stampo a girasole:

Imburrare lo stampo a silicone con un velo di burro sciolto (soprattutto se è nuovo o non lo usate da parecchio) quindi cospargete di granella i petali del girasole, e di codette colorata la parte centrale. Versate delicatamente l'impasto, quindi infornate nel forno caldo a 180 gradi, secondo ripiano dal basso, per circa 50 minuti.



15 commenti:

  1. Non sai quanto ti invidio per tutte le torte che fai! :-) Il mio forno è k.o. ... ricetta gustosa, fa venire una voglia fortissima d'una fetta!

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  2. Questa rorat ha una aspetto delizioso! Brava!
    P.S.: non preoccuparti, la primavera porta il buonumore!

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  3. semplicemente deliziosa!complimenti!

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  4. Mmmmmmm... che bontà! Anche a me è successo che il ciambellone non si staccasse dallo stampo di silicone, ora leggendoti ho appreso che dovevo imburrarlo :(

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  5. io ci lavoro con questi adolescenti di oggi e alla fine ho capito solo che sono completamenti diversi da noi, nè meglio nè peggio, solo un'altra storia. Per capire loro ho dovuto lasciare un pezzo di me e conquistare un nuovo terreno...

    ottima torta deliziosa :)
    un bacione

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  6. Ciao Geillis, leggere il tuo posto è stato come leggere nei miei pensieri, anch'io vedendo gli adolescenti di oggi non riconosco niente dell'adolescente che ero io un tempo. Hanno a disposizione mezzi di comunicazione e di informazione importanti ed avanzati e non hanno voglia di imparare e conoscere. Hanno la possibilità di viaggiare e non vogliono muoversi perchè costantemente stanchi e impigriti. Sono giovani e hanno la vita intera davanti e non hanno nessun entusiasmo e nessuna curiosità...noi non eravamo così!!!
    Forse semplicemente come dice LO, che li conosce meglio di me, loro sono loro e noi eravamo noi, due generazioni totalmente diverse...però vedere tutto questo spreco di energie e di possibilità da un po' fastidio e mi fa pensare che tutto sommato stavamo meglio...quando stavamo peggio!!!
    Ecco con tutto questo gran parlare mi è venuta anche fame...una fetta della tua torta squisita ci starebbe proprio bene!!!
    Ciao cara e grazie della riflessione...a presto!
    PS: buono preparazione per il tuo viaggio a Barcellona!!!

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  7. MMh, golosissima questa torta!
    E complimenti per la nuova immagine di "benvenuto"... mi ha messo allegria appena l'ho vista :-D

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  8. mmmmm da leccarsi i baffi!

    'notte cara

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  9. Finalmente da ieri comincia a sentirsi l'inizio di primavera.
    Passavo qui per trovare qualche carino spunto per pranzo (oggi sono a corto di idee), e mi fermo per lasciarti un saluto!

    P.S. aproposito del tuo post precedente, hmmmm... sembra che sia scritto esplicitamente per me; sono quella che ha acquisito le sue rudi conoscenze d'italiano vivendo qui, in Italia, senza alcuna preparazione precedente, e oltre tutto, molto consapevolmente infrango le regole non solo grammaticali ma anche quelle ortografiche.
    Mi hai fatto pensare, forse davvero a volte essagero.
    Ho quel libro di Severgnini, solo che ancora non l'ho letto, forse, forse è il caso di farlo.

    Un abbraccio!

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  10. non dirmi niente,mio figlio cresce e le preoccupazioni sono smpre di più date da questotempo che cambia e diverso dai giorni nostri!ottima questa torta, molto energetica!

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  11. voglio anch'io commentare il tuo pensiero sulla diversità degli adolescenti , tra presente e passato. Il punto per me è che per noi tutto era conquista, il rientrare un'ora più tardi, il motorino, quando si riusciva ad ottenere; andare a ballare in un locale,solo e rigorosamente di pomeriggio,la gita con gli amici e via dicendo ; mi ricordo le lotte per ottenere quel benedetto "sì" da mia madre, e quando lo ricevevo era gioia pura .Adesso escono a cena fuori, dopocena a ballare , una settimana all'estero già dalla terza media, e allora tutto è concesso , tutto è dovuto , secondo me si è persa la soddisfazione di raggiungere un traguardo.
    la torta è super , complimenti!
    ti abbraccio
    ciao Reby

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  12. ciao Geillis
    eeheheh
    con questa torta gustosissima la primavera ci troverà belle rotondette, ma sicuramente ne sarà valsa la pena se avremo mangiato almeno una fetta di questa torta!!

    buon weekend ^_________^

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  13. Ciao, dopo una lunga assenza dal tuo delizioso blog, torno come una rondine in primavera... mi hai accolta caldamente!, visto le nuove foto stupende di Siviglia e il profumo di questa torta!! E' sempre un piacere leggere le tue riflessioni nelle quali spesso mi rispecchio. Anche io ho usato da poco uno stampo al silicone che non ho imburrato, e la crostata non si è attaccata... solo che si è "asciugata" la pastafrolla, forse dovevo diminuire il tempo di cottura?? baci

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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