I miei viandanti

lunedì 31 dicembre 2007

sabato 29 dicembre 2007

Parigi, dal Marais al Louvre (prima parte)



Proseguendo per la lunga e trafficatissima Rue de Rivoli, si arriva dritti dritti all’Hotel de Ville, il Municipio della città: l’enorme piazza, dove un tempo sorgeva la famigerata Place de Grève (quella dove eseguivano le condanne a morte, vedi post sulla Marchesa de Brinvilliers), è praticamente invasa dall’ottocentesco Municipio che ne costituisce lo sfondo scenografico, un sontuoso edificio neorinascimentale-neogotico ricostruito tale e quale dopo essere bruciato nel 1871: di gusto un po’ discutibile ma indubbiamente d’effetto.



Ho continuato per la lunghissima e trafficata Rue de Rivoli (firmate Hector Guimard le fermate Art Nouveau de Le Chatelet e du Louvre): verso il Louvre si aprono dei lunghi portici, costellati di negozietti di porcellane di Limoges, e altri con le solite chincagliere: magliette, guide, souvenirs.
Poco oltre, invece, sempre lungo la lunghissima via, si erge un bellissimo palazzo ottocentesco, con una serie di vetrine spettacolari (vedi la statua Inca nella foto), roba da lasciarci gli occhi...



Tutto il complesso, elegantissimo, si chiama Louvre des Antiquaires, è un intero palazzo adibito a Galleria di Antiquariato, circa 200 negozi: dalle vetrine dei negozi al pianterreno direi che è roba per collezionisti, ma di quelli ricchi proprio. Peccato.
Ed eccomi nel cortile principale del palazzo, quello con la famosa e discussa Piramide dell'architetto Pei inaugurata nel 1989, che costituisce l'ingresso al Museo (ora diventata ancora più famosa per essere stata inserita nel terribile libro Il Codice Da Vinci, magari farò un post a parte per questo libro).


Il Louvre, secondo le guide, è uno dei Musei più grandi del mondo, ben 19 ettari di esposizione disposti su quattro piani, una miriade di sale, corridoi, gallerie, mezzanini e cortili coperti.
In effetti, per visitarlo tutto ci vorrebbero parecchi giorni, soprattutto dopo l’apertura della nuova ala (quella che Mitterrand sgomberò da un Ministero per far posto alle collezioni).



Una volta che entri nel Louvre cominci a vaneggiare, lo garantisco. E’ talmente tanto ampio che conviene tracciare un itinerario delle sezioni, ben selezionate, che si vogliono vedere, altrimenti si rischia l’attacco isterico. Comunque, anche programmando la visita in modo razionale, non è detto che non si cominci a saltellare forsennatamente da un’ala all’altra, cercando di seguire il proprio percorso senza perdersi, il che è matematicamente impossibile.

Sono entrata con propositi bellicosi, della serie “devo vedere tutto-non esco fino a sera”.

Principali sezioni: nel Louvre c’è praticamente di tutto, un po’ come nei Vaticani a Roma, ma il percorso è molto più complesso. All’entrata vi muniscono di cartina: usatela, ne avrete bisogno.
In compenso, sono organizzatissimi per quanto riguarda le toilettes. Secondo me, hanno calcolato il tempo di autonomia prima che scappi inesorabilmente e, onde evitare pozze maleodoranti sui bei marmi del palazzo, hanno piazzato strategicamente una toilette più o meno ogni trenta minuti di cammino (la qual cosa mi evidentemente estasiato).

Tutta la parte antica comprende l’Egitto, Vicino Oriente, Etruschi, Roma.
Ho saltato tutto a piè pari. Ne avevo un vago ricordo della visita precedente (risalente al periodo prima del restauro), e me lo sono fatto bastare.

Per quanto riguarda Roma, ci abito: le nostre collezioni, ovvio, sono le più complete al mondo.
Per l’Etruscologia, ho visitato tutto il Museo di Valle Giulia a Roma (pur essendo archeologa, a metà non ne potevo più…). Bello ma pesante. Perchè continuare a farsi del male?

Per l’Egitto ho passato due giorni nelle 100 sale del Museo Egizio del Cairo, e ho avuto per guida al Museo Egizio di Torino l’allora direttore Alessandro Roccati, che era il mio docente di Egittologia alla Sapienza. Bei tempi, quelli...
Con un pizzico di presunzione mi sono sentita di passare oltre.



Sono passata direttamente alla Scultura Francese, almeno trenta sale al pianterreno, nell’ala Richelieu, che circondano le due corti coperte (la Cour Marly e la Cour Puget, foto sotto a e sopra)



Questa parte è da vedere anche solo per la disposizione scenografica.
Il percorso si snoda in maniera cronologica, dalla scultura romanica fino al romanticismo.



Una delle più impressionanti è la Tomba di Philippe Pot, una processione di incappucciati neri (a grandezza quasi naturale) risalente al XV secolo, vedi foto sotto. Un po' funerea, ma di indubbio effetto...



Per la seconda parte, vedrò di ammorbarvi prossimamente...

venerdì 28 dicembre 2007

Panettone Marietta seconda versione

Vi siete ripresi dalle abbuffate? E' stata dura, ma sono sopravvissuta anche quest'anno, e ancora non è finita...
Per restare in argomento, posto l'ultimo dolce natalizio dell'anno, così chiudiamo in bellezza.
Il panettone dell'Artusi che ho fatto, sulla scia di Cuocapercaso, ha riscosso i più entusiasti consensi, tanto che mi è stato richiesto di replicare.

Ho fatto qualche piccolo cambiamento alla ricetta originale, giusto per non farlo identico al precedente:

280 grammi farina
1 uovo intero e due rossi
100 grammi di zucchero
100 gr olio di oliva
due dl di latte
1 bustina di lievito
una punta di bicarbonato
1 bustina di vanillina
due cucchiai di liquore Strega


Nell'impasto ho messo 80 grammi di uvetta ammollata in acqua tiepida, 50 grammi di noci a pezzi e due manciate di gocce di cioccolato.

Sulla copertura, ho dato una generosa spolverata di zucchero semolato per fare la crosticina, poi ho cosparso di granella di nocciole, 50 grammi di mandorle intere, 40 grammi di noci intere, ed ho infornato a 180 gradi per 45 minuti, secondo la ricetta originale.

martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale

Questo è il cesto natalizio che mi è arrivato l'altro giorno: dotato di un comodo cuscino e collocato in posizione strategica sotto il termosifone, è stato proclamato da Titti di sua esclusiva proprietà!

lunedì 24 dicembre 2007

Auguri a tutti!!


Buone Feste a tutti da Geillis e da tutta La Foresta Incantata

Arrivano i Regali


Ed ecco il primo regalo! E' anche il primo cesto che ricevo, stavolta al lavoro hanno esagerato...tanto per restare in tema mangereccio!!

sabato 22 dicembre 2007

Panettone Marietta


Anch'io il Panettone dell'Artusi! Questa è la foto del poco che ne è rimasto...

Avevo visto la ricetta sul sito di Cuocapercaso (la pagina del Panettone è questa), è mi era venuta una voglia di sperimentarlo...ho seguito tutte le variazioni di Grazia ( anche sostituendo il burro originale con l'olio).

Devo dire che il risultato è notevole. E' riuscito forse più consistente di quanto pensassi, diverso da un panettone confezionato, proprio un'altra pasta, più tipo torta rustica ma buonissimo, a casa mia è finito in un baleno.

Probabilmente farò il bis nei prossimi giorni, magari variando un poco la ricetta, tanto per cambiare: pensavo di sostituire uvetta e canditi con noci e gocce di cioccolato, e di fare una copertura di zucchero semolato (o addirittura di canna) al posto dello zucchero a velo...

venerdì 21 dicembre 2007

Etichette e grafica natalizia

E' un po' che mi è presa la fissa per le etichette (non bastavano gli ex libris).

In realtà, è iniziato tutto questa estate quando, tornando dalle vacanze, ho trovato la credenza della cucina invasa dalle farfalline della farina, quei graziosi animaletti volanti che si infilano ovunque, espellendo filamenti appiccicosi e avventandosi su qualsiasi molecola comestibile.

In breve, ho dovuto buttare tutto (pasta, riso, farina, frutta secca, hanno attaccato addirittura i croccantini dei gatti), credendo di averle sterminate.

Dopo aver notato dei vermicelli bianchi che se ne andavano a spasso per le mie mattonelle, mi sono dovuta arrendere all'evidenza che non le avevo sconfitte manco per il cavolo, e sono corsa ai ripari: buttato tutto di nuovo, oltre ad aver comprato quegli appiccichini che ci facevano la pubblicità questa estate (anche se, a dire il vero, ne ho spiaccicate più a mano), ho comprato decine di barattoli di tutti i tipi, inscatolato tutto, ed etichettato tutto con tempi di cottura e date di scadenza.Volendo fare una cosa graziosa, sono andata in cerca di etichette carine da stampare.

C'è un sito di ricette francese in cui ne ho trovate di veramente belle: si chiama Adelirose, la pagina delle etichette è questa, ce ne sono tantissime.

Questo sotto è un esempio di etichetta che si può scaricare da questo sito ( la scritta è mia)

Un altro sito delizioso è Chez Cannelle (andate a vedere tutta la parte della grafica natalizia, ci sono tantissime cose carine, come segnaposto, biglietti di auguri, biglietti per regali, sfondi, carte da lettera, e così via):

Questo è un esempio di grafica natalizia del sito Chez Cannelle.
Un altro sito interessante, con della grafica molto nordica (non sembrano i biscotti allo zenzero di Natale?) è Graphic Garden , di una webmaster svedese, Helena Normark. Una parte di clipart è a pagamento, ma nella barra laterale sinistra, più in basso, c'è tanta grafica gratuita sotto la scritta free printable, e una serie di set da scaricare gratuitamente ma con delle condizioni di utilizzo.
Andate a vedere i biglietti di auguri da stampare in questa pagina, tutti free.


Un sito, miciosissimo ma non solo, dove trovare delle clipart deliziose, è Magica Luna:
anche qui c'è una sezione Natale, dove potete trovare gif animate e glitterate.
In ogni caso, andate a visitarlo, ci troverete tante cose carine, soprattutto sui gatti!

Per quanto riguarda le etichette, io procedo in questo modo: con un programma di grafica o fotoritocco scrivo sopra l'etichetta (variando sia i caratteri che i colori) , poi faccio una tabella con Word 2 caselle per 10 (in verticale): inserisco l'immagine ridimesionandola della misura che mi serve, poi col Copia-Incolla metto due copie di ogni etichetta a riga. Di ogni pagina ne stampo alcune copie, così le tengo di riserva.


Le etichette vanno attaccate cercando di coprirle bene con lo scotch (sennò quando si lavano i barattoli si bagna la carta e si scoloriscono).

Se è troppo laborioso tutto questo o se non avete una stampante a colori, andate a vedere questa pagina del sito di Gennarino, dove ci sono le istruzioni per confezionare barattoli ed etichette molto semplici ma dal sapore molto country.

mercoledì 19 dicembre 2007

Polpette panate al forno

La mia proposta di fondare un Fronte di Liberazione dei Babbi Natali Scalatori ha ricevuto numerosi consensi, segno che il kitch, per fortuna, non impera ovunque!

Vi state preparando per il Natale? Il mio albero comincia a riempirsi di pacchetti, anche se quest'anno non saranno tanti, visti i tempi grami...:-(

Ogni volta che i miei gatti ne combinano una delle loro, li minaccio di buttarli nel cassonetto oppure di metter loro un fiocco in testa e regalarli per Natale, ma credo che non li vorrebbe nessuno...

Saltando di palo in frasca, propongo una ricettina semplice della mia mamma, che propino spesso a mio marito, che sembra apprezzarla molto, soprattutto in queste sere di freddo siberiano...

Dosi abbondanti per due persone (sei polpette medie oppure otto piccole):

250-300 grammi di macinato buono
1 uovo piccolo
3 cucchiai di parmigiano
3 cucchiaio di pangrattato + quello per impanare
qualche cucchiaio di latte
prezzemolo (anche secco)
aglio in polvere (oppure fresco a pezzetti minuscoli)

Patate a pezzi, aglio, olio e rosmarino.

Le patate, nel mio forno, hanno un tempo di cottura di circa 45-50 minuti, mentre le polpette si cuociono in mezz'ora (se non le fate enormi). Per cui, per prima cosa oliate una teglia antiaderente, distribuitevi le patate a pezzi, con aglio e rosmarino (io le salo a metà cottura, ma è lo stesso) e mettete nel forno caldo a 200 gradi (ripiano centrale) per circa 15-20 minuti.

Nel frattempo impastate con la forchetta il macinato con l'uovo, il parmigiano, il prezzemolo, sale e aglio.

Bagnate il pangrattato con quattro cucchiai di latte e lasciate che si addensi, e poi unitelo al resto, impastando bene: poi formate delle polpettine schiacciate e passatele nel pangrattato.

Quando i 15 minuti sono passati, togliete la teglia dal forno, salate le patate e giratele bene, scansatele per far posto alle polpette (che insaporirete con l'olio della teglia), badando che stiano bene a contatto con la teglia e non sopra le patate, e rinfornate.

Dopo altri 15 minuti girate le polpettine dall'altro lato, rimescolate ancora le patate, e fate cuocere per altri 15 minuti.

Servire subito, calde e croccanti...

lunedì 17 dicembre 2007

Pronti per il Natale?


Ed ecco il mio albero!

Titti che ha acchiappato una decorazione e ci gioca a frisbee (d'altra parte, a che altro servono le palle di Natale?)


Avete notato quante orribili decorazioni ci sono in giro?

Babbi Natali aggrappati dappertutto, Babbi Natali che si paracadutano giù dalle finestre, molteplici Babbi Natalini che si arrampicano in fila indiana...io li trovo veramente orribili!


Avevo in mente di fondare, sulle orme del Fronte Francese di Liberazione dei Nani da Giardino, un Fronte di Liberazione dei Babbi Natali Scalatori...chi si unisce?

Crostata di mele



Ed ecco una crostata di mele classica che più classica non si può...l'altra sera ero invitata ad una festa di inaugurazione della cooperativa di mio marito, ed io ho contribuito con questa torta.

Devo dire che c'era una tavolata di dolci da urlo, ma la mia crostata non ha affatto sfigurato, anzi...
La ricetta è molto ovvia, ma la posto con le fotografie su gentile richiesta della mia amica flamenca Marta.

Per una teglia da 26-28 centimetri di diametro
Pastafrolla fatta con
300 grammi di farina
3 rossi d'uovo
150 grammi di zucchero
150 grammi scarsi di burro
due cucchiai di liquore (io sono fissata con la Strega)
mezza bustina di lievito per dolci

Quattro-5 cucchiai colmi di marmellata di albicocche sciolta sul fuoco con un po' d'acqua e Strega
3 mele grosse (oppure quattro-cinque piccole)
Gelatina per dolci

Stendere nella teglia imburrata la pastafrolla nel solito modo, lasciando un po' di impasto per il bordo. Velare la base con la marmellata sciolta tenendone da parte un poco per velare le mele.




Tagliare le mele a fettine regolari, poi cominciare a fare il giro: le mele devono essere messe quasi in verticale e leggermente accavallate, più mele ci entrano e più viene buona.
Per guarnire ho messo una fila di ciliegine tagliate a metà.

Finire i giri di mele, guarnendo il buco centrale con una ciliegina intera.
Lavorare la pasta rimasta facendo delle strisce a formare il bordo, che poi decorerete a piacere (io lo schiaccio con la forchetta).


Allungare la marmellata con altra acqua fino a farla diventare liquida, e velare le mele (senza annacquarle troppo, però...)

Infornare nel forno caldo a 180 gradi (ripiano centrale) per circa 45 minuti, anche qualcosa di più.

Una volta freddata la torta sformatela con attenzione (ma consiglio di farla direttamente nella teglia da asporto, io per trasferirla ho rischiato di fracassarla, con conseguente disastro...), poi fate la gelatina come da istruzioni (io uso quella PaneAngeli), velare bene la torta e trasferirla in frigo almeno un'ora.



P.s. C'è qualcuno che ha problemi ha formattare le pagine, con questo editor? A me fa diventare matta...mette le interlinee come gli pare, ogni volta che importi un'immagine ti saltano tutti i parametri, la disposizione che vedi in anteprima è sempre diversa da come appare nel blog, e le fotografie non sono mai disposte come vorrei, a meno di non metterle semplicemente centrate...aiuto!! Se qualcuno ha qualche buon consiglio da darmi, gliene sarei grato...

sabato 15 dicembre 2007

Ex Libris




Essendo un’appassionata bibliofila, sono solita firmare i miei libri e disegnarci a mano un simbolo, di solito un angioletto di spalle seduto su una L, una specie di ex libris autografo, insomma. Recentemente  ho cominciato ad approfondire l’argomento, sia sui libri che in rete.


Per ex libris si intende una immagine stampata (o applicata) sul risguardo anteriore del libro, una specie di timbro di proprietà, con un’immagine e il nome del proprietario: gli ex libris  hanno un’origine molto antica, i primi iniziarono ad essere stampati verso la fine del 1400.
La matrice degli ex libris poteva essere una xilografia, una litografia, oppure una calcografia su rame, che poi veniva stampigliata con l’inchiostro sul libro. Queste matrici venivano commissionate a degli incisori, che in alcuni casi erano dei veri e proprio artisti.


Il periodo d’oro degli ex libris fu l’Art Nouveau, dove la fantasia degli artisti non conobbe limiti. I più famosi furono Alphonse  Mucha, il celebre decoratore, e Alexandre de Riquer, catalano, che fu un raffinato e poliedrico artista, la cui opera spaziò dalla pittura alla decorazione.



Anche al giorno d’oggi si possono ordinare ex libris personalizzati (vedi per esempio il sito Q.Conti , da cui proviene il gatto qui sotto), ma, in alternativa, si possono, più comodamente, stampare a casa.


I puristi inorridiranno, ne sono sicura: certo, una stampante a getto d’inchiostro non è proprio la stessa cosa che una calcografia in rame incisa a mano…in ogni caso, secondo alcune fonti ben informate, dovrebbero essere stampati su carta pregiata

Io, per realizzare i miei ho usato uno scanner(avevo un libro bellissimo sulla grafica Art Nouveau) e un programma di fotoritocco (Photoshop, Fireworks oppure Office Picture Manager); in Word ho creato una tabella a nove caselle (3 per 3), e ho inserito le immagini così modificate, col mio nome e l’anno, adattando le dimensione di ciascuna immagine a quelle di un biglietto da visita, più o meno, e poi ho stampato. Per ora ho fatto delle prove su comune carta da fotocopia, ma forse non vale…)

venerdì 14 dicembre 2007

Biscotti ai Corn Flakes


Ed ecco la terza ricetta natalizia della mamma di Pina:
1 etto e mezzo di burro
3 uova intere
200 grammi zucchero
300 grammi farina
250 grammi uvetta
30 grammi pinoli (facoltativi)
1 bustina di lievito
Corn Flakes a raccogliere

Mettere il burro ad ammorbidire su una pentola di acqua che bolle, quindi mescolarlo con una forchetta alle uova intere, lo zucchero, la farina, l'uvetta e il lievito, fino a raggiungere un impasto di questo tipo.

Spargere i cornflakes su un piatto, e formare delle palline con l'impasto, aiutandosi con un cucchiaino. Rotolare le palline nei corn flakes, fino a coprirle bene, e disporle distanziate su una placca coperta da carta forno.
Mettere nel forno già caldo a 160 gradi, nel ripiano centrale, per circa 20 minuti.

Togliere dal forno e far raffreddare. Si conservano per alcuni giorni, e sono golosissimi...

martedì 11 dicembre 2007

Dolcetti Natalizi


Ho appena tagliato il traguardo della Millesima visita nel mio Blog!Per una neofita è veramente una bella soddisfazione, non me l'aspettavo...

Ed eccomi pronta per la ricetta Natalizia di Francesca V, Aspettando Natale!




Innanzi tutto un grazie spettacolare alla mamma della mia amica Pina: mi sono trasferita armi e bagagli un'intera giornata a casa sua, per carpire i segreti di questi dolci tipici della sua famiglia, e sono tornata a casa col prezioso bottino che vedete nella fotografia sopra...però non credo arriveranno fino aNatale. Le dosi sono da battaglione, ma è tradizione farle in quantità abbondanti, per regalarli ad amici e parenti.

Le ricette sono tre: Nociate, Fetticciole e Biscotti al CornFlakes: con le prime due partecipo all'Evento, la terza la posterò nei prossimi giorni.
La prima ricetta è quella delle Nociate (un vassoio strapieno):

1 kg di noci frullate (in polvere)
7 uova intere
7 etti di zucchero
1 etto (circa) di farina
Precisazione: per un errore di trascrizione, avevo messo una bustina di lievito tra gli ingredienti, che invece non ci va!

Accendere il forno e lasciarlo scaldare a circa 160 gradi (non di più, sennò i biscotti si bruciano sotto): rivestire con carta da forno la placca, od una grossa teglia; i biscotti vanno cotti nel ripiano centrale, come le crostate.

Mescolare con la forchetta le uova intere alle noci frullate, aggiungendo piano piano lo zucchero, e la farina (aggiungendone poca dipiù se vi sembra troppo mollo il composto)

Il composto che ne risulta è quello della foto sopra, piuttosto morbido e umido.
Con l'aiuto di due cucchiaini, formare delle palline, anche irregolari, e sistemarle distanziate sulla placca (ricresceranno all'incirca del doppio del volume), ed infornarle per 20 minuti (controllare sempre il punto di cottura, non si sa mai).

Eccole!

Seconda ricetta, le Fetticciole, per sei grosse forme (se volete delle dose normali, dimezzate oppure dividete in 4):
2 kg di farina più altra a raccogliere
2 etti e mezzo di pinoli
2 etti e mezzo di nocciole
2 etti e mezzo di mandorle
2 etti e mezzo di noci a pezzi
6 quadrotti (tipo Cioccoblocco) di cioccolato fatto a scaglie
500 grammi di miele
3 etti di zucchero
200 grammi di uvetta
2 bicchieri di vino bianco
liquore
2 bustine di lievito Pane Angeli o simile
un pizzico di pepe
Mettere a bagno l'uvetta con dell'acqua a coprire un un cucchiaio di liquore.
Sulla spianatoia fare una fontana con la farina, e aggiungere la frutta secca e il cioccolato a scaglie, formando un buco al centro.

Aggiungere l'uvetta con tutto il liquido, versare il miele e cominciare ad impastare, poi cominciare ad aggiungerelo zucchero, il vino, il lievito e un pizzico di pepe. Le dosi sono piuttosto indicative, perchè impastando si potrebbe rendere necessario aggiungere altro vino bianco oppure altra farina.


Questa è la mamma di Pina che impasta energicamente...dividere l'impasto per formare sei grosse forme, aggiungendo liquido o farina secondo la necessità, fino a formare questi...
Mettere a sciogliere qualche cucchiaio di acqua e 2 cucchiai di zucchero per velare la superficie, poi disporre le forme tre alla volta sulla placca del forno rivestita di carta forno, e mettere a cuocere a 160 gradi per circa 30 minuti nel ripiano centrale.



Togliere delicatamente dal forno, rimettere sulla spianatoia e far freddare. Una volta fredde le forme, tagliarle a fette spesse un centimetro (vedi sopra), e rimettere nella stessa placca in verticale (come per ricomporre la forma) un'altra volta in forno a 160 gradi per altri 15-20 minuti.


La cucina della Mamma di Pina sembrava un laboratorio di pasticceria, come potete vedere...

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