I miei viandanti

martedì 21 luglio 2015

L'aspra bellezza del Cadore



E' tanto, tantissimo che non scrivo su questo blog.

Non perché abbia deciso di abbandonarlo, e neanche a causa di troppi impegni. E' un periodo di transizione, in cui le idee non sono molto chiare soprattutto per il mio futuro lavorativo, sempre che si possa parlare di futuro, in tempi incerti come questi. Forse un periodo di riflessione, in cui ho cercato di lavorare su me stessa, sia fisicamente che psicologicamente.






Dopo molti anni ho ripreso i libri in mano, mi sono iscritta ad un bel corso di inglese e ho ripreso in mano una lingua che ho sempre dato un po' per scontata, per scoprire poi che le mie basi erano piuttosto traballanti: mi è piaciuto molto riprendere a studiare, incontrare nuove persone, sentire di nuovo l'ansia e l'agitazione per gli esami, l'impegno e la fatica dei ripassi, e quindi la soddisfazione di un buon risultato.
Nel frattempo, sto seguendo una dieta con risultati lenti ma costanti, ormai è quasi un anno che sono in cura da una nutrizionista (di solito mollo al sesto mese, è la prima volta che resisto così a lungo in un regime piuttosto spartano), mi sento benissimo anche fisicamente, completamente depurata e piena di energia. Mi ha tolto latticini e lieviti ma, dopo i primi tempi di fatica, ora mi sono abituata a questa nuova alimentazione.

Nel contempo, continuo ad andare in palestra (anche se meno frequentemente di questo inverno), e  soprattutto a camminare, camminare, camminare. Ovviamente come, dove e quando posso, quindi spesso in città, qualche volta  nel parco o in collina.
 Con il Gps posso tracciare e tenere conto dei miei percorsi, da fine marzo ho raggiunto i 415 chilometri di cammino su strada (senza contare il tapis roulant in palestra, ma quello il Gps non riesca a calcolarlo perché cammino sul posto), e non mi pare tanto poco. Diciamo che ho una media di dieci chilometri almeno tre volte a settimana, qualche volta meno qualche volta molto di più, il mio massimo è stato 14 chilometri in tre ore scarse, e per la mia età non mi pare male neanche questo!
Se solo ripenso all'estate del 2010, quando sono stata così male, e non riuscivo neanche a fare due rampe di scale senza avere il fiatone, quasi non mi sembra vero.







Ovviamente sarà difficile, una volta tornato a lavorare (sempre che ci riesca), tenere questi ritmi, ma è importante affrontare le cose stando bene con sè stessi, e quindi mi preparo psicologicamente per un autunno magari più stressante di questi mesi di transizione.

Ho tantissime foto in attesa di essere postate ma, siccome quest'estate non andremo molto lontano, mi piace riguardare con voi le foto delle vacanze passate che ancora non vi ho mostrato.
Chi conosce il mio blog sa che adoro le Dolomiti, in questo caso siamo in una zona del Veneto, il Cadore, in cui sono andata molte volte. Preferisco la parte più dolce di queste montagne, quella del Trentino Alto Adige, ma spesso scavalliamo il confine per raggiungere il Lago di Misurina e, in questo caso, il delizioso paesino di Auronzo.

La prima volta che venni ad Auronzo fu nel 1982, sia in gita scolastica (aprile, lago di Misurina completamente ghiacciato e montagne piene di neve) e poi l'estate, un'estate piovosissima, e noi del tutto sprovveduti per una vacanza in montagna, niente scarpe sportive, abbigliamento adatto e giacche a vento, insomma: siamo andati sulle Dolomiti un po' come saremmo andati al mare, e quindi non abbiamo goduto appieno di questa vacanza montanara.




Ci sono tornata tantissimi anni dopo, ero convinta di ricordarmi benissimo il paese, visto che già a 14 anni adoravo andare in giro da sola, abitudine che mi è rimasta anche trent'anni dopo: ho passato due settimane avanti e indietro per il paese, facevo il giro del lago in solitaria, quindi pensavo di  ricordarmi tutto perfettamente. In parte è stato così, in parte no. Ho riconosciuto subito la stradicciola col nostro albergo, ad esempio, e anche la vista del lago e del paese: per il resto, tutti i punti di riferimento sono saltati, visto che il paese in sè stesso deve essersi espanso notevolmente, insomma: mi sembrava di non esserci mai stata!

Anche il colore del lago (di origine artificiale) mi è apparso subito completamente diverso, e allora sono andata a rivedermi le foto della vacanza (eh sì, ero già un fotografa in erba, con la mia Kodak Instamatic, quella che faceva le foto quadrate), e sulle foto il lago era proprio azzurro, non verde come adesso!







In ogni caso, si tratta davvero di un paese incantevole, soprattutto per la cornice in cui è incastonato: il Cadore è molto diverso dal vicino Trentino, anche se li separano solo pochi chilometri: quando si passa il confine col Veneto, le montagne si fanno più aspre, più rocciose, le valli più strette, in qualche modo anche i colori sembrano più scuri.

Questa zona è stata un sanguinoso teatro di guerra, durante la Prima guerra Mondiale: sulla strada che da Dobbiaco si dirige verso Misurina, nella Val di Landro, si trova un piccolo cimitero che vi consiglio di visitare, il Cimitero dei Caduti di Guerra di Croda Bagnata, in cui riposano 1259 caduti dell'impero austro-ungarico.








Per quanto riguarda Auronzo, si tratta di un paese di poco più che 3000 abitanti, sotto la mole poderosa delle famose Tre Cime di Lavaredo, il cui giro panoramico, cinque ore di cammino con tratti piuttosto impegnativi, vi mostrerò la prossima volta.

In questa zona ci sono molte cose da vedere, a partire dalla elegante Cortina d'Ampezzo, che però noi non amiamo in maniera particolare, il lago di Misurina ovviamente, sia il giro lago che i sentieri che partono da lì, e anche una bella escursione al Monte Piana, dove ancora si possono vedere le trincee di combattimento della Prima Guerra Mondiale. Insomma, davvero una zona interessante, sia per le bellezze paesaggistiche che per le cose da visitare.





La cosa più bella però rimane il giro del Lago Santa Caterina, una passeggiata bellissima, tutta in piano e quindi adatta a tutti, da cui si può godere la visione incantevole del paese con le Tre Cime sul fondo.
 Rispetto a qualche anno fa, ho notato molta più cura anche nelle case, nell'abbellimento dei giardini e dei davanzali, che ora possono rivaleggiare con quelli lussureggianti del vicino Trentino, mentre qualche tempo addietro, appena attraversato il confine tra le due regioni, si notava subito una certa differenza nella cura degli abitati e delle case.










Ed eccoci di ritorno al lago di Misurina,visto dal versante opposto, che con il cielo grigio, tipico dell'umore mutevole della montagna,  e il vento che increspa la superficie dell'acqua, assume un colore plumbeo,  molto diverso dal blu cupo delle giornate di sole.



Spero di avervi invogliato a visitare questa parte del Veneto, davvero molto bella: alla prossima!

11 commenti:

  1. Un'amica poco tempo fa mi ha detto: i cambiamenti in genere portano altri bei cambiamenti... è l'aria che cambia ci sentiamo rinnovati e pronti ad accogliere altre trasformazioni... in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri e complimenti per ciò che sei riuscita a fare su te stessa... mi sembra che lupo premesse siano molto promettenti!

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    1. Vabbè il secondo lupo non c'entrava... 😂 si vede che sono fissata con i canidi... 😂

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    2. speriamo, mia cara, speriamo

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  2. Come sempre bellissime fotografie e... un tuffo nella mia infanzia perchè da bambina venivamo spesso a passare una vacanza estiva in Cadore!
    Un abbraccio
    Francesca

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    1. posti bellissimi, ricordi condivisi

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  3. Magnifiche foto in magnifici luoghi, anch'io avevo abbandonato un po' il blog... nel mio caso a causa di mancanza di tempo. Sono lieta di leggerti "serena" e in forma :)

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    1. Mi sembra sia abbastanza comune, in questi ultimi anni, l'abbandono del blog, da parte di molte bloggers amiche: un po' per mancanza di tempo, un po' per stanchezza (soprattutto per i bloggers di lungo corso), ma anche per la facilità con cui si condivide su Fb, che occupa molto tempo a discapito dei blog

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  4. Bravissima! Riprendere a studiare è sempre utile, è un nutrimento e un arricchimento costante per la mente. E poi studiare un'altra lingua ti apre tante strade (non solo lavorative: anche solo poter leggere un libro in lingua originale è tutta un'altra cosa secondo me). E complimenti per le tue foto, come sempre una gioia per gli occhi!

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  5. Il Cadore: che luogo meraviglioso.
    La prima volta che ci sono stato, seppur da bambino, ne rimasi colpito: il contrasto tra quelle grigie e nude montagne, e tutto quel verde.
    Ci sono tornato solo altre poche volte, ma in ogni occasione c'ho lasciato un pezzo di cuore.
    Grazie per queste tue foto, e questo tuo racconto.
    A.A.

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Pellegrino che ti aggiri per queste lande incantate, mi farebbe piacere una traccia del tuo passaggio...

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